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Una giornata col creativo

Una giornata col creativo - 17/02/2016

Anna Buffa ci guida alla scoperta della città del gusto

Anna Buffa è la nostra scelta per il debutto di Una giornata col creativo. Enogastronauta, food writer, food entertainer, Anna è stata ed è contributor di guide prestigiose (Jamie, Alice Cucina, Consorzio Bavarese, Misiedo.it). Da lì a costruirsi una professione grazie al suo amore per il cibo in tutte le forme è un tutt’uno. Contesa in città per “Fornelli a Spillo”, format di cui è founder, raduna appassionati e non da tutto il mondo per social-cooking show che sono sempre in over-booking. Il claim di Fornelli a Spillo è: Cuciniamo Cene, Cuciamo Legami. Questo perché Anna Buffa considera il food come intrattenimento ma anche come incontro per chi non si accontenta del boccale di birra in locali affollati.

Anna Buffa, ricordatevelo (l’avete letto per primi qui!), è la rising star del nuovo concetto di convivialità culinaria. Anche perché è un’inedita sintesi di frizzante esuberanza siciliana (padre) e cura dei dettagli e rigore polacco (madre).

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LE SOSTE PREFERITE

Anna Buffa vive in zona Navigli a Milano e il nostro viaggio con la food-entertainer parte da lì. «Il format di Fornelli a spillo che ho messo in piedi insieme a Marco Giugni, digiuno di cucina ma fine organizzatore, si propone come cucina sartoriale, ovvero tagliata su misura sulle persone. È ovvio che se decido di uscire dal guscio domestico, ho bisogno di un posto con molto carattere, quasi casalingo, ma sempre stimolante. Per questo inizio la mia giornata al MAG al 43 di Ripa di Porta Ticinese. È un ambiente che mi rilassa, specie la domenica mattina ci starei per ore. In settimana ci porto ospiti di riguardo per scoprire la caffetteria e le simpatiche crostatine alla marmellata. Aspetto che si sfolli per guadagnare il comodo divano in velluto. I decori alle pareti lasciano tutti a bocca aperta».

Una delle passioni di Anna Buffa sono i libri di cucina. E in zona Porta Genova ci sono molte “tentazioni” da questo punto di vista. «Passo dal Libraccio di via Corsico e mi inoltro nella sezione cucina: qua ci sono volumi che non solo sono utilissimi strumenti di lavoro, ma sono anche bellissimi da sfogliare e preziosi per attingere suggerimenti, specie per la presentazione dei piatti».

Se ha bisogno di un attrezzo del mestiere coi fiocchi, Anna si allunga verso il centro e approda con l’ansia della spendacciona a La Rinascente o da Le Creuset in Corso Garibaldi 51 dove trova le splendide creazioni di STAUB  e LAGUIOLE, i marchi meno commerciali e di grande aiuto per la preparazione di alta cucina che servono anche da mostrare ai suoi allievi.

ddddIL PRANZO

Per la pausa, Anna Buffa torna in zona Navigli e si lascia coccolare dalle premure culinarie di uno chef d’eccezione, Marco Ambrosini del 28 Posti Bistrot (via Corsico,1).

Partiamo da lui, Marco Ambrosini, procidano doc che arrivato a Milano ha sbaragliato tutti con il suo mix di proposte partenopee rivisitate e ingredienti fusion. «Questo è un vero posto di ricerca,  propone una cucina contemporanea con prodotti di stagione, orientata verso valori etici, attenta alla qualità degli alimenti». Poi c’è il progetto architettonico che è di vero impatto. I visitatori sono accolti in un ambiente caldo dai colori tenui che ha riportato il locale all’origine con legni e pietre, inserendo materiali di recupero e suggestivi pezzi vintage (un frigo anni 50, arnesi desueti su mensole ricavate dalle pareti). «Mi ha colpito molto – dice Anna – perché sono riusciti a traslare l’etica del cibo anche nel rispetto dell’ambiente. I lavori edili sono stati eseguiti dai detenuti dell’Istituto Penitenziario di Bollate, dopo aver seguito in carcere un laboratorio di falegnameria, dove sono stati costruiti tavoli, porte e armadiature del ristorante, disegnati da Francesco Faccin e realizzati con il contributo del maestro ebanista Giuseppe Filippini». Anna dopo aver ordinato tartine allo zenzero e cruderie, ci presenta Iris Romano, la sommelier che seleziona etichette di altissima qualità privilegiando piccoli produttori e vignaioli artigiani. «Questo è il vero pezzo di Mediterraneo a Milano per me» dice Anna, che anche in questa scelta privilegia l’avanguardia della ricerca, seppur ancorata alla tradizione dei cibi del nostro Sud.

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Al Taglio di via Vigevano, 10 Anna Buffa ci va in compagnia, prevalentemente per motivi di lavoro. «Se ho un appuntamento con committenti o partner commerciali, li stupisco con questa scelta a base di carboidrati, lo so, ma di quale livello! Qui arriva tutto dal panificio storico Grazioli che dalla baguette alla michetta utilizza materie e manodopera del parco Sud di Milano. Irrinunciabile una sosta all’Emporio del locale. Qui trovo la pasta di Gragnano che compro per gli amici, essendo io intollerante al glutine. E i formaggi in mille varietà di Vacca Bruna che è una razza autoctona che produce poco latte ma ricco di caseina. E poi c’è la selezione di salumi più attenta della città».

LA SERA

Non c’è sosta per una richiesta “foodie” come Anna Buffa in una città attenta al food business come Milano. Da qualche mese, Anna Buffa alla sera organizza anche gli incontri ai fornelli di Fornelli a Spillo, che è intrattenimento e arricchimento per gli iscritti, al Presso di  via Paolo Sarpi, 60.

«Abbiamo ideato vari format tutti firmati FORNELLI A SPILLO: Cuochi ai Primi Fuochi è un modo per avvicinare molti titubanti ai fornelli. Non gli faccio tritare cipolle per due ore. Ma cuciniamo insieme tutto quello che mangeremo. Con Sexy Food ho pensato: basta agli incontri in palestra, con i colleghi e con gli amici degli amici! Qui si viene e ci si incontra, provvedo io a fare le classi di ugual misura uomo o donna. Ma mi sto spingendo anche ad altre coppie, secondo me funzionerà».

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Anna Buffa dice che «le conoscenze si intessono, i rapporti si cuciono, le parole si attaccano come bottoni. E i sarti di Fornelli a spillo creano l’atmosfera, facilitano gli incontri e alleggeriscono i taboo di chi non osa cimentarsi. Succede anche per i corsi Italian Food for Expats, dove riduco allo stupore gli stranieri che si trovano in città e hanno bisogno di vita sociale, magari anche imparando che la cucina italiana è più semplice di quanto loro credano. Io non sono una chef professionista e i timidi e gli impacciati sono i miei preferiti perché poi mi danno soddisfazione a termine del corso».

A termine di Fornelli a spillo come si sente? «Sono sempre entusiasta perché diventiamo amici e molti tornano spesso. La cosa bella è che con Fornelli a spillo non vige la regola del “di che ti occupi?”. Quasi nessuno fa questa domanda per approcciarsi ai colleghi di corso, sono tutti davanti ai fornelli e agli arnesi per divertirsi con il cibo. E sono tutti uguali, dall’impiegato al medico celebre. Stiamo davvero passando con successo dai contatti digitali alla socializzazione di una volta».

 

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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