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Una giornata col creativo

Una giornata col creativo - 24/01/2019

Ludovico Basso, l’eleganza di un influencer positivo

Incontro con il giovane manager diventato celebre per il suo profilo Instagram: "Tra i miei interessi l'immobiliare e i trend del lusso".

All’appuntamento al Bamboo Bar all’ultimo piano del palazzo Armani a Milano, Ludovico Basso si presenta in tenuta semi-casual. E non è un dettaglio per uno come lui che su Instagram è apprezzato negli ultimi anni per essere uno di quei ragazzi elegantoni e raffinati che però non fanno mistero di una certa attrazione per la bella vita.

“Quando sono a Milano vengo spesso qui, o mi intrattengo con alcuni amici che lavorano  in questo quartiere nel mondo della moda”. Ludovico è di Lugano, attualmente è manager di Business developement presso un’azienda di New  York che sviluppa intelligence e market research sui patrimoni dei clienti. Quando qualche anno fa ha smesso di giocare a basket non pubblicava foto sui suoi profili social per un determinato scopo, “ma ora penso alla stretta cerchia di seguaci che ho consolidato. E,  complice una certa attitudine al viaggio e alla scoperta, spero di riempire le mie pagine con contenuti speciali”.

Se cercate Ludovico Basso su Instagram  (con il nickname di Swisskid5) scoprirete che la sua è un’oasi di pace e bellezza. Nessuna polemica, nessuno strafalcione, né verbale né di stile, per noi di The Way Magazine che lo abbiamo individuato, una vera, piacevole scoperta. Si direbbe: un influencer d’altri tempi, per la sua pacatezza.

Classe 1993, Con i Lugano Tigers Ludovico è stato in campo fino al 2016 poi si è dato ad altro. “Non sono altissimo, sono un metro e 85, ma fino ai 18 anni sono stato atleta professionista – ci racconta – . Quando ho finito il liceo economico mi sono dato all’ambito dell’immobiliare, che è un settore che mi piace ancora e dopo 3 anni mi sono spostato sull’internazionale, entrando in un’azienda che mi ha dato l’opportunità di viaggiare”.

Incontriamo infatti Ludovico in un raro momento di svago: è sempre pronto con la valigia a fare un salto tra America e Asia.Ho pensato che potesse essere un valore aggiunto poter viaggiare fuori dalla Svizzera, che è un paese molto efficiente, offre molte opportunità ma resta un ambiente piccolo e diventa poi monotono soprattutto se lavori in un settore specifico”, precisa.

La sua giornata tipo non esiste. Per farci vivere un pomeriggio della sua routine, lo abbiamo seguito in appuntamenti con clienti “riservati”, un evento alla boutique Louis Vuitton per il lancio di una nuova collezione di accessori, e una pausa all’Armani Hotel.Solitamente vengo in città in macchina, poi la sera ci si sposta con più libertà. Ma durante le fashion week o la design week non lo farò più”, ammette riferendosi all’allegro caos meneghino nei  momenti clou dell’anno.

Come si descriverebbe un 25enne già affermato in carriera e con un bel seguito sui social media? “Sono giovane intraprendente e volevo abbattere delle barriere quando ho deciso i primi passi della mia carriera. La famiglia mi ha aiutato, sono figlio unico e loro mi hanno sempre supportato in tutte le mie scelte. Ero già avviato nell’immobiliare, per dire, ma quando ho deciso di cambiare non ci sono state pressioni, solo qualche momento di preoccupazione”.

Vedere il mondo attraverso gli occhi di un giovane in carriera. Proviamo a immaginarcelo in versione globe-trotter: “Ho la fortuna di viaggiare sempre in posti belli, Parigi ha il suo fascino, mi piace Roma, Montecarlo che tanti definiscono eccessiva, ma secondo me è affascinante ed esclusiva. Per attrarmi, la città deve avere un giusto mix tra storia e moderno, non mi piacciono i luoghi che hanno solo un elemento. Dubai, ad esempio, mi piace molto, per una settimana di vacanza, ma non ci vivrei. Mi piace molto New York perché ogni volta che ci vado sembra trasportarmi indietro nel tempo ma anche in un film contemporaneo. Credo sia la città per me”.

Una connessione con la sua vita da sportivo in America c’è: “Per me irrinunciabile è andare a vedere una partita di NBA ogni volta che ci vado, perché sono cresciuto in quell’ambiente. Da piccolo non ho mai avuto la possibilità di vedere questi match e ora lo posso fare. Altro luogo iconico per me è Central Park, ci torno spesso. Lì sei immerso nella natura e sei circondato dai grattacieli. Lo trovo strepitoso”.

L’update dello skyline di Milano, dice, “è davvero sorprendente. Ora questa città si muove egregiamente tra storia e riqualificazione, tra vita culturale frizzante e innovazione. Penso alla torre Diamante, Porta Nuova. Per quello che ne so, Milano sarà una delle città più importanti dal punto di vista immobiliare nei prossimi anni”.

Bello sentirlo appassionato delle dinamiche economiche e dei trend globali. A 25 anni, non c’è solo la trap, per dire: “Ma ovviamente anche a me piace la musica e lo svago. Solo che ci sono delle cose del mio lavoro che mi intrigano particolarmente. Le agenzie immobiliari con cui lavoro mi prospettano che sempre più investitori, perlopiù asiatici, arriveranno a Milano con capitali importanti. E spero che la città ne benefici”.

Per il lavoro che fa, facciamo notare che è a contatto con una élite che a volte rischia di perdere il contatto con la realtà. Ludovico dimostra la giusta prospettiva anche qui: “I social vengono usati per far apparire una vita che non è poi così reale. Io stesso non mi reputo un personaggio pubblico, faccio un lavoro come tanti e non ho dei privilegi. Tanti vengono ritenuti pubblici ma non fanno nulla di speciale, diciamo che sono altri quelli che portano dei benefici all’umanità”.

Eppure crediamo che un profilo social come il suo possa portare delle positività: “Certo, tanti usano i social media per insulti, come succede ai calciatori, ma credo siano delle piattaforme importanti. Possono aiutare persone a sopportare dei periodi difficili, tanti possono arricchirsi sulle idee, si può discutere su politica o razzismo e si può approfondire, se lo si vuole. Credo non si sia affrontato ancora il beneficio che i social possono produrre. Per quanto mi riguarda, dal feedback dei follower deduco che piace molto la bella vita, il lifestyle, il mio profilo ovviamente dà un’immagine parziale della mia vita, perché non c’è solo il lusso nella mia esistenza”.

Un’attitudine al bello che Ludovico declina in maniera mai ostentata e molto gradevole. “Mi piace fotografare le belle camere di hotel, la bella macchina, il design bello attrae e mi rendo conto che alla gente piace vedere bellezza”.

La sua prestanza fisica? “Qualche filtro aiuta, diciamo che poteva andarmi peggio. Mi fanno apprezzamenti, l’aspetto nel mondo della moda è molto importante, non mi ritengo un modello o una bellezza rara ma mi piace presentarmi bene e curato”.

Sui social va molto il ruolo di consigliere. Un ragazzo di 25 anni come ci si sente? “Mi chiedono come faccia a vivere la vita che mostro, dove compro i vestiti…a me piace interagire e dare dei consigli semplici, per quello che sono le mie esperienze e conoscenze. Tanti mi scrivono sui ristoranti e consigli dopo aver visto cosa ho mangiato”. L’attenzione da parte dei follower non la vive come un’intrusione nel suo mondo: “Ma figurati, è normale che la gente si interessi, se non volessi domande o commernti non mi sarei iscritto ai social network”.

Viaggi, contatti con i decision-maker. Possiamo azzardare qualche trend nel lifestyle contemporaneo? “Tanti brand conosciuti in abbigliamento per gli ultra-cinquantenni, puntano a collezioni molto giovanili. Adesso a partire da Gucci, il colore, l’appariscente è di successo. Philipp Plein ne è un esempio, perché non solo i giovanissimi, anche gli imprenditori si fanno vedere in magliette sportive e abbigliamento casual. Magari mentre salgono sul jet privato“.

E per le destinazioni di business?L’Asia diventerà un mercato molto più grande, si punta anche alle fashion week in Asia più che in Europa“. Il marketing esperienziale ha poi un posto particolare nei trend futuri: “Credo sia in atto la revisione del concetto di possesso e ricchezza. Si ricercano più esperienze pittosto che focalizzarsi sull’avere una sola cosa. Il vivere bene non è legato all’oggetto, l’aviazione privata ne è un esempio. Se prima lo scopo era possedere un jet, oggi vedo clienti che con le app si organizzano in pochi minuti il proprio volo privato, per testare nuove esperienze e sempre diverse. Una volta era impensabile farlo da remoto. Anche ai tanti facoltosi nel mondo piace spendere bene i soldi”.

 



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