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Fashion

Fashion - 10/06/2016

Angelo Cruciani lancia il Pink Power a Pitti Uomo 2016

A Firenze un'armata di "amore in rosa" per la collezione Yezael: "Un vestito ti può farti sentire un supereroe", dice lo stilista.

Angelo Cruciani

Angelo Cruciani, 38 anni, marchigiano, vive e lavora tra Milano e Shanghai. Qui è ritratto dall’obiettivo di Manuel Scrima, che firma anche le sue campagne.

Angelo Cruciani è molto più che uno stilista. Si è fatto conoscere nel mondo della moda per la sua attitudine al dialogo, dal fashion alla street art, ai flashmob che hanno fatto molto rumore a Milano e nel mondo.

Qualche mese fa si è ritrovato sulle prime pagine di tutti i quotidiani per aver ideato la manifestazione pacifica #svegliaitalia per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di una legge sui diritti civili.

Ora che la legge c’è, Angelo torna alla moda e aggiunge un altro tassello alla variopinta carriera che l’ha proiettato a soli 38 anni nell’Olimpo dei creativi italiani più celebrati all’estero.

Pink Power è la capsule collection che verrà infatti presentata alla 90° Edizione del Pitti Uomo, felpe, t-shirt, bermuda e pantaloni  dalle mille sfumature di rosa. I cuori di Angelo Cruciani sono il tratto distintivo delle sue creazioni. Per questa collezione primavera-estate 2017 ha peró cercato di ironizzare ed esplorare la parte più animale e istintiva dei sentimenti: il desiderio. Ci sono capi mimetici per non mimetizzarsi ma per amare, avvolti in un rosa romantico che vuol ricordare l’utopia di un mondo senza paura dell’altro. Una rivisitazione molto personale di tutto l’immaginario pacifista della pop culture che ci ha spinto a indagare e chiedere al protagonista diretto un approfondimento sulla sua arte.


Angelo, sei uno dei creativi che usa l’uniforme per diffondere messaggi di pace. Come non si va in contraddizione per questo utilizzo?

Grazie per questa domanda: l’uomo ha per natura una componete animale legata all’istinto di autodifesa, aggressività e paura. L’uomo necessita di conflitti per evolvere, per capire, per sfidare la morte. Il mio utilizzare però la divisa non ha nulla a che fare con ciò. Io credo che ogni essere umano sia nato per esprimere e sperimentare l’amore dell universo, il mio plotone difende ciò. Army of love è un progetto trasversale che credo accompagnerà per molto tempo parte delle mie collezioni: mi piace pensare ad un mondo che può lottare per donare di più, mi piace pensare che il futuro ribalti gli schemi dell’egoismo e che le mie divise a cuori possano diventare una realtà, una istituzione che difende la vita.

Quale ispirazione hai seguito per la collezione pink? Ci sono stati dei viaggi, delle visioni che ti hanno influenzato?

Pink Power è il proseguimento della collezione Army of Love, e credo che i miei soldatini dell’amore mi ispireranno ancora. Amo immaginare un mondo dove sia proibita la violenza, forse non armate che insegnino a risolvere i problemi con l’ascolto e il sorriso. Mi ispira la sensazione che porta questa nuova era dell’Acquario, un’era legata alla condivisione, all’incontro e alla comprensione. Ammetto di detestare il colore rosa, ma se penso alla dolcezza non c’è colore che meglio la esprima. E allora ok, anche se non mi piace, voglio un mondo rosa. Pieno di coccole per tutti.

Angelo Cruciai Pitti Uomo 90

Ecco l’immagine che annuncia la presentazione della collezione Pink Power a Firenze di Angelo Cruciani.

Cosa vorresti che il tuo menswear aggiungesse all’uomo elegante di oggi?

Vorrei donargli il coraggio di esprimere la femminilità, quel guizzo fantasioso che c’è dentro ogni uomo è che spesso le convenzioni di ruolo tendono a reprimere e soffocare in etichette ormai antiquate. Vorrei un’eleganza fatta di allegria, ironia e sensualità. Un uomo che può vestirsi di pizzo senza sentirsi minacciato della sua virilità, un uomo veramente coraggioso che va oltre le paure dei pregiudizi.

Come ti hanno influenzato le tue esperienze con altri linguaggi artistici nel disegno dei vestiti?

L’arte è stato il mio pasto quotidiano sin dall infanzia: l’arte è l’elevazione dell’uomo quando sperimenta la creatività divina. E io miro a portare questa magia nell abbigliamento, una creatività leggera, libera e ricca di contenuti. L’arte è una lezione che aiuta a vivere nella bellezza, e per chiunque è indispensabile cibo per l’anima. Senza arte non potrei nemmeno allacciarmi le scarpe o lavare i denti.

Hai una carriera lanciatissima in Italia e Cina. Con quali differenze affronti questi due mercati? 

Io mi considero un italo-cinese, l’Italia è la mia madrepatria ma la Cina è la patria delle mie vite passate, dal mio primo viaggio nel 1998 ho avvertito un feeling magico con questa nazione, e non riesco a pensare alla mia vita senza uno sguardo rivolto all’Oriente. Italia e Cina sono più simili di quanto non si possa credere. La provincia italiana è molto simile a livello di esigenze con l’emergente borghesia cinese, da mio canto io porto avanti un discorso di stile molto diverso e lontano dalle leggi del mercato: il mio pubblico ha certamente delle doti precise indipendentemente dalla provenienza: coraggio, ironia ed eccentricità.

Che tipo di italianità ti riconoscono all’estero? 

Mi arrossisco nel dirlo ma la prima cosa genericamente è legata all’ aspetto: sei italiano =sei bello. Seconda cosa sei italiano=sei alla moda . Ma credo che nel mio essere creativo, l’italianità si esprime al suo meglio.

Hai vestito tante celebrities, cosa secondo te li attrae del tuo stile?

I miei capi nascono dal mio bisogno di sentirmi speciale: ho sofferto per tanti anni di disistima e ancora oggi ho bisogno di corazze che mi facciano sentire come Cenerentola. Invincibile fino a mezzanotte. Credo che questo sentimento autentico arrivi a persone che come me credono ai sogni, alla magia della scarpetta di cristallo. Un vestito ti può farti sentire un supereroe, un protagonista, un fiore cresciuto sull’asfalto.

Un capo che non manca mai nella tua valigia da globe-trotter….

Viaggio spesso con valigie piccolissime e compro tutto dove atterro, un piccolo trucco per obbligarmi a fare shopping: detesto passare il tempo per negozi ma ho bisogno anche di capire che cosa sperimentano i miei colleghi. Ma nella mia valigia non mancherà mai una felpa, io amo lo sport anche se come sportivo sono un disastro. Amo immensamente correre di sera ascoltando la musica: lungo l’Arno o la Senna, sulla Nanjing Road di Shanghai o lungo Park Avenue … Se vedete un pazzo che canta e corre di notte: sono io.

Per info sulle collezioni di Angelo Cruciani www.yezael.com 

Tutte le foto del servizio sono di Manuel Scrima



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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