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Commenti e opinioni

Commenti e opinioni - 02/03/2017

Le Stories sui social: non ci libereremo mai dei reality

La mania delle Stories, i filmatini sui social network che spariscono dopo 24 ore, è l’ultima catena pop a cui ci siamo affidati per comunicare. Una catena infinita, una mania dilagante, che ci fa capire molto di noi, come l’inspiegabile recente successo tv de L’Isola dei Famosi. Abbiamo sempre più bisogno di reality, reality show ovviamente, magari declinato personalmente, ma sempre reality è. Il vituperato reality che ci accompagna su ogni forma di media (anche politico) da 17 anni e dato per morto, è un format che riemerge con virulente potenza sui social media negli ultimi mesi. E che per inciso, fa fare pure profitti mostruosi a chi l’ha resuscitato.

La follia collettiva per il filmatini simpatici che scompaiono e creano “audience” ci fa evidentemente sentire celebri e belli. Perché quando la signorina accanto al nostro tavolo al bar si fa una selfie-stories con un sorriso finto e la duck face comunica una realtà edulcorata ed enfatizzata che non le appartiene ma sa che può generare appeal su chi la segue sui social. Tutti siamo seguiti, siamo imprenditori della nostra immagine, siamo stories prima ancora di metterle online e soprattutto dopo. Beninteso, solo per 24 ore perché poi Snapchat, Instagram e da poco anche Facebook e WhatsApp le cancellano, facendole diventare stories del passato e non più acciuffabili. Perché nella digital age il passato non conta, conta solo il presente.

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