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Fashion

Fashion - 08/03/2017

Le borse William hanno un nuovo testimonial: il rapper Jallal da Los Angeles

Dopo aver sperimentato coi pittori, Will Ayers porta il brand alla prima collaborazione metropolitan: con il rapper emergente californiano.

La scelta dei testimonial per i brand di moda insegna sempre qualcosa. Chi ci segue sa che abbiamo scoperto il marchio William lanno scorso e che le borse di questo brand californiano sono tra le più ricercate del momento. 

La raffinatezza dei manufatti ora sposa l’idea che lo stile può essere portato jallal williamanche nel ventre della metropoli con disinvoltura.

Per la collezione primavera/estate 2017, William, per decisione del suo creatore Will Ayers, si è affidata a un testimonial insolito. Il rapper Jallal è una figura carismatica della Los Angeles underground, anche se ha avuto dei mentori mainstream come Lupe Fiasco. Jallal ha debuttato con un mixtape nel 2011, “Semi-Casual Love” e nel 2015 ha fondato Seviin, un collettivo di artisti che producono musica e moda.

Nelle foto che vedere, Jallal illustra la portabilità delle borse William, che sono unisex e sono un esempio di street style che incontra la manifattura pregiata. Il designer Will Ayers dice: “Lo scopo di William è di offrire un nuovo paradigma nella creazione di beni di lusso, con ispirazioni di artisti da altri campi che possano permette la nascita di accessori moda unici”.

E non è la prima volta che William si affida a una partnership con altri esponenti di correnti artistiche. Collaborazioni avviate sono quelle con i pittori Melissa Wenke, Raul De La Torre e Vladimir Dubko.

 



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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