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Design of desire

Design of desire - 02/06/2019

Architetti che salvano il territorio, il Premio Architettura Toscana sceglie i migliori

L’architettura ha un valore determinante nella ricerca di un equilibrio tra spazi urbani e natura. Questi i progetti che si sono distinti nel 2019.

Il Premio Architettura Toscana mette in evidenzia e premia gli architetti in campo per la salvaguardia del territorio.

Per il 2019 questi progetti sono stati:

Arsenali della Repubblica di Pisa, nuova illuminazione di Santa Croce, Foresteria del pellegrino, Shelter#1 a Prato, Podere Navigliano e Casetta nell’oliveto: questi i sei progetti tra le opere realizzate tra il 2013 e il 2018 che hanno ricevuto il premio Architettura Toscana -PAT.

Il concorso nato per stimolare una riflessione intorno all’architettura contemporanea quale elemento determinante della trasformazione del territorio e della qualità dell’ambiente, è inteso essere una “sfida al contemporaneo” con “uno sguardo al futuro”.

Questa è la casetta nell’oliveto con (sotto) il Podere Navigliano: migliori opere prime al Premio Architettura Toscana.

Giunto alla II edizione il PAT è organizzato dal Consiglio regionale della Toscana con il sostegno degli ordini professionali competenti Consiglio Regionale della Toscana, Ordine degli Architetti PPC di Firenze, Federazione degli Architetti della Toscana, Ordine degli Architetti PPC di Pisa, Fondazione Architetti Firenze e Ance Toscana, con il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Architetti. Consiglio regionale che crede tanto nel ruolo sociale dell’architettura e nell’importanza di rilanciare il concetto di recupero e rigenerazione del territorio grazie ad una architettura illuminata, da aver dato al Premio la forza di legge regionale per garantirne la continuità nel tempo.

I sei i progetti che si aggiudicano il premio nelle cinque categorie previste – opera prima, opera di nuova costruzione, opera di restauro o recupero, opera di allestimenti o interni, opera su spaziss pubblici, paesaggio o rigenerazione – per cui hanno concorso sia singoli architetti che gruppi di professionisti o imprese, sono stati proclamati durante la conferenza stampa alla presenza del presidente del Comitato del Premio arch. Tommaso Barni, del presidente dell’OAF arch. Serena Biancalani, della presidente della Fondazione Architetti Firenze Silvia Moretti, del presidente OAL e Federazione Ordini toscani arch. Daniele Menichini, del presidente dei Consiglio Regionale Eugenio Giani e della consigliera regionale Titta Meucci.

Primi nella categoria ‘Opera prima’, ex aequo, il Podere Navigliano (a San Giovanni d’Asso – Si), progetto realizzato da Ciclostile architettura e la Casetta nell’oliveto (a Serravalle Pistoiese – Pt), ad opera di Hipnos/Nicola Brembilla.

Gli Arsenali della Repubblica di Pisa miglior Restauro al Premio Architettura Toscana.

Al Premio Architettura Toscana, premiato l’allestimento di luci alla Basilica di Santa Croce a Firenze.

Vincitore della categoria ‘Opera di allestimenti o interni’ la nuova illuminazione della Basilica di Santa Croce (Firenze), realizzata da Microscape, mentre il primo premio della categoria ‘Opera di nuova costruzione’ è andato alla Foresteria del pellegrino di Siloe (Cinigiano – Gr) di Edoardo Milesi & Archos.

A conquistare la categoria ‘Restauro o recupero’ sono stati gli Arsenali della Repubblica di Pisa, ad opera di Fabio Daole e Mario Pasqualetti.

La categoria ‘Spazi pubblici’, paesaggio e rigenerazione è andata al progetto Shelter#1 a Prato, realizzato da Ecòl, Pop House Garden ritratto in foto d’apertura di questo servizio.

Foresteria del Pellegrino di Silone, premiata come miglior nuova costruzione ai Premi Architettura Toscana.

“E’ importante valorizzare giovani talenti nella terra della creatività, che da sempre si è distinta per il segno inconfondibile dell’Architettura, elemento chiave per una trasformazione sostenibile e qualificata del paesaggio” ha evidenziato il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani. Secondo Giani il Premio deve diventare un punto di riferimento per la cultura architettonica a livello nazionale, andando a costituire un repertorio di buone pratiche, in grado di valorizzare la sinergia tra professionisti del settore.

Per la consigliera regionale Elisabetta Meucci “l’architettura è l’elemento determinante per una reale trasformazione sostenibile e qualificata del territorio e del paesaggio, fondamentale per la qualità ambientale sia degli spazi pubblici che di quelli privati. Il Premio, inoltre, è in linea con le politiche messe in campo dalla Regione Toscana in tema di governo del territorio, dal contenimento del suolo al recupero edilizio, guardando al futuro, grazie al talento e al percorso di crescita di tanti giovani professionisti toscani”.

La Regione Toscana

 

L’architettura ha un valore determinante nella ricerca di un equilibrio tra spazi urbani e natura, ha evidenziato Silvia Moretti, presidente della Fondazione Architetti Firenze,ed “il Premio ci può aiutare a capire se noi, come collettività, stiamo lavorando bene oppure male, se stiamo curando o trascurando il nostro territorio. L’edizione 2019, attraverso le opere selezionate e realizzate sul territorio toscano, evidenzia come l’architettura mantenga intatto il rapporto tra le persone e il proprio contesto di vita, in un rinnovato dialogo tra senso d’appartenenza e identità che risponde alle attese profonde dell’essere umano, ossia il bisogno e desiderio di bellezza e di qualità”.

Il presidente di Ance Toscana Stefano Frangerini ha voluto sottolineare che la seconda edizione del Premio testimonia come la Regione Toscana riesca a dimostrare “una vitalità di fondo accompagnata da un alto livello di qualità della progettazione e della costruzione”, nonostante gli anni di profonda crisi che attraversa il settore delle costruzioni a livello nazionale. Situazione di cui beneficia la società civile e l’ambiente, come ha ricordato il coordinatore della Federazione Architetti PPC Toscani Daniele Menichini: “Grazie alla ricerca e all’uso di materiali poveri e ‘primari’ (e non solo ecocompatibili), che guardano all’essenziale, ci troviamo di fronte a opere capaci di raccontare la qualità e la maturità progettuale”.

Tommaso Barni, che presiede il Comitato organizzatore del premio, ha ringraziato tutti per il lavoro svolto: “Le prime due edizioni del premio hanno messo in luce che, a fianco di una generazione di progettisti di comprovate capacità, ne sta crescendo una nuova perfettamente in grado di interpretare il nostro tempo lavorando con gesti minimi e materiali poveri. Il dato confortante è che tre vincitori su sei sono giovani studi, progettisti sotto i quarant’anni”.

In occasione della cerimonia di premiazione del 30 maggio, aperta al pubblico, è stata inaugurata anche la mostra dei progetti vincitori e delle opere menzionate e selezionate del concorso, che rimarrà allestita alla Palazzina Reale fino a venerdì 21 giugno.

A valutare le opere candidate è stata una giuria nazionale ed internazionale nominata dal Comitato organizzatore, composta dall’architetto Massimo Alvisi, dal professore e sociologo Giandomenico Amendola, dall’architetto Fabrizio Barozzi, dal professore e architetto Luca Molinari e dal professore e architetto Francesca Torzi. Giuria scelta per garantire il massimo dell’imparzialità: composta da professionisti affermati a livello nazionale ed internazionale.



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