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Design of desire

Design of desire - 05/03/2019

“Segni esemplari”, la tipografia in mostra alla Pilotta di Parma

Attraverso la forma dei caratteri, va in scena la nostra storia. Dal 16 marzo al 18 maggio.

Si è da poco concluso l’anno in cui ricorreva il bicentenario della pubblicazione del Manuale tipografico di Giambattista Bodoni, ed è da questo spunto che si parte per organizzare una mostra e una giornata di studio promosse dalla Fondazione Museo Bodoniano di Parma sul carattere tipografico che ha fatto la storia d’Italia, e non solo.

Bodoni, morto a Parma nel 1813, è stato un incisore, tipografo e stampatore italiano che ha fatto scuola nel mondo, noto per i caratteri tipografici da lui creati: i Bodoni.
Il manuale venne pubblicato postumo dalla vedova di Bodoni con l’intento di portare a termine quello che era stato un progetto lungamente pensato, e infine avviato dal marito. Raccoglie una collezione di 665 alfabeti diversi e una serie di circa 1300 fregi, oltre a una prefazione nella quale Bodoni espone alcuni criteri di metodo legati al suo modo di operare.

Esiste una precedente raccolta di caratteri, stampata da Bodoni nel 1788, priva di prefazione o altro tipo di testo esplicativo, già a suo tempo intitolata Manuale tipografico. Evidentemente, il tipografo parmense aveva mutuato il termine dal piccolo manuale tecnico di Fournier, il Manuel typographique del 1764, ma in realtà i due volumi esprimevano, seppur con lo stesso titolo, due oggetti con funzione diversa. Quello di Fournier, in effetti, era un vero manuale nel senso di strumento divulgativo di descrizione degli elementi essenziali di una pratica complessa, dall’incisione dei punzoni all’impressione delle matrici e alla fusione dei caratteri mobili. Quello di Bodoni era invece un campionario di caratteri e ornamenti da lui realizzati.

 

Il Manuale tipografico del 1818 è ancora diverso, si tratta in effetti di un ibrido che, nonostante il suo nome, non appartiene né all’ambito dei manuali, né all’ambito dei campionari di caratteri. Ci troviamo piuttosto di fronte a un orgoglioso e monumentale riepilogo della propria attività che Bodoni vuole fissare nel tempo, nero su bianco.

 

Prendendo quindi spunto da questi presupposti, mettiamo in mostra accanto ai volumi di Bodoni, ai suoi punzoni e sue matrici, agli studi manoscritti e ai documenti d’archivio anche alcuni manuali e campionari di caratteri realizzati da altri autori (precedenti e successivi al 1818), con l’intento di mostrare e raccontare a un pubblico meno specialistico queste due distinte e poco note tipologie di libri. Ciò che le accomuna è però l’oggetto della narrazione, cioè la scrittura alfabetica nella sua forma tipografica, scrittura che nel suo di diffondersi tanto peso ha avuto nella cultura occidentale degli ultimi cinque secoli.

 

Parallelamente si espone una parte dedicata all’oggi. Un selezionato gruppo di grafici internazionali ha contributo realizzando un Manifesto tipografico. Obiettivo di questa sezione della mostra è operare una ricognizione visiva di concetti intorno alle potenzialità della scrittura espressi da parte di progettisti, ai quali si riconosce una spiccata e consapevole attitudine tipografica. Se il manifesto può anche essere definito come un documento programmatico che espone regole e principi ispiratori, ci troveremo, in questo caso, nella particolare situazione in cui l’oggetto trattato e la sua forma coincidono, così come l’autore e il progettista.

 

La mostra vuole rintracciare attraverso l’evoluzione della forma dei caratteri lo svolgersi stesso della nostra storia.

Segni esemplari

una mostra a cura di Silvana Amato

organizzata dal Museo Bodoniano di Parma

in occasione del bicentenario della pubblicazione

del Manuale tipografico di Giambattista Bodoni

 

sabato 16 marzo – sabato 18 maggio 2019



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