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Design of desire

Design of desire - 11/03/2016

Marco Lodola: “Dopo il rock, incontro Rubik”

Marco Lodola è uno dei maggiori artisti italiani viventi. L’artista pavese, associato all’immaginario del rock nostrano per le molteplici collaborazioni, ha decorato non solo piazze e ponti d’Italia, ma espone in tutto il mondo le sue sculture luminose. Da Red Ronnie in poi ha stretto sodalizi con tutte le maggiori star del panorama rock italiano e ha abbellito le coreografie dell’ultimo X Factor, oltre che disegnare il premio. Ora che Marco Lodola si è lanciato in un progetto benefico con Ron, lo abbiamo incontrato per farci spiegare gli ultimi passi di una creatività che ancora sorprende tutti.

Marco Lodola Ron

L’ultima cover realizzata per Ron

La copertina dell’ultimo disco di Ron, “La forza di dire sì”, ha un intento molto preciso. Come è nata?

Ho raccolto una serie di informazioni come se fosse un cocktail. Ron è un amico, vviviamo vicini, mi ha dato immagini ed emozioni e ho cercato di rappresentare in senso figurativo quello che il disco esprime, che è la volontà di sconfiggere una malattia come la Sla. È importante parlare con gli artisti, in particolare con Ron c’è stato un imput preciso, perché aveva in mente qualcosa di definito fin dall’inizio.

Hai realizzato anche un cubo di Rubik luminoso per l’iniziativa. Che finalità ha?

“La forza di dire sì” unisce magnifici artisti ma soprattutto il cuore di persone generose. Ogni faccia sarà firmata dai partecipanti al progetto e poi la metteremo all’asta su www.charitystars.com/laforzadidiresi. Tutto andrà in favore di Aisla e della ricerca sulla Sla.

Come ti definisci quando lavori con i musicisti?

Sono il pittore che arriva quando la casa è pronta. Decoro e impacchetto.

Le tue opere luminose e il rock, subito c’è stato terreno fertile. Perché?

Forse perché rispecchiano l’energia, la luce e il calore della musica. Per esempio ora lavoro con gli Stadio che mi dicevano che le scenografie classiche non raggiungono quell’impatto che un’opera luminosa può avere se fatta su misura per uno show. Menomale che è così!

Marco Lodola

Massimo Mauro (Aisla) con Ron e Marco Lodola.

Come cambia il tuo lavoro tra musicisti e gallerie d’arte?

Il processo tutto sommato all’inizio è uguale. La destinazione che troveranno non influenza più di tanto quello che voglio fare, è come se si adattassero loro a dove vanno a finire. Sulle dimensioni c’è da dire che molto dipende dal luogo, è vero. In galleria c’è limite spaziale, sui palchi c’è molta più elasticità.

Chi ha le sagome dei Beatles che hanno decorato la mostra Rock in piazza Duomo a Milano anni fa?

Sono sparite. Un collezionista di Bologna credo le abbia acquisite. Hanno fatto mille foto lì davanti, è stata un’istallazione in cui tutti si sono identificati.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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