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Leisure - 21/01/2019

A Varese il senso dell’innovazione nell’arte di Barry X Ball

The End of History, chiude il1 0 febbraioa Villa Panza. La storia del grande artista di Pasadena, California, innamorato del Rinascimento italiano

La storia di Barry X Ball è la storia di un artista che dagli anni Ottanta a oggi ha sempre abbracciato la tecnologia e i nuovi media per inglobarli nella propria arte. “Se vivesse oggi Michelangelo, userebbe le stesse cose che uso io”, ha detto l’artista nato nel 1955 a Pasadena in California in una famiglia di protestanti fondamentalisti. L’arte italiana rinascimentale come formazione, nonnoo pastore evangelico e meccanico d’automobili che gli trasmette la fede nella tecnologia come via verso il progresso.

Nella primavera del 1977 si laurea al Pomona College di Claremont, dove avevano studiato prima di lui John Cage e James Turrell e dopo un breve soggiorno a Los Angeles, nell’aprile del 1978, si trasferisce a New York. Qui frequenta il gruppo dei pittori monocromi, pur non aderendo al loro movimento, conosce la rivista October, entra in contatto con le gallerie d’avanguardia e il Metropolitan Museum e coltiva da autodidatta le antiche tecniche medievali e rinascimentali di pittura, manifattura e lavorazione del legno. I molteplici stimoli e spunti dell’ampio contesto culturale newyorkese porranno le basi per lo sviluppo della sua ricerca.

Le sue prime opere, una serie di pannelli tridimensionali a fondo oro ispirati alle tavole due/quattrocentesche toscane, risalgono al 1982. In questo periodo incontra Giuseppe Panza di Biumo che ne diviene importante collezionista e sostenitore.

Qui l’artista Barry X Ball è in posa davanti alla sua opera Lucas Michael.

Nel 1984 compie il suo primo viaggio in Europa, in seguito al quale la sua ispirazione sarà costantemente rivolta ai maggiori capolavori dell’arte occidentale. Nel 1998 la sua produzione artistica conosce un’improvvisa e radicale evoluzione – non concettuale ma formale – in seguito alla quale Ball abbandona l’astrazione e volge verso il figurativo. La serie dei Portraits, ritratti di personaggi del mondo dell’arte, racconta diverse soggettività e differenti espressioni attraverso l’utilizzo di materiali inusuali nella pratica artistica contemporanea.

Affascinato dalle possibilità offerte dalle nuove tecnologie quali la creazione digitalizzata di modelli virtuali tridimensionali e il taglio della pietra per mezzo di robot a controllo numerico, è il primo artista a sperimentare e a perfezionare questi procedimenti. Malgrado l’utilizzo di tecnologie d’avanguardia, sia nella lavorazione dei marmi che in quella dei metalli preziosi, Ball dedica la massima attenzione alla finitura a mano delle sue sculture.

Nel 2008 giunge alla serie dei Masterpieces, sculture imponenti e preziose che reinterpretano le opere del passato: l’innovazione concettuale e tecnologica, che rivisita in chiave contemporanea i capolavori della storia, spinge alle estreme conseguenze il concetto tradizionale di storia dell’arte.

Alcune delle opere di Barry X Ball esposte a Varese.

CONFERENZE – L’ultimo appuntamento convegnistico prima della fine della mostra a Villa Panza a Varese (chiude il 10 febbraio) è il 30 gennaio 2019 (ore 19 Villa e Collezione Panza (Salone Impero), Varese Appropriation Art, pratica artistica contemporanea) con Laura Mattioli, storica dell’arte e co-curatrice della mostra personale di Barry X Ball The End of History, chiude il ciclo di incontri. A partire dalla serie scultorea Masterpieces di Barry X Ball, la studiosa proporrà una riflessione sulla storia dell’arte, sul dialogo tra presente e passato, tra tradizione e tecnologia, tra universalità della bellezza e novità dell’invenzione.

Barry X Ball, “The Art Of History” fino al 10 febbraio 2019
Villa Panza , sede FAI Fondo Ambiente Italiano Piazzale Litta 1, a Varese



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