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Leisure - 06/12/2018

Alessandro Alo Casini: “L’amore è una cose seria, da cantare con leggerezza”

Sa stare al gioco e ha già scritto il brano per la reunion (immaginaria) di Paola e Chiara. Il cantautore ligure uscirà con un album nel 2019.

Parlerà d’amore facendo riflettere il primo album di Alessandro Alo Casini. Il giovane cantautore ligure, che ha esordito alle auditions di X Factor 2018 con il pezzo “Uomini che amano le donne”, è stato protagonista a ottobre di un vero exploit inaspettato. Il brano che non lo ha fatto entrare nel talent show di Sky (Fedez non l’ha preso), l’ha fatto però entrare nel gradimento del pubblico, circa 300mila persone hanno visto e apprezzato il relativo video su YouTube.

Alo è molto serio e impegnato sulla sua carriera musicale, e questo sicuramente non sarà un episodio. Si tratta però di un inizio diverso dagli altri, sopratutto di un esordio che ha squarciato un velo e per questo lo abbiamo incontrato per farcene parlare.

‘Uomini che amano le donne e odiano gli uomini che vanno con gli uomini ma vanno con gli uomini che si sentono donne e ingannano le donne che amano gli uomini”. A 25 anni è toccato a lui affrontare una questione che non è una novità, che però si può raccontare con leggerezza.

Come ti è venuto in mente?

Uomini che amano le donne è un invito a vivere più liberamente la propria sessualità. L’ho scritto in un periodo dove le cose non andavano a gonfie vele; in quel momento ho trovato l’ispirazione e ho preso la decisione di sedermi alla scrivania e scrivere di cose più personali, sfogare questa tensione che provavo. Non appena caricai una story su Instagram con 15 secondi di ritornello, le persone cominciarono a reagire molto positivamente. Così mi sono detto che poteva essere qualcosa di forte.

Quando hai iniziato a interessarti di musica?

Da piccolissimo, a 7 anni, sulle note dei successi in rotazione su Mtv: Anastacia, Christina Aguilera e Britney Spears, Craig David e Justin Timberlake. A 12 anni ho fatto esperienza in una compagnia di teatro amatoriale, ho girato un po’ l’Italia in bus come corpo di ballo e cantante nei musical. Mi sono poi trasferito a Bologna dove ho avviato il progetto solista.

Come è stato registrato il tuo primo singolo?

Il brano è stato scritto, arrangiato e prodotto inizialmente da me. Dopo mi sono avvalso della collaborazione di Andrea Rubino e del noto rapper Deda.

Il tuo nome da dove arriva?

Mi sono sempre chiamato artisticamente, Alo solo che entrando a X Factor ho dovuto usare il mio vero nome Alessandro Casini. Mi piacciono entrambi, devo dire.

Se pensi a come sei arrivato a X Factor, cosa ti viene in mente ora che sembra tutto lontano?

Ho fatto i pre-casting cantando ‘Uomini Che Amano Le Donne’ e un’altra canzone in inglese e poi alle audition abbiamo scelto quella in italiano. Mi immaginavo altri numeri sinceramente, non ero pronto per il boom. Quando è andata in onda la puntata, dopo una settimana ho visto che andava forte, le persone se la scambiavano via messaggio, è arrivata a superare le 260mila views in tre settimane.

E quindi avete fatto il video?

Sì, registrato a tempo record all’Enterprise Hotel di Milano. La verità è che siccome ho registrato le puntate in estate, quando il mio passaggio è stata trasmesso, ho messo online la versione audio e lyric video, siccome non mi aspettavo il successo della canzone, non avevo un video pronto. Poi la grafica che mi ha seguito mi ha spinto a farlo in poco tempo. Per fortuna avevo Megan Stancanelli che fa la videomaker e la Costumeria Lariulà. Avevo conosciuto un coreografo su Instagram, Nicolò Ballerini. Gli ho chiesto: ce li hai i ballerini, facciamo le prove subito? E assieme abbiamo montato la coreaografia. Cyprien, un amico stilista, ha fatto i costumi, la sceneggiatura del video l’ho scritta io, i costumi li ho scelti io per gran parte.

A che mondo pensavi per questo esordio, a chi ti ispiravi?

Volevo molto ironia ma molto pensata, una trama ironica che potesse non appesantire quello che volevo dire. So suonare la tastiera e da lì inizio a comporre i miei pezzi, la produzione basilare, la faccio io a Milano, poi altri passaggi arrivano e aggiungo l’apporto di musicisti e produttori.

Le intenzioni della canzone sono state rispettate?

Racconto dei tabù, l’intenzione non era di fare un brano di denuncia, anche se io ovviamente ho avuto delle esperienze con uomini che non vivevano apertamente la loro sessualità ed era una cosa che mi dava fastidio, pensavo che se ne dovesse parlare apertamente. Ora che ho 25 anni e ho scritto la canzone qualche mese fa mi sono messo il cuore in pace.

Sai che queste cose possono provocare anche reazioni nel pubblico?

Infatti è successo. Mi hanno mandato un sacco di messaggi. Mi hanno scritto delle loro storie, alcune cose me le sarei anche risparmiate, a essere sincero! Ma le confessioni sono positive, creano legami. Mi hanno raccontato tutte le storie estive con uomini sposati.

Perché secondo te sei entrato nei favori del pubblico?

Non è stata una questione di coraggio, quando sono stato a X Factor ho semplicemente raccontato la mia storia, non ho trattenuto nulla, volevo far passare un messaggio sicuramente. Il pop americano il mio punto di riferimento, la scrittura non si ispira a qualcuno, avevo bisogno di dire cose in maniera chiara e pulita, non ci sono tanti fronzoli, è molto diretto il testo, articolato in frasi semplici ma che esprimono molto.

Stai pensando a un album?

Il disco ci sarà, le tematiche e l’album sono definite e probabilmente uscirà a inizio 2019. Ci sono altri argomenti che toccano in maniera leggera dei temi, l’amore che supera le barriere, l’amore universale. Cercando di raccontare l’amore in una maniera ironica e originale.

La tua idea sui talent show è cambiata, visto che uno lo hai sfiorato?

Direi che è andata bene così. A X Factor tra gli addetti ai lavori, ho vissuto una bella esperienza, hanno visto in me il lato ironico sin da subito e lo hanno esaltato. Subito mi hanno detto cosa interessava di me. Ci siamo stati subito simpatici, è un gioco di strategia, anche se non ho capito fino in fondo quale fosse il mio punto a favore. Devo riflettere su cosa so fare meglio degli altri, ancora adesso.

Parli di cose attuali nelle tue canzoni. Ti piace l’epoca che stiamo vivendo?

Sì mi piace, vivo una dimensione molto tranquilla, mi piace andre a ballare, andare alle serate, credo sia un momento florido per la comunicazione e l’intrattenimento in Italia. Ci si può contaminare, fare ricerche, cercare le novità, leggere di tutto.

Oltre alla tua carriera hai anche una mission per il futuro: riunire Paola e Chiara!

Ma quella è un’ambizione decisamente legata alla mia carriera! Ho un obiettivo, riportarle assieme anche se mi sembra che Chiara si opponga a tutti i costi. Ma sai che figata nel 2018 Takagi e Ketra che producono un loro pezzo? Il momento è ora, si riuniscono le Spice Girls e loro no? Io vorrei fare un duetto con loro, anzi lo annuncio: si chiama Fare l’amore, ce l’ho già scritto, è tutto pronto. Basta solo la reunion.

 



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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