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Fashion

Fashion - 20/09/2018

Tanita Tikaram, sempre sobria (e dosata) da Labo.Art

Jersey di lino, cotoni battuti, popeline e una palette ispirata ai colori della terra. È la collezione primavera-estate 2019 di LABO.ART, il marchio di moda sostenibile.

In occasione della Fashion Week milanese, per celebrare le emozioni della collezione spring summer 2019 LABO.ART –  ieri , l’artista Tanita Tikaram, cantante di fama internazionale, ha interpretato in versione unplugged alcuni brani del suo repertorio e il celebre brano di Lucio Battisti “E penso a te”  da lei tradotto in inglese, per un pubblico selezionato di opinion leaders nazionali e internazionali, buyers e media presso lo spazio LABO.ART di via Maroncelli 12, Milano.

La Tikaram è particolarmente amata dal pubblico sobrio e distinto dei party notturni milanesi. Forse tutti si ricordano quel “More than twist in my sobriety” che nel 1988 fece epoca. Soprattutto perché arrivò in un momento in cui il colorato pop anglo-americano stava cedendo il passo ad altre suggestioni musicali e quindi definì a perfezione un’epoca.

Da diva quale non vorrebbe essere, immaginiamo, la cantautrice di origini indo-malesi, ma cresciuta in Gran Bretagna, è apparsa su un balcone interno di una corte del Maroncelli District dove si teneva la presentazione di una linea di moda. Che in realtà c’entra molto con il mondo della Tikaram, celebre per il suo video sugli altipiani della Bolivia e per l’utilizzo di strumenti acustici insoliti e naturali come l’oboe. Ha eseguito tre brani con una violinista tra cui la sua mega-hit e un ripescaggio di Battisti e Mogol (“…E Penso a te”) introdotto da un convinto italiano.

Jersey di lino, cotoni battuti, popeline e una palette ispirata ai colori della terra fanno invece parte della collezione primavera-estate 2019 di LABO.ART, il marchio di moda sostenibile di Ludovica Diligu, dove è il taglio a valorizzare ogni capo. La stilista dice: “La purezza della forma è il valore che perseguo in tutte le mie collezioni.  Ed è la più difficile da raggiungere”.

Un momento di estremo relax mentale, dunque, congeniato bene all’interno della vorticosa fashion week milanese.

LABO.ART, brand sempre più ricercato dalle donne che richiedono una sensualità fluida e sofisticata, è fatta di tagli e di dettagli studiati e calibrati al millimetro, di prove e di sfide raccolte in questi anni di lavoro e delle quali la collezione primavera-estate 2019 è il risultato perfetto.

Novantacinque modelli per un guardaroba ricco e scomponibile, declinato in una palette di colori che si ispirano alla terra e al mare nel punto in cui i due elementi si incontrano: bianco ottico, ghiaccio, turchese, blu Atlantico e ancora mimetico, verde sottobosco, un brillante melone, un caldo khaki biscotto e una straordinaria sfumatura di rosso bouganville. Un piccolo capolavoro di artigianalità e di sapienza coloristica sono le t-shirt in jersey di cotone rigato blu sovrattinte in capo.

Dalla scelta dei tessuti – che seleziona esclusivamente tra le fibre naturali come il cotone e il lino declinate in  21 tessuti di altissima qualità– fino alla tintura, la modellistica, il taglio, la sartoria, Ludovica Diligu, Founder e Designer di LABO.ART, ama seguire personalmente ogni passaggio della lavorazione dei capi che crea.

 

www.laboart.com



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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