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Design of desire

Design of desire - 05/11/2018

Sauerbruch Hutton da Berlino a Venezia per il museo M9

La Fondazione di Venezia regala alla città, al paese, al mondo un museo della nazione perché gli italiani conoscano il secolo Novecento.

M9 è un importante progetto di rigenerazione urbana che Fondazione di Venezia ha realizzato ispirandosi alle più innovative esperienze europee.

L’intervento prevede la realizzazione di tre nuovi edifici, il principale dei quali dedicato a funzioni museali, il recupero di un ex convento tardo cinquecentesco e la ristrutturazione di un edificio direzionale degli anni Settanta. È così che M9 crea un dialogo con il passato, restituendo alla città un’area non del tutto valorizzata.

Lo studio berlinese Sauerbruch Hutton, che firma il progetto di M9, partecipa alla mostra FREESPACE a cura di Yvonne Farrell e Shelley McNamara presso le Corderie dell’Arsenale nell’ambito della 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.

 “Siamo onorati e felici che Sauerbruch Hutton partecipino alla Biennale Architettura 2018. L’architettura è una componente fondamentale del progetto M9 che Polymnia Venezia e Fondazione di Venezia stanno realizzando nel centro storico di Mestre – afferma Valerio Zingarelli, Amministratore Delegato di Polymnia Venezia –.  M9 partecipa alla rigenerazione urbana della terraferma veneziana e del territorio metropolitano presentandosi come modello di sviluppo culturale, sociale e d’innovazione tecnologica e commerciale e integrandosi perfettamente nel tessuto urbano cittadino. Vorrei evidenziare il valore strategico del lavoro che stiamo portando avanti con Sauerbruch Hutton, studio che ci accompagna dalla nascita del progetto e grazie al quale stiamo arrivando all’eccezionale risultato, che tra pochi mesi – con l’inaugurazione di M9 – tutti potrete apprezzare”.

M9 è un distretto di rigenerazione urbana e di innovazione tecnologica pela cultura, il retail, eventi artistici e di intrattenimento e servizi ai cittadini, che verrà inaugurato a dicembre 2018. È il progetto più importante della Fondazione di Venezia, che ha investito 110 milioni di euro per contribuire al rilancio e allo sviluppo del territorio veneziano.  E’ stato affidato a Polymnia Venezia, società strumentale della Fondazione di Venezia, che sta realizzando tutte le attività necessarie al compimento dell’opera.
Ispirandosi a esperienze internazionali di rigenerazione urbana, M9 propone un format innovativo, una piccola smart city nella quale cultura multimediale, architettura sostenibile, servizi per i cittadini e forme innovative di commercio viaggiano sullo stesso binario per generare occupazione, crescita e benessere per la collettività.
L’esposizione permanente multimediale, articolata su due piani, sarà dedicata alla storia italiana del Novecento: un grande laboratorio per raccontare la storia nazionale in prospettiva globale con strumenti tecnologici d’avanguardia e percorsi immersivi e interattivi.

La Fondazione di Venezia regala alla città, al paese, al mondo un museo della nazione perché gli italiani conoscano il secolo che più ha contribuito a creare la loro identità odierna, nella convinzione che la conoscenza è la base indispensabile per progettare il futuro individuale e collettivo. Un museo simile mancava, sinora, all’Italia. Nell’ideare e realizzare il Museo del Novecento (M9), la Fondazione di Venezia ha inteso colmare questa lacuna, creando un luogo nel quale gli italiani possono non solo riscoprire da dove vengono ma anche capire che il passato, ricco ma contradditorio, apre alla costruzione del futuro.

Il Novecento è stato anche per l’Italia, e forse più che per altri paesi, il secolo delle massime contraddizioni: miglioramenti rapidissimi e prima impensabili nelle condizioni di vita e nel benessere della popolazione sono avvenuti accanto a immani tragedie consumate nelle guerre più distruttive che la storia ricordi e in crisi economiche anch’esse senza precedenti. Sviluppi e distruzioni che hanno profondamente mutato le condizioni di vita, le abitudini, la cultura del nostro paese, ben oltre la soglia del ventunesimo secolo.

Un piano invece sarà riservato alle mostre temporanee, che potranno spaziare in vari settori culturali.
L’Auditorium Cinema 4K e VR avrà 190 posti dotati di visori VR.


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