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Gallery - 06/05/2018

Fabio Marino testimonial per Elena Rede

Uno sfarzo estetico nello scintillio di un party esclusivo che ha messo in connessione la bellezza del modello milanese cinquantenne e la creatività dei monili esclusivi fatti a mano.

Per arrivare all’evento di gioielli di Elena Rede indossati da Fabio Marino bisognava atraversare la scintillante Piazza Gae Aulenti a Milano. Una volta arrivati alla galleria d’arte della creativa milanese, non meno sfarzo estetico ci attendeva. 

Fabio Marino sta vivendo un momento d’oro: dopo il nostro interesse (intervista qui) gli impegni si sono moltiplicati per questo modello cinquantenne che sta facendo una piccola rivoluzione nel suo campo. Altro che “ageism” contro cui combattono le dive americane: Fabio porta avanti la sua personale imposizione della bellezza a 50 anni che fa molto discutere e incuriosisce i rotocalchi.Fabio Marino è testimonial da Elena Rede ed è qui per indossare Lucky di Wearing Art Jewels, la linea di gioielli creati interamente a mano con la cura e l’amore che l’artista mette in ogni sua opera d’arte.C’è tutto l’universo in questi gioielli magici: lapislazzuli e argento nel saliscendi in acciaio, lapislazzuli e pigmenti minerali su alluminio, lapislazzuli e pigmenti minerali su creta.Scoviamo una certa forza poetica che delle opere di Elena Rede invade monili preziosi, in argento, platino, oro, marmo o madreperla nell’esclusiva collezione di gioielli unici. Elena Rede (pseudonimo di Elena Re Depaolini) nasce in provincia di Milano ed è nota per darsi equamente a tre mondi espressivi apparentemente distanti: scultura, pittura e oreficeria.Sebbene il suo percorso si muova tra studi di Belle arti e di design, la raffinatezza estetica che contraddistingue la sua arte affonda le radici in un’ingenita indole creativa che la porta inesauribilmente a una ricerca personale in cui emerge una nuova figurazione rigenerata e scarnificata fino all’essenza, fino alla verità. Un’arte intima che l’artista forgia direttamente col fuoco nei bronzi, plasma con le terre e i pigmenti minerali, graffia con ossidi, scolpisce nel marmo, martella sulla lamiera e cristallizza nelle resine. Ogni opera vive nella propria unicità senza che ne esistano multipli o verità differenti: una scelta severa e controcorrente in un mondo frenetico e divoratore di quantità.
Le sue creazioni sono state esposte a Villa Doria Pamphilj (Roma), al Museo Stattbad (Berlino), al Carrousel du Louvre (Parigi), ad Art Basel (Miami), al Padiglione Italia dell’Expo (Milano), al Padiglione Italia della Biennale (Venezia), al Sanat Fuari (Istanbul), alla Fondazione Luciana Matalon (Milano).
Fotoservizio di Vincenzo Del Franco e Monique Photography – Monica Casero.


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