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Fashion

Fashion - 09/02/2019

“The Lost Bag”, la borsa ritrovata

Dalla sua Reggio Calabria a Roma, una folgorazione ascoltando i Beatles, e il desiderio di arrivare alla creazione.

Alla ricerca della mia The Lost Bag : la protagonista di questa storia  è passata dall’azienda al lavoro indipendente, all’amato e voluto brand, The lost bag. La ricerca, la continua introspezione in se stessi e nelle proprie passioni e obiettivi. Questi sono alcuni dei tratti distintivi di Francesca Caridi, bag designer emergente, quarantenne, originaria di Reggio Calabria, importata a Roma per seguire i suoi sogni e obiettivi è cresciuta con la passione per la creatività e, in particolare, per le borse.

La designer, ai fini di seguire e di assecondare la sua dedizione verso la moda all’età di ventidue anni ha lasciato gli studi di architettura e si è iscritta ad una scuola di moda. Qui, in questo contesto Francesca ha assecondato la sua predisposizione nel creare borse, accessori per cui ha sempre nutrito un fascino particolare. “Secondo me la borsa è il vero e proprio contenitore dei segreti, delle virtù, dei vizi e di tutte le unicità che una donna racchiude dentro di sé…!”

L’essere bag design è qualcosa di innato in Francesca, una scelta professionale di fondo è chiara sin dal principio. La giovane, infatti, lasciata Reggio Calabria, è partita per Roma con le sue “borse in valigia” unitamente a ingenuità e timidezza a loro volta supportati da molta determinazione.

Francesca prima di iniziare la sua attività come bag designer autonoma ha lavorato per una casa di moda e in questo contesto ha compreso che lavorare per terzi non era la sua vera strada in quanto non le permetteva di esprimere appieno sé stessa e la sua creatività.

Nonostante le difficoltà, sulla base di questa situazione di insoddisfazione, la creativa ha deciso di prendersi una pausa dal mondo della moda per quattro anni finché un giorno, quasi per caso si rese conto cosa davvero voleva.

 

Racconta Francesca “Ero fuori per delle commissioni quando, ad un certo punto, mentre ascoltavo “Revolution” dei Beatles, mi fermai davanti una vetrina di un famoso negozio di stoffe, c’erano quattro visi  che mi fissavano…erano i volti dei Beatles perfettamente ricamati su una grandissima stoffa… la parola Revolution della canzone continuava a riecheggiare nei miei auricolari, così senza pensarci entrai e comprai quel meraviglioso pezzo di arte…tutto mi tornò alla mente, l’entusiasmo che avevo quando arrivai a Roma. Mi sono chiesta “come ho fatto a rinunciare alla creatività, al mio sogno?”. Tornai a casa e rispolverai la macchina da cucire e con quella stoffa ci feci una borsa. Ero di nuovo pronta a creare ed era come se le mie mani non avessero mai smesso di cucire.”

 

Oggi Francesca sta sviluppando il suo brand, amato e voluto dal nome “The Lost Bag”?. Un naming evocativo che trova le basi nel suo passato in quanto quando era piccola la designer giocava sempre con le borse di sua madre, perché sentivo che racchiudevano al loro interno tutti i suoi segreti… tra queste Francesca aveva una a cui era particolarmente legata che portava sempre con sé fino a quando non la perse. The Lost Bag ricorda, quindi, quella borsa che ancora oggi cerca sempre ormai in ogni sua creazione.

Per Francesca è difficile spiegare a cosa si ispira quando si immerge nel processo creativo in quanto tutto può costituire una fonte di ispirazione, come ad esempio uno stato d’animo, una canzone, una forma percepita in modo differente, un film, “un racconto che mi porta indietro nel tempo… la sua ultima collezione si ispira, ad esempio, al periodo in cui si sentiva in “balia delle onde della vita”, alcune alte e calme, altre arrabbiate e spumeggianti come le raffigurazioni di Hokusa”. 

Testo a cura di Francesca Rizzi.



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