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Leisure - 28/10/2018

10 mosse per iniziare a seguire i Måneskin

La campagna contro gli hater e il docu-film al cinema. Tutte le mosse per riconoscere il talento della band che ha appena un anno di vita.

Se il clamore di X Factor ve li ha fatti sottovalutare e il seguito delle teenager vi faceva storcere il naso, con “Il Ballo della vita”  primo disco di inediti dei Måneskin, si sta aprendo una nuova era. Tutti li vogliono, tutti li vogliono ascoltare in versione “madrelingua” e comprendere.

1 – PLUS – Sono una giovanissima band rivelazione dell’anno, composta da Damiano (19 anni), Victoria (18), Thomas (17) ed Ethan (18). Il disco ha tutta l’energia degli esordienti che non hanno però nulla dei dilettanti, ed è un plus. L’album è scritto interamente dai Måneskin e prodotto dalla band insieme a Fabrizio Ferraguzzo, è un racconto autobiografico che riflette nelle 12 tracce le quattro anime dei componenti, unendo le influenze musicali di ciascuno, pur rispettandone la varietà.

2 – MATURI – Le sonorità sono tutt’altro che teen, anzi: la band ripesc a piene mani nel mondo del rock degli anni 70 e si sente. Un fil rouge lega tutti i brani: la figura di Marlena, la Venere del gruppo, la personificazione della creatività, della libertà, della vita, che si muove fra le righe e le note di tutto l’album. I testi, sia in italiano che in inglese, sono il frutto delle diverse ispirazioni, musicali e non, che hanno accompagnato la vita artistica della band in questo ultimo ricchissimo anno.

3 – IL VIDEO – Essere rapiti dal loro look, ma anche ambientazioni e trucco, è finalmente un guilty pleasure socialmete accettabile per grandi e piccoli. Il video di “Torna a Casa” (Sony Music), il nuovo singolo è davvero un concentrato godibile di glamour. Sembrano rockstar consumate e invece sono sulla scena solo da un anno. Hanno presentato il singolo in anteprima per il pubblico con un mini live a sorpresa nelle strade di Roma, la città da cui il loro percorso artistico è iniziato, e Milano, città che ha consacrato il loro successo.

4 – IDEA – Ideato e scritto dalla band insieme a Giacomo Triglia, il videoclip del singolo è prodotto da Tycho Creative Studio e diretto dallo stesso Triglia, che ne ha curato anche riprese e montaggio. La scena si svolge in una meravigliosa villa settecentesca, dove i Måneskin suonano accompagnati dalla danza di due ballerine. L’atmosfera, dapprima malinconica, fa da sfondo al racconto di una separazione e all’invocazione di un uomo che ha perso la sua musa. La donna, però, ascolterà la sua preghiera e tornerà da lui. Parallelamente al ritorno della Musa, il registro del video cambia e così i passi delle ballerine, metafore ad indicare la liberazione, che si muovono inizialmente incerte con l’aiuto di stampelle per poi abbandonarle e lanciarsi nelle figure della danza con sicurezza.

5 – LA PRIMA BALLATA – Si tratta della prima ballata della band con richiami fortemente classici. Qui ritroviamo Marlena, personaggio che il pubblico ha conosciuto nel primo inedito italiano “Morirò da re”. «Marlena è la venere del gruppo, la personificazione della nostra libertà, creatività, vita – così racconta la band – “Torna a casa” è un pezzo da ascoltare ad occhi chiusi e mente aperta. Aprite la mente».

Il diluvio del concertp èiù rande della band, a settembre 2018, non ha certo frenato la formazione composta da Damiano (19 anni), Victoria (18 anni) Thomas (17) ed Ethan (17), che fra l’entusiasmo del pubblico ha proposto in scaletta fra le altre “Recovery”, “Morirò da re”, cantato da tutti i 60.000 in coro accorsi a Milano Rocks. In scaletta  “Chosen”, brano doppio platino che ha fatto ballare tutta l’area Expo, e poi le versioni di “Begging”, “Breezeblocks”, “Un temporale” .

6 – COMPAGNI – C’è un senso di cameratismo giovanile quando li si sente parlare. Måneskin sono un gruppo romano composto da quattro ragazzi tra i 17 e i 19 anni: Damiano (cantante), Victoria (bassista), Thomas (chitarrista) ed Ethan (batterista). Il nome viene dal danese, paese d’origine della bassista, e significa “chiaro di luna”. Alcuni dei componenti si conoscono fin dai tempi delle medie, ma è solo nel 2015 che i ragazzi iniziano a suonare insieme.

7 – CORAGGIO – La band ha molto da insegnare in fatto di coraggio. Il disco è stato anticipato da una campagna di manifesti incentrata sugli insulti che il gruppo ha ricevuto sui social network: l’idea è nata proprio a dimostrazione del fatto che la band non si lascia influenzare dalle critiche, decidendo di renderle pubbliche proprio per denunciarne la futilità.

8 – FILM – Hanno talmente tanto seguito e confidenza con mezzi mediatici di ogni tipo che si sono prestati a essere soggetto di un documentario. L’altra novità importante è infatti “THIS IS MÅNESKIN”, il docu-film scritto dalla band, evento unico al cinema, passato su Sky Uno e poi su Sky Atlantic. Dal 26 ottobre è disponibile in esclusiva on demand su TIMVISION dove si potrà rivedere ogni volta che si vorrà. I Måneskin raccontano i Måneskin: un film a quattro voci e otto mani in cui i ragazzi, non ancora ventenni, si presentano, si rivelano, si mettono in scena per raccontare la propria personalità, tra esperienze, sogni, conflitti e la spasmodica voglia di esprimersi attraverso la musica per dimostrare chi sono. Hanno scelto di farlo in un periodo cruciale della loro ancora breve carriera, durante la genesi del primo disco d’inediti. Lontano dai riflettori ma al centro della pressione creativa delle aspettative che
il mondo della musica riversa su di loro: dalle selezioni di X Factor al primo tour, il documentario segue i componenti della band nelle fasi più delicate del lavoro creativo, mentre stringono in modo indissolubile i loro rapporti di amicizia.
9 – EQUILIBRIO  – Nonostante il successo improvviso, come dimostrano anche nelle riprese del film, i  Måneskin imparano a mantenere in equilibrio i ritmi professionali serrati e la vita da adolescenti, trovando il tempo anche per la famiglia e gli amici di sempre. Un reportage mai realizzato prima d’ora, con un montato unico nel suo genere che ripercorre la vita artistica dei Måneskin, per comprenderne le emozioni, le tensioni e il talento in modo inedito e sorprendente.

10 -TESTI – Il testo del brano “Immortale” racchiude la loro sete di invicibilità che piace tanto al pubblico. Recita: “Ho solo il piano A+ non ho un piano B. Passo mi fanno Cheese sai che non ho limiti G’s, questa roba non esiste in giro. Solo hits in biro ,ora aggiusto il tiro Sto puntando in cima, siamo missili: Segnati bene questi messaggi sono biblici Dagli sbagli che ho commesso nei miei momenti difficili ho imparato i segreti per essere invincibili”.

In “Niente da dire” invece si sente: Mi avete tappato la bocca, mi avete ostacolato, imprigionato,
mi avete tagliato la lingua. E forse è vero, forse avete ragione, sono vuota, senza contenuti. Sono solo forma e nessun contenuto. Forse è vero, io non ho niente da dire. Anche in questo brano ritorna il tema della libertà, intesa come libertà d’espressione che ciascuno di noi deve avere, senza farsi influenza dai giudizi altrui.


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