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Design of desire

Design of desire - 09/06/2016

Il Leonardo di Gufram: un divano a stelle e strisce che torna dagli anni 60

Disegnato nel 1969, Leonardo è il divano-scultura che denuncia i pregi e i difetti Made in USA.

Gufram ha iniziato i sui festeggiamenti per i cinquant’anni di attività durante il Salone del mobile di Milano 2016 presentando in anteprima Gufram & Paul Smith Psychedelic Cactus, una collezione in edizione limitata a 169 esemplari del mitico totem disegnato da Drocco e Mello nel 1972.

I festeggiamenti proseguono, e il 4 luglio in occasione dell’Indipendence Day, il girono dell’indipendenza americana, Gufram ripresenterà Leonardo, il divano-scultura disegnato nel 1969 dai fondatori dello Studio65, Franco e Nanà Audrito per la loro casa-ufficio.

Il progetto è una parodia artistica dei divani componibili che andavano di moda negli anni sessanta; realizzato per l’occasione in 15 esemplari, mantiene l’originale finitura a stelle e strisce tipiche della bandiera americana.

Leonardo omaggia la bandiera americana attraverso lo scomponimento dei pezzi, esaltando i valori americani di indipendenza e libertà, le rivoluzioni pacifiche della musica Jazz e Rock; ma allo stesso tempo, denuncia la deriva imperialista che hanno avuta gli Stati Uniti durante gli anni 60 con la guerra in Vietnam e la presidenza Nixon.

Scomponibile e ricomponibile a piacimento, Leonardo è stato liberamente ispirato dall’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci. I due cerchi concentrici inscritti in un quadrato e i due assi ortogonali e diagonali, consentono di scomporre la figura in 24 pezzi.

Il divano è una vera e propria opera d’arte che però non rinuncia alla morbidezza, così Gufram lo rifinisce con l’unica finitura Guflac.



Francesco D'Agostino
Figlio degli anni 90, spinta digital-social di The Way, si è fatto le ossa nel patinato mondo di To Be Magazine. Per scoprire che il dandy elegant che stava impersonando necessitava di una vetrina all’altezza anche sul web. Senza cercare altrove, se l’è creata da solo. Mette passione solo in quello che gli interessa veramente. Al resto nemmeno ci pensa. Grafica, biz obsession e una giusta dose di involontaria leadership lo proiettano sempre al minuto dopo.
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