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Gallery - 10/03/2018

La moda in passerella inclusiva

Con la Iulia Barton Agency a Milano per il secondo anno consecutivo un'iniziativa di sensibilizzazione nel pieno della fashion week.

La bellezza è patrimonio di tutti e la fashion week milanese 2018 lo ha dimostrato. Specie quando il palcoscenico della moda ha accolto per la seconda volta al Teatro Vetra la moda inclusiva il cui scopo è quello di portare sulle passerelle internazionali contesti sociali da sempre tenuti fuori dall’industria moda. Una sfilata che ha visto coinvolte anche indossatrici in carrozzina e con amputazione per dimostrare che la diversità è un attributo privo di fondamento.

Dopo il successo nel 2016, i riflettori si riaccendono sulla Moda Inclusiva,  sviluppatasi con grandi risultati per la raccolta fondi e la comunicazione No Profit, creata da Fondazione Vertical nel 2011, è un Fashion Format che vede modelle in piedi e modelle in carrozzina, o con amputazione, sfilare con l’alta moda su passerelle mondiali. Una sfilata in cui le protesi e le carrozzine diventano “estensioni dell’abito”, un valore aggiunto che identifica il portamento della modella, grazie alla collaborazione con l’azienda “Able to enjoy” che personalizzerà le carrozzine in base ai colori degli outfit. Inclusive is Exclusive.

Tra i volti noti, l’attrice americana Tiphany Adams, anche lei in carrozzina, nota negli Stati Uniti per aver girato la fiction “Push Girls” e Shaholly Ayers, modella con amputazione di Honolulu seguitissima sui social.

L’evento, organizzato dalla “IULIA BARTON – Inclusive Fashion Industry” ha visto maison che hanno l’obiettivo di abbattere le barriere sociali e sostenere la ricerca,  tra cui Carmela Hontou, Massimo Crivelli, Angelo Cruciani, Giuseppe Fata, Diego Salerno, Antonio Urzi.  

I proventi della serata sono stati devoluti  ai laboratori degli ospedali  Niguarda Ca’ Granda e San Paolo Hospital a sostegno della ricerca nel campo della rigenerazione dei danni al midollo spinale attraverso le nanotecnologie e l’utilizzo di cellule staminali. I fondi raccolti saranno destinati anche all’acquisto di nuove strumentazioni di laboratorio e per il sostegno delle risorse umane dei giovani ricercatori all’interno del team di studio.



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