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Leisure - 06/10/2018

A Capodimonte a Napoli The big Hack, la tecnologia entra nella storia

Il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte Sylvain Bellenger dice a The Way Magazine: "Vogliamo digitalizzare le nostre collezioni".

The Big Hack nel salone delle feste al Museo e Real Bosco di Capodimonte è un’interferenza benefica della tecnologia contemporanea nella storia di uno dei più prestigiosi musei d’Italia. A Napoli il 6 e 7 ottobre c’è infatti un weekend di tecnologia e condivisione proprio per effetto di una maratona di programmazione per la promozione e diffusione delle competenze digitali.

The Big Hack HackNight@Museum è un evento gratuito che vede anche una sfida che coinvolge sviluppatori, maker, ingegneri, startupper per presentare applicazioni e progetti in diversi ambiti di varie tematiche ambiente, energia, soluzioni digitali per semplificare la vita di tutti.

Al museo di Capodimonte, statua, risalente al XIX secolo ispirata al neoclassicismo canoviano (foto di Maurizio De Costanzo per The Way Magazine)

La presentazione alla stampa di cui alleghiamo alcune foto è avvenuta il 4 ottobre nel “salone Camuccini” (trae nome dal pittore Vincenzo Camuccini)  del Museo di Capodimonte, con il direttore Sylvain Bellenger,  Valeria Fascione (assessore all’innovazione, Startup ed internazionalizzazione della regione Campania), Giorgio Ventre  (direttore Apple Academy, Università degli studi Federico II di Napoli),  Lorenzo Tagliavanti (presidente della Camera di Commercio di Roma) e Giovanni Lombardi (presidente dell’Advisory Board del Museo e Real Bosco di Capodimonte e referente per lo sviluppo digitale, fondatore del gruppo Tecno srl).

Oggi alle 12 partirà la sfida per le 9 Challenge. Diversi mentor supporteranno ed assisteranno i concorrenti per dare indirizzi e metodologie più opportune. Al termine della challenge ogni promotore sceglierà il team più rispondente ai requisiti.

Al museo di Capodimonte Giovanni Lombardi, presidente dell’Advisory Board del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Le CHALLENGE

  • Regione Campania in collaborazione con Almaviva – APP4ZES

Una App per conoscere le opportunità derivanti dalle aree ZES

  • Museo e Real Bosco di Capodimonte – Capodimonte Sync-MAP mappa interattiva per i visitatori
  • Cisco – Rethinking Interactive Cities

soluzioni di iterazione per cittadini e turisti

RFI – Train Map Localization Georeferenziazioe in tempo reale

  • TECNO – Energy&Control

App per monitorare criticità/consumi

 

  • Procter & Gamble – Virtual Assistants for P&G

sviluppo di assistente virtuale per la clientela

  • ENI – Gamify your driving experience with Enistation+

una app per stimolare consumi più intelligenti

  • WWF – Oasi WWF 2.0

una app per sensibilizzare comportamenti più responsabili

  • TIM – TIM@MUSEUM

Una app per fruire una guida ai contenuti e al patrimonio dei beni di un museo ottimizzanzo il percorso di visita

Valeria Fascione

Ogni team vincitore per ogni Challenge  avrà un premio e la possibilità di partecipare ad importanti eventi internazionali. La scorsa edizione 180 ragazzi hanno lavorato pe 30 ore consecutive nel Cellaio del Real Bosco di Capodimonte per far fronte alle 8 challenge, i finalisti hanno poi esposto le loro idee per i vari progetti concreti. Molti di loro hanno poi trovato sbocco nelle aziende.

HackNight@Museum – The Big Hack è un format registrato da Innova Camera, l’azienda Speciale della Camera di Commercio di Roma che organizza la “Maker Fair Rome –  The European Edition 4.0” e che al momento ha già 250 iscritti.

A margine della presentazione, abbiamo anche intervistato il direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Sylvain Bellenger che proprio sabato scorso ha ricevuto il “Premio Masaniello Napoletani Protagonisti XIII edizione”.

Valeria Fascione-Giovanni Lombardi – Sylvain Bellenger

Giorgio Ventre, direttore Apple Academy, Università degli studi Federico II di Napoli

Direttore, sono tangibili i cambiamenti di questo Museo e Parco,  ma c’è ancora un grosso gap per equiparare Napoli alle capitali europee?

Io sono qui dopo varie esperienze anche all’estero, per la verità venni qui quando ero veramente piccolo, successivamente sono tornato qui nel 1980 direttamente da Parigi con il treno. Fu una vacanza coivolgente, Napoli ha un popolo meraviglioso, ma ha una arte ed una storia che è impossibile trovare altrove, me ne innamorai e in quello stesso anno decisi di dedicarmi alla storia dell’arte. Anni più tardi tornai nuovamente a Napoli per studiare, ma in realtà ho studiato tanto anche la gente, i luoghi,  perchè è da li che si parte, con molta curiosità di capire gli altri. Ho visitato chiese, palazzi, mi sono immerso in questa città”.

E ha scoperto che..?

Napoli è una città molto aperta e questo le conferisce adattabilità, mutazioni continue da ciò che arriva da fuori, nonostante le forti radici. Da quando sono stato nominato direttore di questo posto unico, ho cercato di fare questo luogo un luogo di incontro, il parco rimarrà sempre gratuito proprio per questo. Adesso qui ci sono luoghi più curati, nuove panchine grazie all’adozione delle panchine stesse, in questo modo si avvicinano le persone. Ma qui ora ci sono anche spazi dove i ragazzi possono giocare al pallone, non certo nelle aree qui antistanti o in mezzo a piante uniche, poichè la gente sta imparando ad essere circondata dalla bellezza e a rispettarla.

Cosa le aspetta nell’immediato?

Il Museo ha una collezione che dobbiamo tra l’altro ancora digitalizzare, questa è ancora una grossa mancanza, il Parco invece è per tutti, per questo scopo contiamo anche di inserire un ristorante, farne un posto conviviale ma con rispetto. Io sono ottimista, sempre, sono sicuro che riusciremo a portare molto in alto questo grande luogo.  Da poco abbiamo ristrutturato la Capraia e ne sono molto fiero, il Centro studi alla Capraia è il primo tassello del grande campus culturale di Capodimonte, sempre più multidisciplinare che offre ai visitatori tutte le forme di arte e di architettura napoletana. La Capraia, è un obiettivo raggiunto dopo un anno esatto dal convegno internazionale Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte in un contesto mondiale (12, 13, 14 ottobre 2017) e sarà dedicata allo studio dell’arte e dell’architettura napoletana e all’incubazione e diffusione di un nuovo approccio di ricerca, che metta in risalto la storia culturale delle città portuali e la mobilità di opere d’arte, artisti, e tecniche. Benché focalizzato sulla città partenopea, la ricerca al Centro intende contribuire alla conoscenza delle dinamiche delle città portuali e di altri luoghi di interscambio culturale nel mondo, dall’antichità ai giorni nostri.

C’è anche interesse della Apple ad arrivare qui, giusto?

Come avete sentito dal direttore Giorgio Ventre, Capodimonte è il primo caso al mondo in cui la Apple entra in un museo e con la Federico II stipuleremo a breve una convenzione per l’attivazione di una scuola di specializzazione in digitalizzazione e nuove tecnologie per i beni culturali che nascerà nell’edificio Colletta del Real Bosco di Capodimonte. Il rilancio è forte ed è in atto ed i napoletani lo avvertono ed io sono fortunato perché qui, a differenza di altri luoghi, c’è la gente che ti abbraccia anche solo con uno sguardo. Qui ho dato tanto ma ho anche ricevuto tanto e tantissimo lo devo anche ai collaboratori professionali che ho trovato.

Testo e foto a cura di Maurizio De Costanzo

Immagine di apertura, da sinistra: Giovanni Lombardi-Lorenzo Tagliavanti-Giorgio Ventre-Silvain Bellenger-Valeria Fascione (foto di Maurizio De Costanzo alla presentazione dell’iniziativa al Museo di Capodimonte, Napoli).



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