Bona Fide Biz - 11/07/2018

Positive Business Awards 2018: la parola ai vincitori

Tenutasi presso "Enterprise Hotel" di Milano, la tavola rotonda dei Positive Winners 2018. Ecco le loro best practices

Come vi abbiamo già lungamente raccontato sulle nostre pagine, lo scorso 5 giugno si è svolta la quinta edizione del Positive Business Award, il premio creato e organizzato dalla Scuola di Palo Alto, la principale Business School italiana non accademica,. La serata, condotta come ogni anno da Enrico Banchi, COO della Scuola di Palo Alto, affiancato da Giulia Casoli, trainer della Scuola, si è svolta nello Spazio Gessi di via Manzoni. 

Tra i vincitori delle rispettive categorie, oltre ai due Premi Speciali, “Positive Sport Champion” a Sofia Goggia, consegnato per mano di Eusebio Gualino, AD di Gessi SpA, e “Positive Education Trainer” a Giuliano Bergamaschi; troviamo Zeta Service (Company), Montefarmaco OTC (Pharma Company), CasAmica Onlus (Sustainability), Jeunesse (Network), Algerini Gioielli (Happy Italian Start Up), Eticance (Happy International Start Up), Citrus- l’Orto Italiano (Communication e People), Awe Sport (Image), CloudTel (Web Presence), Good News (Technology), Huawei Technologies Italia (Innovation), Predict (Innovation – Product Launch), G&G Engineering (Innovation – Repositioning), MyHabitat (Future Vision), LinkedIn (Social Network), Panificio Cassina (Food Experience), Galbiati Arreda (Buying Experience), Striscia la Notizia, nella persona del suo storico inviato Valerio Staffelli (Positive Media), Angelo Gigante di Predict (Positive Manager), Oracle Italia (Location), Il Prisma (Location- Design), Generali Italia (Training), Ikea Italia Retail (People), Antonello Sanna di SCM Sim (People- Succesfull Experience), Banco BPM (Team), Comune di Borgarello (Flourishing City), la giuria, ha decretato come vincitore assoluto del “Positive Business Award 2018” la multinazionale cinese HUAWEI TECHNOLOGIES ITALIA.

Margherita Azzoni spiega il progetto di Huawei Technologies Italia che ha vinto il Positive Business Awards 2018.

Come ci racconta Margherita Azzoni, da 8 anni nel centro di Ricerca e Sviluppo di Segrate di Huawei Technologies Italia , con la responsabilità a 360° sui processi HR, durante la tavola rotonda tenutasi nella Immersive Room dell’Enterprise Hotel di Milano, partner dell’evento con Carter & Benson, Carioca, Historia Antiqua, Panificio Cassina e Fundus Della Torre e The Way Magazine, 

“Huawei è specializzata nello sviluppo e nella commercializzazione di prodotti, sistemi e soluzioni di ICT. Opera in 3 macro settori: infrastrutture di rete per le telecomunicazioni, soluzioni dedicate al mondo enterprise e prodotti dedicati all’utenza consumer: 180 mila dipendenti in più di 170 Paesi. Le interazioni, positive, dunque, sono fondamentali, così come l’innovazione è parte integrante di Huawei e si riflette negli investimenti della ricerca e sviluppo ma anche nella collaborazione con le Università e gli Istituti di ricerca nella valorizzazione dei nostri talenti. Per noi la positività è quindi un must fondamentale per attrarre talenti e anche trattenerli, e questa è la nostra sfida quotidiana. Del resto, la positività è fondamentale per promuovere un modo di lavorare profondamente legato ai core values di Huawei, che non sono un modello teorico ma parte integrante della nostra cultura e dei nostri processi. Il primo core value di Huawei è Stay customer – centric, che per noi significa attenzione al cliente e alle persone, empatia; il secondo è Inspire dedication, ovvero essere d’esempio; Perseverance, la resilienza e, come ultimo ma non meno importante, Grow by reflection, cioè la possibilità di migliorarsi, d’imparare dai propri errori, di crescere all’interno dell’azienda ed esprimere il proprio potenziale, anche in termini di creatività e di innovazione. I nostri valori richiamano dunque i concetti fondamentali della scienza della positività e del nuovo modello di positive leadership che, alla luce dei riconoscimenti ottenuti lo scorso 5 giugno, ci impegneremo ancora di più a promuovere in Huawei a livello locale, internazionale e al di fuori dell’azienda, nel rapporto con i nostri partner e i nostri clienti, con le università e gli studenti.” 

“Abbiamo voluto consegnare un riconoscimento a quelle realtà che indicano come rotta della loro bussola la cura delle persone, lo sviluppo delle relazioni, la circolazione delle idee” ha affermato Marco Masella, presidente della Scuola di Palo Alto “ambienti di lavoro dove potersi esprimere al meglio, dove impegno, passione e determinazione si respirano ad ogni latitudine della piramide gerarchica; dove futuro e cambiamento sono parole che non fanno paura ma, al contrario, stimolano a crescere e ad evolversi continuamente”.

Durante la tavola rotonda, condotta e moderata dallo stesso Marco Masella e da Chiara Osnago Gadda, giornalista ed event manager del Positive Business Award, hanno preso parte anche alcuni altri vincitori di categoria dei Positive Business Award 2018.

Viola Ladjeri, account manager de Il Prisma: “Siamo uno studio di progettazione strategica. Il nostro differenziale, la mission a livello di azienda è progettare luoghi per creare esperienze migliori e positive per le persone che vivono questi spazi. La tecnologia oggi ci ha dato un nuovo modo di vivere spazi di lavoro e grandi architetture. Il nostro approccio di mettere l’uomo al centro parte dai bisogni delle persone attraverso la volontà di creare esperienze nuove. Abbiamo tre BU, io rappresento la progettazione del mondo retail. Il progetto con cui abbiamo vinto è la Terrazza Martini, imprenditori illuminati che hanno creato un’azienda molto attenta al fattore umano. Grazie a questo progetto abbiamo supportato il cliente in un’operazione di riposizionamento: portare il tema dell’aperitivo in un nuovo modello di business. Prima la terrazza si prestava solo all’organizzazione di eventi, oggi è un business center. Abbiamo cioè ibridato un luogo che ora è di lavoro, di meeting e di convivialità, al passo non solo con i tempi moderni ma anche con l’identità del brand”.

Viola Ladjeri di Il Prisma e Gianluca Gottardi di G&G Engineering durante il loro discorso.

Gianluca Gottardi, ingegnere e titolare di G&G Engineering: “Ho partecipato al premio perché mi sembrava rispecchiare la filosofia della mia vita oltre che della mia azienda. Posso dire che è grazie alla crisi che ho creato l’azienda. Nasco all’interno di un’azienda italiana di Verona dove sono entrato come creativo prendendo poi anche la responsabilità produttiva. L’azienda negli anni era riuscita a farsi un nome a livello internazionale nel settore delle scale d’arredo; fra i lavori di prestigio la scala del Metropolitan di New York e Loro Piana a Londra. Pur riscontrando successo all’estero, nel 2006/07 abbiamo visto il mercato italiano calare drasticamente per cui diventava sempre più importante focalizzarci su clienti internazionali con un grande potere di acquisto. Nell’azienda in cui operavo mi sono trovato in disaccordo sulle idee strategiche e di sviluppo, così ho deciso d’intraprendere una mia personale esperienza imprenditoriale. Oggi, al quinto anno di attività, posso dire che la mia perseveranza e lo spirito positivo ereditato da mia madre che mi ha sempre detto “Volere è potere” si sono rivelati fondamentali per superare un periodo difficile.”

Marianna Palella parla di Citrus – L’Orto Italiano.

Marianna Palella, CEO e founder di Citrus – L’Orto Italiano, giovane azienda del settore ortofrutticolo, racconta che “Durante i miei anni universitari i miei genitori, imprenditori nel settore ortofrutticolo, hanno visto affondare la propria attività travolta dall’ondata della crisi economica. Con positività e determinazione ci siamo sfidati a trasformare la crisi in opportunità. Analizzato il modello di business e comprese le criticità, ho utilizzato le leve della comunicazione e del marketing che stavo apprendendo per esaltare il know how maturato dalla mia famiglia nel settore agroalimentare. Nasce così Citrus – L’Orto Italiano: l’ortofrutta italiana a filiera controllata e di qualità, basata sul riconoscimento economico del lavoro dei nostri coltivatori e su scelte che premiano la genuinità e la qualità dei semi e delle varietà. Con il nostro progetto, ci impegniamo inoltre a promuovere un’alimentazione più sana e consapevole sul tema della prevenzione a tavola e sosteniamo la ricerca scientifica di Fondazione Umberto Veronesi, destinando parte del ricavato al finanziamento di borse di ricerca. In 3 anni di attività con i nostri progetti abbiamo adottato ben 14 ricercatori. Senza dimenticare i momenti bui, e con la voglia di dare forza a chi, come noi, si è trovato ad affrontare momenti difficili, abbiamo creato delle Vitamine di Positività: piccoli booklet presenti in tutte le nostre confezioni che mixano informazioni nutrizionali con messaggi positivi e ottimistici, che auspicano a strappare un sorriso ai nostri clienti. Oggi Citrus fattura oltre 5 milioni di euro, offre lavoro a 18 persone, sostiene la ricerca scientifica e con i suoi progetti, si impegna in attività educative. Questo sogno non si sarebbe mai realizzato senza positività.” 

Francesco Barbato, partner di  SCM SIM, dal 2016 quotata all’Aim,  racconta: “L’aspirazione è quella di aiutare le persone a prendere il controllo del loro benessere finanziario e dei loro obiettivi; lo realizziamo costruendo una mappa fisica nel cui centro poniamo il nostro cliente, la sua famiglia, la sua azienda, i suoi asset.

Al centro Francesco Barbato parla di SCM SIM.

Una volta presa coscienza delle relazioni e individuati gli obiettivi, immaginiamo i possibili scenari futuri e il loro impatto in termini patrimoniali. Un esempio, e caso concreto di come operiamo è qui presente tra i vincitori del Positive, Awe Sport. Ci siamo incontrati qualche anno fa, in un momento importante per la vita dell’azienda, che iniziava a concepire l’idea di diventare autonoma (rispetto alla controllante), necessità per la quale avevano bisogno di trovare soci lungimiranti, in grado di aspettare che il valore intrinseco di Awe si esprimesse. Oggi AWE Sport è una società detenuta da soci privati e dal management, è una realtà che occupa più di 40 persone con performance aziendali molto interessanti. Tornando al premio di oggi, dopo la quotazione di SCM sim del 2016, il nostro AD, Antonello Sanna e il management, si è trovato a ragionare sul futuro dell’azienda e del nostro business. Da qui il pensiero è andato alla prossima generazione di “wealth managers”, dando vita al progetto Young Talent. Oggi sono presenti tre ragazzi neolaureati sotto i 30 anni che fanno parte di questo progetto che ha dato loro una “casa” dove stare e dove poter esprimere le loro potenzialità e ambizioni. 

Il loro compito, infatti, è di accompagnare i nostri clienti nelle loro scelte di natura finanziaria. Si occupano di tutti gli aspetti del patrimonio e lo fanno con un modello di business totalmente innovativo che non ragiona in una logica di vendita di prodotto settoriale, ma propone soluzioni ad hoc per ogni bisogno del cliente, creando un piano finanziario personalizzato.”

Aziende, dunque, che puntano sui giovani e, dunque, sul futuro. Sulle stesse lunghezze d’onda viaggia anche Galbiati Arreda, una realtà che dal 1946 si occupa di oggetti di arredamento.

Irene Tziveli, Consulente marketing di Galbiati Arreda: Quando parliamo di Galbiati ci si riferisce a un modo di operare che va dall’oggetto al progetto. Galbiati offre un’esperienza a 360 gradi. Il cliente nei punti vendita può vedere un grosso assortimento di prodotti di design dove però trova anche un servizio di consulenza per la progettazione che arriva fino alla personalizzazione delle lenzuola con le iniziali. I progetti da tempo hanno varcato i confini nazionali estendendosi all’estero. Abbiamo recentemente iniziato una collaborazione con Myhabitat a Lugano; siamo a Hong Kong e abbiamo attivato due partnership con ARAN PRESOTTO per la gestione dei loro flagship stores milanesi”.

A sinistra Irene Tziveli parla di Galbiati Arreda, a destra Franco Morelli parla di Awe Sports.

Franco Morelli, CMO di AWE Sport , società di consulenza a 360° che sviluppa, tra le diverse attività, progetti per brand commerciali che vogliono investire nel mondo dello sport: Il Gruppo Awe Sport dal 2016 al 100% indipendente, ha sviluppato un approccio focalizzato sui valori, concetto alla base nel mondo dello sport. I brand sono alla ricerca di progetti e attività che rispecchino i principi, le qualità e quanto di positivo c’è nei prodotti che promuovono. Parte del nostro lavoro risiede nell’individuare il giusto matching fra il brand commerciale e il right holder sportivo. La crescita che abbiamo avuto in azienda, sia in termini di fatturato che di organico, è merito di ogni singola persona. Ho il privilegio di tenere lezioni in master post-laurea dove cerco sempre di far passare l’importanza dei valori. È vero, siamo qui tutti per motivi di business, tuttavia il modo in cui raggiungiamo i nostri obiettivi è molto importante e fa la differenza”.

Maria teresa Sica racconta l’esperienza di Oracle.

Maria Teresa Sica, HR Business Partner di Oracle Italia, con responsabilità anche in ambito internazionale per altre Business Unit europee e responsabile della formazione locale, spiega invece come in Oracle, multinazionale americana con sede nella Silicon Valley, azienda leader nel settore IT. “In totale siamo 140 mila dipendenti in 145 paesi, di cui in italia siamo 1200 divisi in più sedi (le principali Roma e Milano). Oggi si lavora in maniera integrata, collaborativa e fluida. Questo ha fatto sorgere la necessità di rivedere gli spazi, e poiché la nostra sede di Roma era datata abbiamo deciso di lanciarla realizzando una location al passo con il business e le persone, un luogo non esclusivamente deputato al lavoro ma anche alla socializzazione. Oltre ad aver concepito una sede esteticamente bella e funzionale abbiamo creato molti spazi capaci di adattarsi a più necessità per il lavoro in team ma anche individuale, dove ci si può connettere in qualunque luogo si decida di stare. Abbiamo attrezzato le terrazze dove si può pranzare e lavorare,  sale riunioni, palestra, sala di meditazione… Questo progetto in realtà rientra in un piano molto più ampio di benessere: yoga, mindfulness, corsi sulla nutrizione… L’azienda è dunque diventata un luogo fisico deputato a svolgere tutta una serie di attività atte a stimolare i dipendenti su tematiche non sono solo professionali ma universali.”

Stefano Colombo alla tavola rotonda per Montefarmaco OTC.

Stefano Colombo, Direttore Generale di Montefarmaco OTC: “L’azienda nasce nel ‘45, evolve e cambia. Oggi annovera 60 persone in sede e 2 reti di vendita con 100 agenti monomandatari; 11.000 clienti diretti che rappresentano oltre il 50% delle farmacie d’Italia. Nel nostro processo di evoluzione abbiamo cambiato la nostra attitudine: la farmacia negli anni ’90 aveva infatti un ruolo di dispensatore del farmaco in base a ricetta del medico, ma col tempo è cambiata l’abitudine al consumo. Siamo stati i primi a capire il ruolo strategico degli integratori alimentari e a proporli tramite reti di vendita dirette alle farmacie, il primo presidio di salute e il più vicino al cittadino. Pertanto, quando nel periodo della crisi economica le performance generali di mercato vedevano segni negativi, Montefarmaco è sempre cresciuta avendo individuato prima di altri il pervasivo bisogno di benessere e il timore della malattia che aleggiava nella società italiana. Abbiamo quindi introdotto un nuovo concetto in campo farmaceutico: la prevenzione tramite un’integrazione alimentare consapevole e di qualità. Grazie alla lunga tradizione farmaceutica da sempre proponiamo particolare attenzione alla formulazione e al packaging, ma abbiamo imparato anche a dimostrare con rigorose metodologie scientifiche le nostre promesse di marketing. Allo stesso tempo stiamo promuovendo attività di formazione dei nostri interlocutori, i farmacisti e i medici, in parte ancora ancorati a un modello farmaco centrico della gestione del paziente”.

Cristina Stracciari, founder di Good News, realtà che si occupa di mobile marketing: “L’obiettivo che ci proponiamo per i nostri clienti è di fare una comunicazione mirata, che arrivi solo a soggetti interessati a quella particolare informazione e non una comunicazione generalista: il messaggio giusto, al momento giusto, alla persona giusta. Ci siamo candidati per la categoria Technology perché ci avvaliamo di una piattaforma informatica nata e sviluppata in Italia. La tecnologia ha una funzione positiva in termini di supporto a chi la utilizza, cioè gli uomini di marketing che hanno la necessità d’ideare delle strategie e poi di porle in essere misurandone i risultati. Ma è positiva anche per i destinatari, perché potendo misurare la percezione delle azioni di comunicazione ci consente di esaudire le necessità del consumatore finale”. 

Cristina Stracciari e Isabella Agosto alla tavola rotonda organizzata dalla Scuola di Palo Alto.

Isabella Agosto, responsabile formazione country di Generali Italia: “Il progetto che abbiamo candidato si chiama Change Day ed è una giornata di formazione dedicata al cambiamento. Un progetto iniziato nel 2014 e terminato nel 2017. Si tratta di una giornata dedicata alla persona, pensata come un’attività di formazione slegata dal ruolo specifico. In questa giornata si poneva l’obiettivo di far vedere e percepire alle persone il cambiamento come un momento estremamente importante della loro vita. Le persone sono rimaste sorprese perché si aspettavano l’imposizione del cambiamento, mentre in realtà eravamo lì per aiutarli a comprendere come avrebbero voluto rappresentarsi nel loro nuovo ruolo. La formazione ha coinvolto più di 1500 persone e ora, a processo d’integrazione concluso, questa giornata si è trasformata nel My New Route. Una giornata apparentemente semplice, ma condotta con una continuità didattica che ha dato l’avvio a un cambiamento positivo sull’individuo e che ha innescato una scintilla in tutta l’organizzazione. Inoltre, Generali, tenendo in considerazione il wellness, ha proposto check up sanitari per tutti i dipendenti di ogni ordine e ruolo che in alcuni casi hanno permesso d’intervenire per tempo, su problematiche serie. Tuttavia mi piace pensare al Change Day come alla scintilla che ha dato l’avvio a tutti i grandi progetti che sono venuti dopo e che hanno impattato diversi ambiti dell’organizzazione.”

Stefania Covini parla del progetto candidato per Banco BPM.

Stefania Covini, Direzione Comunicazione Banco BPM:Per far si che qualcosa accada, occorre qualcuno che accetti la sfida di partire per primo, questo vale anche per Banco BPM, nata nel 2017 dalla fusione di Banco Popolare e BPM. Il primo anno tutte le nostre energie si sono concentrate sulla messa in sicurezza della Banca: integrazione informatica, ottimizzazione dei processi, riorganizzazione territoriale e molto altro. È stato, potete immaginare, un anno di lavoro intenso, dopo il quale abbiamo voluto riportare in primo piano le persone a cui era stato chiesto molto, non solo in termini di energie. Non si può negare che questo tipo di operazioni crei all’interno delle criticità dovute a cambiamenti, sovrapposizioni, ecc., da qui la necessità di riproporre i valori comuni delle due Banche d’origine, anche in forme nuove. Così è nato il progetto Brand Ambassador: un gruppo nutrito di colleghi, selezionati attraverso candidature spontanee, per promuovere tutto il meglio di Banco BPM. Il primo obiettivo è già stato raggiunto: la loro passione, l’entusiasmo, la voglia di mettersi in gioco, stanno contagiando tutti! La scelta di offrire il proprio tempo e le proprie capacità, senza ritorni economici, ci hanno molto colpito perché sono l’esempio di quello che tante volte sentiamo dire e che ci ripete sempre anche il nostro Amministratore Delegato: il cambiamento parte sempre da ciascuno di noi”.

Alberto Algerini, fondatore e titolare di Algerini Gioielli: In questo nuovo progetto mi appoggio a piccoli artigiani cercando di creare un mercato centrato sulla qualità. Quando si acquista un gioiello certamente si realizza un sogno, si fissa nell’oggetto un ricordo, ma allo stesso tempo, si fa un investimento a lungo termine. C’è da dire che purtroppo il nostro settore negli ultimi tempi è stato svilito da varie vicissitudini, come per esempio la questione legata ai diamanti venduti in banca che ha posto un alone di diffidenza su questo prodotto. Il mio progetto mira a valorizzare gli artigiani, gli unici capaci di dare valore ad una gemma, a plasmarla e lavorarla secondo i desideri del cliente.“

A sinistra Albereto Algerini parla dell’artigianalità. A destra Nicola Lamberti, sindaco del Comune di Borgarello.

In fine si è parlato di positività anche all’interno della politica con Nicola Lamberti, sindaco del Comune di Borgarello, in provincia di Pavia: “Abbiamo deciso di provare l’esperienza del volontariato all’interno della politica. Nel 2010 c’è stata una grande operazione sull’Ndrangheta lombarda e il nostro paese ne è stato pesantemente colpito. Il sindaco fu arrestato e altri personaggi all’interno del comune non erano esenti da rapporti compromettenti. Purtroppo questo tipo di organizzazioni hanno bisogno di rimanere nei luoghi dove il denaro gira e il nord in questo senso rappresenta un luogo perfetto. Nel nostro comune era forte anche la speculazione edilizia, che fioriva favorita dalle restrizioni che tutti i comuni attorno applicano per rispettare le condizioni agricole e dal Parco del Ticino. Noi siamo riusciti a contrastare questa spinta grazie a un gruppo di cittadini che si è organizzato creando un movimento che ci ha consentito di nominare 20 assessori non retribuiti. Ognuno di loro può dedicarsi a uno specifico ambito avvalendosi anche dell’aiuto di altri cittadini; tutti piccoli contributi che insieme hanno creato un enorme risultato. Il nostro sogno per i prossimi 5 anni è quello di allargare questa esperienza di volontariato e senso civico a tutti i cittadini. Sono l’unico sindaco in Italia che non ha nessuna delega perché ogni altra persona ha un pezzo delle deleghe e per me non ho tenuto nulla. Il mio unico ruolo è tenere il gruppo coerente e animarlo.”

Al centro Damiano De Crescenzo, Direttore Generale di Planetaria Hotels.

Prima di concludere, anche i partner presenti hanno preso la parola, Damiano De Crescenzo, Direttore Generale del Gruppo Planetaria Hotels, proprietario di 10 alberghi, (concluso pochi giorni fa l’acquisto del Leons Place in pieno centro a Roma), ha spiegato di cosa di tratta l’Immersive Room: Siamo orgogliosi di essere l’unico spazio eventi alberghiero in Italia a essere dotati della tecnologia immersiva a 360 gradi, possibile grazie a 16 proiettori che proiettano filmati da realizzare con tecnologia watchout. Questa tecnologia ci permette letteralmente di vestire la sala senza ulteriore allestimento: le possibilità di proiezione e scenografie sono pressoché infinite.”

Christian D’Antonio, Direttore Responsabile e cofounder di The Way Magazine ha spiegato che: “Per il secondo anno The Way Magazine è al fianco delle aziende che comunicano le loro best practices, è un modo per connettersi con il meglio dell’italia produttiva. Un viaggio inaspettato in quello che di buono c’è nel meraviglioso paese che abitiamo. Il che è la linfa vitale delle storie raccontate sulla nostra testata”.

 

Foto servizio in esclusiva per The Way Magazine di Luca D’Agostino.



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