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18/11/2018 - “Sotto la pelle del progetto” – Redesco a Bookcity Milano
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Gallery - 01/02/2018

L’Eden degli anni 20 per Anton Giulio Grande

All'Hotel Eden di via Ludovisi è andata in scena una grande rievocazione dello stile e dell'epoca inconfondibili. L'italianità dell'opulenza.

Una delle indimenticabili dell’ultima edizione di AltaRoma è stata sicuramente la presentazione di Anton Giulio Grande all’Hotel Eden di Roma. La location di via Ludovisi sopra Trinità dei Monti è tornata ad antichi splendori dopo lunghi restauri e tutto il glamour volontario e naturale dell’ambiente e della collezione si ispira a un mondo opulento.

Atmosfere del 900 e suggestioni degli anni 20 per lo stilista che torna in Alta Moda con una performance di 16 abiti che riflettono il suo gusto per l’eccesso e lo sfarzo. Si sono visti enormi boa e ventagli di struzzo, sfumati in colori sgargianti, motivo conduttore della collezione insieme ad incredibili copricapi di piume e catene dall’effetto teatrale.
Il trikini ricamato ispirato a Josephine Baker, ha una gonna realizzata con piume naturali di gallo cedrone sfumate nelle tonalità del bosco, l’abito mono spalla dal sapore charleston, scivolato e lavorato nelle variazioni del verde, segue il movimento delle lunghe frange sovrapposte.
La vita non è segnata oppure è appena accennata, le linee sono morbide. I bustier di pizzo ricamato, decorati da frange di jais si indossano con scialli di georgette intarsiati di pizzo sopra ampie e impalpabili gonne con plissettature soleil, disegnate da losanghe o rombi. Gli orli sono sempre arricchiti da merletti e ricami.
Gli accessori non sono più dettagli ma diventano importanti quanto gli abiti: copri spalle, smanicati, gorgiere, eccentrici cappelli di piume dai mille colori, oppure boa e ventagli di struzzo dal rosa fucsia al verde smeraldo.
Il rosso è acceso per corpetti di pizzo impreziositi da centinaia di fili di canuttiglie montati a collana, per gonne e copricapi piumati, il nero è luccicante per ricchi pantaloni di frange di seta soprapposte da indossare con body di tulle elasticizzato con intarsi di pizzo e frange di jais.
Sapore dannunziano, abiti lingerie si nascondono sotto cappotti vestaglia chiusi da cordoni intrecciati e nappe gioiello, abiti neri talmente leggeri da essere impalpabili, sono cuciti assemblando solo pizzi, georgette e frange in un raffinato effetto di trasparenze e nudità.
Fotoservizio: Camilla Di Biagio per The Way Magazine.


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