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Leisure - 24/01/2017

A Palazzo Caracciolo a Napoli la fiaba del passato e la luce dei giovani artisti

Tre piani in stile neoclassico con interni finemente affrescati in stile pompeiano. La meraviglia del passato con esibizioni contemporanee.

Nel salotto aristocratico di Napoli, Riviera di Chiaia, l’antico Palazzo Caracciolo di San Teodoro apre i battenti al pubblico con una rassegna di concerti di giovani artisti, “Mezzogiorno a San Teodoro”. Sei eventi ideati dal Comitato Promotore del Palazzo composto degli imprenditori Giobby Greco, Giovanni Lombardi e Luigi Porcelli, sotto la direzione artistica di Maria Sbeglia.

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Palazzo Caracciolo San Teodoro, interni (foto: Valeria Califano)

LA STORIA – Il quartiere di Riviera di Chiaia, a ridosso dell’attuale lungomare Caracciolo, sorse a fine ‘700 per volontà di re Ferdinando IV di Borbone che fece istituire, in una zona all’epoca extra-moenia, la Real Villa (oggi Villa Comunale), progettata dall’architetto fiorentino Guglielmo Bechi. Subito dopo, gli antichi palazzi che vi si affacciavano furono acquistati da famiglie gentilizie e trasformati in altrettante lussuose residenze, come la famosa Villa Pignatelli. Ma già prima, agli inizi dell’800, il duca Carlo Caracciolo di San Teodoro, senatore del Regno delle Due Sicilie, vi acquisì tre edifici, affidando al Bechi l’incarico di trasformarli in un’ unica residenza di prestigio. Il Bechi, architetto, arredatore e decoratore di grande talento, realizzò un’autentica opera d’arte: tre piani in stile neoclassico di notevole valore artistico-architettonico, i cui interni sono finemente affrescati in stile pompeiano, secondo il gusto dell’epoca (era il periodo dei primi scavi archeologici a Pompei), ed elegantemente arredati in stile impero.

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Silvia Siravo, a sinistra, in posa con i musicisti del trio Zamuner e Sveva Ventre a Palazzo Caracciolo a Napoli (foto: Valeria Califano)

In questa fiabesca cornice d’altri tempi, giovani artisti – non solo locali – hanno modo di esprimersi e di far conoscere il proprio talento. Come il magnifico “Quintetto d’Arti”, che sabato 21 gennaio, si è esibito nello sfolgorante salone da ballo, in una mise-en-éspace che ha come tema conduttore l’Amore.

I cinque giovani talenti sono l’attrice Silvia Siravo, il trio Zamuner (i cugini Paolo, Emilia e Roberta, rispettivamente pianista, cantante e ballerina) e la giovane artista Sveva Ventre, che tra brani di Satie, Gershwin, Paolo Conte, Gino Paoli e Piazzolla e liriche di Trilussa, Shakespeare, Prévert, Benni ed il Canto dantesco di Paolo e Francesca, hanno saputo indagare con grazia, armonia, pathos e ironia i molteplici aspetti del sentimento più universale e celebrato in ogni epoca. Il tutto mentre la pittrice Ventre ultimava una delle sue opere sul tema. Il risultato è uno spettacolo coinvolgente ed emozionante, in cui ogni sensibilità può trovare interesse e divertimento.
Prossimi appuntamenti della rassegna saranno: “Duo Souvenir” per Chitarra e Mandolino ( Sabato 18 Febbraio); “Quartetto d’Archi” da Beethoven a Piazzolla (Sabato 18 Marzo); “Flabrum Duo” per Sassofono e Organo Elettrico (Giovedì 13 Aprile); “Concerto Jazz” (Sabato 13 Maggio).

Tutti gli appuntamenti sono fissati per mezzogiorno (eccetto quello del 13 Aprile alle 19) e preceduti da un aperitivo con degustazione di rustici e dolci della tradizione gastronomica partenopea e di pregiati vini. In questa occasione, si è avuto modo di gustare l’ottimo Aglianico di Irpinia DOC – annata 2015 – prodotto a Tufo (AV) dall’Azienda Agricola di Marzo S.S.
A chiusura rassegna è previsto, per venerdì 9 Giugno alle 19, un  oncerto dei finalisti della prima edizione del Premio San Teodoro, con relativa premiazione dei vincitori.

Testo e foto di: Davide D’Antonio – foto degli interni di: Valeria Califano

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