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Leisure - 17/01/2019

100 anni di Bauhaus, il mondo ricorda lo stile tedesco

Da Harvard alla Cina, tutta la cultura mondiale rende omaggio al movimento di Gropius che nacque esattamente un secolo fa in Germania.

C’è chi vede nel successo del design popolarissimo di Ikea i fondamentali dello stile Bauhaus. Larga fruizione, coincidenza e sintesi di applicazioni e influenze, design, funzionalità e arte che si incontrano al servizio dell’individuo. Cosa è stata la scuola di Bauhaus, nata 100 anni fa in Germania, per la precisione a Weimar, tutti tentano ancora di capirlo nel mondo.

Una rivoluzione senz’altro per il design e l’architettura. Walter Gropius, architetto, fondò la Bauhaus su principi umanistici. Nei suo scritti si legge: “Il nostro principio guida era che il design non è né un affare intellettuale né materiale, ma semplicemente una parte integrante della vita, necessaria per tutti in una società civile. La nostra concezione di tutto il design in relazione alla vita era diametralmente opposta a quella dell ‘”arte per l’arte “e la filosofia molto più pericolosa da cui scaturiva, il business come fine a se stesso”.

La scuola di architettura, arte e design della Germania operò a Weimar dal 1919 al 1925, a Dessau dal 1925 al 1932 e a Berlino dal 1932 al 1933. E nel 2019 ricorre, appunto, il suo centenario e tutto il mondo si prepara a celebrarlo.

BERLINO – All’Accademia d’arte di Berlino fino al 24 gennaio c’è il festival di apertura del Bauhaus di 100 anni che dà il via alle celebrazioni a livello nazionale. Concerti, installazioni, burattini e teatro diretto, danza e cinema, workshop e dimostrazioni di conferenze, giochi e feste: il programma offre numerosi eventi e formati per esperti e novizi del Bauhaus, che consentono la riscoperta degli splendidi testamenti storici del Bauhaus, così come i lasciti e gli stimoli di questa forma d’arte per il presente e il futuro.

La direttrice artistica del programma del festival è Bettina Wagner-Bergelt, che ha invitato numerosi artisti da tutto il mondo a Berlino per far rivivere lo spirito del Bauhaus nella tradizione di Oskar Schlemmer, Wassily Kandinsky, László Moholy-Nagy, Paul Klee e molti altri.

Orientato alla Bauhauswoche 1923 (Bauhaus Week 1923) ci sarà la stessa arte e tecnologia, luce, colore, suono e movimento e il rapporto tra l’uomo e la macchina che riecheggiava all’epoca della fondazione. In un solo vocabolo: sperimentazione con “Das totale Tanztheater” (Total Dance Theatre), ad esempio, in collaborazione con Filmtank e Artificial Rome, il coreografo Richard Siegal consente al pubblico e all’azione sul palco di fondersi l’uno con l’altro. Per programma e biglietti www.bauhausfestival.de.

ARCHIVIO – Torna d’interesse la location principale che raccoglie l’eredità dello stile Bauhaus. Il Bauhaus Archiv/Museo del Design si trova all’interno del Tiergarten di Berlino, in uno splendido edificio costruito su un progetto di Walter Gropius, fondatore del Bauhaus. L’esposizione comprende numerosi oggetti, alcuni dei quali molto noti, come la lampada Bauhaus e la sedia Wassily, oltre a 250 articoli di vario genere che furono progettati per la casa e l’ufficio. L’obiettivo del movimento Bauhaus – al quale fecero capo nomi illustri come Paul Klee, Wassily Kandinsky, Lyonel Feininger, Oskar Schlemmer e Lazlo Moholy-Nagy – era infatti quello di riuscire a combinare tutte le arti in un’unità ideale.

Tre anni di lavoro, 22,6 milioni di euro, una “topografia modernista”: questi sono i capisaldi del progetto di Weimar per il nuovo museo Bauhaus.

WEIMAR – Il 9 aprile 2019 aprirà il nuovo Bauhaus Museum di Weimar, progettato dall’architetto berlinese Heike Hanada.

In un cubo di cemento minimalista ci sono cinque livelli che convergono in spazi aperti a due piani. I visitatori possono accedere al museo da due lati. La facciata è caratterizzata da 24 pannelli stretti di vetro opaco e satinato. Fluttuano liberamente senza una cornice. Strisce luminose orizzontali intorno al corpo della struttura forniscono illuminazione nelle ore notturne.

Per 28 milioni di euro, in Sassonia, apre a settembre il museo Bauhaus. Per ospitare la collezione di Dessau, sono stati incaricati gli architetti spagnoli di addenda architects.

DESSAU – Il nuovo museo del centenario della Bauhaus è progettato dal barcelloneta Gonzaléz Hinz Zabala (addenda architects), si svilupperà su quasi 7mila mq che ospiteranno la grandissima collezione della Bauhaus Foundation della città. Nel nuovo museo, per la prima volta viene creato uno spazio adatto per mostrare pubblicamente la collezione con circa 49.000 opere catalogate, la seconda più grande collezione al mondo sul tema del Bauhaus. Il nuovo museo avrà uno spazio espositivo di 2.100 metri quadrati e una superficie utile totale di 3.500 metri quadrati. Apertura in programma l’8 settembre 2019.

HARVARDHarvard Art Museum, lo spazio collegato alla famosa Università nel Massachusetts negli Stati uniti, ha acquisito 32mila le opere catalogate nel database online, per approfondimenti gratuiti per tutti gli studiosi e interessati. Questa sezione virtuale è stata ideata da Robert Wiesenberger, curatore presso il museo, e si chiama “The Bauhaus Special Collection” contentente fotografie, tessuti, quadri, giornali e tanta arte.

Veduta dall’alto del nuovo museo in Cina che ospita la collezione Bauhaus. Il campus di Xiangshan è pieno di opere di architetti di fama internazionale. Wang Shu, il primo cinese vincitore del premio Pritzker, ha progettato il campus e la maggior parte degli edifici, mentre il Museo dell’artigianato di Kengo Kuma, inaugurato nel 2015, è sulla cima della collina di Xiangshan, nel nord del campus.

CINA – Ci sono invece 7mila pezzi Bauhaus acquistati nel 2010 dalla Cina che sono finalmente in mostra. Álvaro Siza e Carlos Castanheira hanno progettato il nuovo edificio museale nel campus del CAA (Chinese Academy of Art) a Hangzhou. Gli architetti incaricati hanno scritto: “Ci è stato conferito l’incarico per custodire la grande collezione. L’enorme campus era già quasi completamente occupato. C’era solo una zona ancora disponibile sul bordo sud-orientale, all’incrocio di due strade principali in questa area in espansione. La terra disponibile ha una forma triangolare, con le restrizioni progettuali di natura urbana e ambientale che definiscono l’impronta e il volume possibili dell’edificio”.

Foto d’apertura: Das Triadische Ballett © Wilfried Hösl

 



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