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Design of desire

Design of desire - 17/01/2019

Ville venete, si mettono in rete i capolavori recuperati dal tempo

La decandenza e la riscoperta grazie all'Unesco. Le dimore e i loro paesaggi sono pronte a nuove sfide turistiche.

Si possono visitare, alune addirittura abitare, ma soprattutto si devono salvaguardare. Il circuito delle Ville Venete, palladiane e non, è riunito sotto l’egida dell’Istituto delle Ville Venete che protegge un patrimonio storico-artistico tra i più importanti al mondo.

L’identità regionale passa da questo incrocio di paresaggio e arte, protetto anche dall’Unesco che ora fa rete per la promozione.

Ci sono attualmente censite quasi 4000 ville, alcune anche danneggiate dai recenti eventi climatici, per cui si stanziano periodicamente, con difficoltà ovviamente, delle sovvenzioni. Appena conclusosi il 2018, anno del patrimonio europeo dell’arte, ora si pensa alla prosecuzione della tutela. Il festival delle Ville Venete, la campagna di apertura al turismo scolastico dovrebbero garantire un altro anno di buon riscontro.

Dal 1979 l’Istituto delle Ville Venete è impegnato nella catalogazione, nel restauro e nella valorizzazione delle ville del territorio veneto e friulano, anche con studi e ricerche.

Ha catalogato 4.243 edifici, di cui 3.807 in Veneto e 436 in Friuli Venezia Giulia. Il 15% delle ville è di proprietà pubblica o di enti ecclesiastici e l’85% è di proprietà privata. Anche grazie al costante impegno dei proprietari, le attività di conservazione e valorizzazione hanno promosso in 58 anni di attività oltre 1.900 interventi e finanziamenti per più di 300 milioni di Euro.

La villa veneta è una tipologia di residenza patrizia fondata dal patriziato della Repubblica di Venezia e sviluppatasi nelle aree agricole dei Domini di Terraferma tra la fine del XV secolo e il XIX secolo e sono tra il patrimonio mondiale dell’Unesco fin dal 1996.

STORIA RECENTE – La decadenza delle Ville, iniziata all’indomani della fine della Serenissima assunse dimensioni drammatiche verso la metà del 900, dopo le due guerre mondiali.

La grande generosa battaglia in difesa delle Ville Venete iniziò proprio sul finire degli anni Quaranta per iniziativa di alcuni benemeriti uomini di cultura, di enti ed associazioni locali. Una grande Mostra girò instancabile, per anni, per tutte le principali città d’Europa e d’America e fu presentata come “Mostra denuncia” nel 1953 in Villa Contarini Simes a Piazzola sul Brenta.

Il risultato fu confortante: lo stato, gli enti pubblici, privati, si avvidero presto dell’immenso significato storico/artistico della civiltà veneta, e cominciarono a preoccuparsi della tutela e della conservazione delle Ville.

Le necessità erano enormi; le Ville Venete sono più di 4000, quasi tutte di consistenti dimensioni, costituite da complessi quali: barchesse, oratori, giardini, rustici e da apparati artistici di gran rilievo.

Le sole forze dei privati non erano sufficienti. Sulla spinta di un’opinione pubblica sensibilizzata a tutti i livelli, nacque, con legge 6 marzo 1958, n. 243, l’Ente per le Ville venete, quale consorzio tra Amministrazioni Provinciali per il Turismo delle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Udine, Verona, Venezia, Vicenza, al quale lo stato delegava compiti specifici di tutela attraverso l’intervento economico (mutui e contributi) ma anche di competenza, quali l’espropriazione e la salvaguardia, attraverso la presenza di alcuni Soprintendenti nel Consiglio di amministrazione dell’Ente.

Nel 1979 la Regione Veneto e la Regione Friuli Venezia Giulia diedero vita all’Istituto Regionale che, da allora, è impegnato per la promozione della conoscenza e per il miglior utilizzo della Villa Veneta.



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