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La scrittora racconta

La scrittora racconta - 26/04/2019

Papy Caldonazzo, la Bridget Jones della scrittura

Una donna vincente esordisce col libro “Le ho provate tutte”, edito da Undici edizioni. Dal ruolo di autrice Rai alle prossime sfide raccontate a Cinzia Alibrandi.

Patrizia Caldonazzo è autrice e regista Rai, che debutta nel mondo della scrittura con un libro intitolato “Le ho provate tutte”, edito da Undici edizioni. Come dicevano i nostri padri latini, “in nomine omen”, perché la battaglia con la bilancia e quell’odioso ago che pende sempre verso destra salendo, invece che decrescere a sinistra, regalandoci l’agognato dimagrimento, già racconta la genesi del libro stesso. E confermando la teoria che vuole le persone sottopeso perennemente depresse, l’autrice, forte di una strepitosa ironia e sense of humour, regala al lettore pagine specchianti, in cui chi combatte la stessa guerra persa contro i chili di troppo, può ritrovarsi, con l’aggiunta di scorrere, come in un film, storie e momenti di assoluto divertimento.

L’album dei ricordi di Patrizia Caldonazzo, conosciuta nell’ambiente televisivo col nome Papy. Le foto a corredo di quest’intervista sono state fornite dalla stessa autrice a The Way Magazine.

Quanto pesavi quando sei nata?

 

Tanto! Era una bambinona di ben 4 chili e 800 grammi! Mamma diceva che somigliavo ad uno charpei, il cane giapponese dal viso rugoso, con una faccia sempre imbronciata. Da quel momento, non ho più smesso di amare il cibo. Ho ricordi vividi di me all’asilo: il momento topico, era aprire le cinghie di cuoio del mio cestino di rafia, e aspirare a piene narici il profumo del panino, intervallato da sorsi di succo all’albicocca, con l’apoteosi della merenda al cioccolato.

 

Sei una brava cuoca?

 

Certo che sì, perché cucinare è il completamento di un rapporto d’amore con il cibo, che accolgo e tratto come una vestale. Se sono sola, apparecchio comunque con cura la tavola, e assolvo a un rito per me sacro. Se non ho tempo, compro cucinato e spazio, a seconda delle suggestioni, dal sushi al cabaret di pasticceria. Non mi so frenare e sprigiono gli istinti, soddisfacendo richieste di gola, di cui non mi vergogno. Molti occultano quest’insana passione e in situazioni pubbliche, si contengono, salvo poi scatenarsi nel privato, come se il cibo fosse un amante con cui intrattenersi nel segreto di un’alcova. Al contrario, io con il cibo faccio l’amore sotto gli occhi di tutti. Una mia amica anoressica, s’incanta a guardarmi mentre mangio, affermando che ne ricava un vero benessere!

 

In “Le ho provate tutte” elenchi diete di tutti i tipi.

 

Intanto quando sono a dieta, sono depressa, mentre di solito sono una donna brillante e piena di gioia di vivere, che si spegne nel momento in cui entro in regime dietetico controllato. Il culmine, come ho scritto nel mio libro, l’ho raggiunto quando ho messo il sondino naso gastrico, per non concludere nulla.

 

Mi racconti la prima volta che, vedendoti allo specchio ti sei vista sovrappeso?

 

La ricordo perfettamente come fosse ora. Avevo tredici anni e papà mi accompagna a fare acquisti. Rimasto fuori dal negozio ad aspettarmi, mi vede uscire con indosso una minigonna appena comprata. Dal suo sguardo ho percepito, per la prima volta, il mio essere grassa. Esclama “amore, no! La minigonna non te la puoi permettere!”

E, da giudice implacabile, aggiunge che il mio corpo mi avrebbe tormentato tutta la vita. È stato un profeta perché, a parte brevi momenti di normopeso e alcuni, rari, di sottopeso durati assai poco, il sovrappeso ha vinto sovrano.

Perché dai 50 anni in poi è più difficile dimagrire?

 

Non è solo un fatto ormonale, indubbiamente fondamentale perché cambia il metabolismo e bruciare i grassi è molto più complicato. Insisto sul fattore psicologico: la voglia di attivare il meccanismo della seduzione, di mettersi in gioco conquistando un uomo, si placano, e finisce per crollare quella componente erotica che fa desiderare di mostrare un corpo attraente e perfetto. L’impigrimento della sessualità, appare dunque una cesoia sulla determinazione relativa allo scendere di peso.

 

Racconti diete per te fallimentari, però insisti a farle. Perché?

 

Restano utilissime a bloccare lo spartiacque, che fa precipitare verso la china del peso irrecuperabile, ed aiutano a contenere il sovrappeso.

 

Il peso eccessivo emargina?

 

Spesso capita. A me non è successo nei gruppi, quanto nel rapporto con gli uomini. Si innamoravano del viso, e dopo facevano guerra al corpo, che contrastava quella bellezza. Ne ho sofferto, come sempre accade quando l’insensibilità delle parole e degli atteggiamenti, ferisce più di una lama.

 

Sei donna di straordinaria ironia: è una coperta per difendersi dagli occhi propri e degli altri?

 

No. Mi riesce spontanea, fin da piccola. Il regista Dino Risi, compagno per  trent’anni di mia madre, e che mi ha cresciuta, continuava a ripetermi che dovevo fare l’attrice comica. Non l’ho ascoltato perché in fondo sono una timida, e ho preferito stare dietro alle telecamere.

 

Cosa ti aspetti che il lettore ricavi dalla lettura di “Le ho provate tutte”?

 

Un riconoscersi. Tantissime donne mi hanno ringraziata per le mie pagine, in cui si sono ritrovate. Ad esempio, nel capitolo dello shopping, dove si finisce per evitare di comprare abiti, e si ripiega sugli accessori, quali trucchi e borse, per evitare il doloroso rimando dello specchio nel camerino di prova. Aggiungo che in Italia, rispetto all’America e al Nord Europa, siamo molto più discriminanti con chi ha il chilo di troppo: basti pensare a quelle multinazionali che producono abiti striminziti che solo le magrissime possono indossare!

 

Stai facendo una serie di presentazioni di successo in giro per l’Italia: una curiosità o un aneddoto che più ti ha colpito?

 

Amo la complicità che si crea attorno a me durante le presentazioni, con l’inevitabile domanda “ti sei rassegnata e hai smesso di fare le diete?” Rispondo sempre allo stesso modo “Mai! Ne sto provando un’altra!”

 

È prossima la presentazione a Milano, hai già una data?

 

Sto cercando una location che abbini la possibilità di fare un aperitivo insieme ad ascoltarmi. La data è per giovedì 30 Maggio, quanto al luogo, lo comunicherò sui miei social.

 

Stai scrivendo, dato il successo di “Le ho provate tutte”, un sequel.

 

Su Amazon il libro è andato esaurito a poche settimane dall’uscita, e questo successo mi ha invogliato a continuare. Il sequel s’intitola “Ho trovato quella giusta”.

 

Mi dai una definizione di ‘buoni propositi’? Ovviamente legati all’inizio di una dieta.

 

Io non ne ho! Sono la persona più incostante di sempre! In questo momento, mi percepisco disillusa, un poco stanca di fare scommesse con me stessa.

 

In realtà, stai provando una nuova dieta!

 

Effettivamente sì. Si basa sul patto d’acciaio tra me, una psicologa comportamentista, ed una dietologa tedesca, di cui all’inizio ero spaventata, e che si è rivelata molto simpatica. Ho perso 2 chili e mezzo in una settimana, con l’obiettivo ambizioso di arrivare a meno 23.

 

Un progetto a cui tieni?

 

Ho scritto un corto sul bullismo, e sarò assistente alla regia. Voglio attenzionare su questo orribile fenomeno, che ha colpito una bambina a me cara. Trovo che gli adulti trascurino spesso i loro figli, in una società dove manifestano atteggiamenti alquanto infantili e, di contro, i giovani si adultizzano precocemente.

 

La genesi di questo romanzo è stata terapeutica?

 

No, nasce da una sfida lanciatami da mio marito Fabrizio. Ci eravamo lasciati e mi pone tre obiettivi da raggiungere per recuperare il matrimonio.

  • Terminare il libro che da anni non riuscivo a concludere.
  • Lavorare sulla mia aggressività.
  • Allargare gli orizzonti lavorativi.

 

Com’è finita?

 

Li ho raggiunti tutti, e siamo tornati assieme. Un uomo che ama i miei chili parimenti alla mia testa, no, non me lo posso fare scappare!



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