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Leisure - 29/04/2019

Anthropocene spiegato al mondo: film e documenti sulla nostra epoca

L'uomo ha iniziato a modificare la natura. Da quando, e come, lo scopriamo nella mostra super-tecnologica al MAST di Bologna da metà maggio. Le foto memorabili di Edward Burtynsky.

Antropocene è un termine coniato negli anni ottanta dal biologo Eugene F. Stoermer divenuto celebre perché nel 2000 fu adottato dal Premio Nobel per la chimica Paul Crutzen nel libro Benvenuti nell’Antropocene. Si riferisce comunemente all’epoca geologica attuale, quel momento storico che dura da qualche millennio, ovvero quello riferito alla capacità dell’uomo di cambiare lo spazio che abita.

La Fondazione Mast a Bologna presenta in anteprima europea la mostra multidisciplinare che indaga l’impatto dell’uomo sul pianeta attraverso le straordinarie immagini del fotografo di fama mondiale Edward Burtynsky, i filmati dei registi pluripremiati Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, installazioni di realtà aumentata e il film sul progetto.

 

La mostra è curata da Urs Stahel, curatore della PhotoGallery e della collezione MAST, Sophie Hackett, curatrice della fotografia dell’Art Gallery of Ontario di Toronto e da Andrea Kunard, curatrice del Canadian Photography Institute della National Gallery of Canada.

 

Il progetto Anthropocene è un’esplorazione multimediale che documenta l’indelebile impronta umana sulla terra: dalle barriere frangiflutti edificate sul 60% delle coste cinesi alle ciclopiche macchine costruite in Germania, dalle psichedeliche miniere di potassio nei monti Urali in Russia alla devastazione della Grande barriera corallina australiana, dalle surreali vasche di evaporazione del litio nel Deserto di Atacama alle cave di marmo di Carrara e ad una delle più grandi discariche del mondo a Dandora, in Kenya. Il progetto ha debuttato in Canada a settembre 2018 con il film “Anthropocene: The Human Epoch” proiettato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival e con la mostra allestita in contemporanea all’Art Gallery of Ontario di Toronto e alla National Gallery of Canada di Ottawa –  organizzata in partnership con la Fondazione MAST – e arriva per la prima volta in Europa, al MAST dal 16 maggio al 22 settembre.

 

La mostra si compone di: 

.35 fotografie di Edward Burtynsky che illustrano temi quali l’estrazione delle risorse naturali, le deforestazioni, le grandi infrastrutture di trasporto, il cambiamento climatico, le discariche e l’inquinamento. EDWARD BURTYNSKY è uno dei fotografi internazionali più noti. Le sue fotografie di siti industriali si trovano nelle collezioni di oltre sessanta musei tra cui la National Gallery of Canada, il Museum of Modern Art e il Guggenheim Museum di New York, il Reina Sofia Museum di Madrid, la Tate Modern di Londra e la Contea di Los Angeles Museo dell’Arte in California. Le distinzioni di Burtynsky includono il primo premio TED nel 2005, che ha condiviso con Bono e Robert Fischell; i premi del Governatore Generale in Arti visive e dei media; Il premio Outreach ai Rencontres d’Arles; il premio Roloff Beny Book; e il premio Rogers Best Canadian Film. Nel 2018 è stato nominato Master of Photography di Foto London e Patrocinatore della pace del Mosaic Institute. Più recentemente è stato premiato con il 2019 Arts & Letters Award presso l’Associazione canadese di New York, l’annuale Maple Leaf Ball. Attualmente detiene otto lauree ad honorem.

.quattro enormi murales ad alta risoluzione, realizzati utilizzando tecnologie fotografiche all’avanguardia, che offrono esperienze di visione sorprendenti e consentono agli spettatori di esaminare nei più minuti dettagli la complessità delle incursioni umane sulla Terra. I murales sono arricchiti da filmati di Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier, che consentono ai visitatori di vivere un’esperienza immersiva, esplorando in dettaglio i singoli scenari rappresentativi delle teorie dell’Antropocene.

.videoinstallazioni di Baichwal e  de Pencier, che favoriscono la comprensione della portata e dell’impatto del fenomeno con tecniche di ripresa all’avanguardia e forniscono una esperienza diretta del dominio dell’uomo sul pianeta.

.tre installazioni di realtà aumentata che come avviene per i murales sono accessibili tramite AVARA, la App gratuita per smartphone e tablet: composte da migliaia di immagini fisse e assemblate attraverso un processo chiamato fotogrammetria, ogni installazione di realtà aumentata porterà il visitatore a vivere un’esperienza immersiva grazie ad un’immagine 3D a grandezza quasi naturale.

. il premiato film “ANTHROPOCENE: The Human Epoch”, codiretto dai tre artisti che testimonia con un approccio esperienziale un momento critico nella storia geologica del pianeta, proponendo una provocatoria e indimenticabile esperienza dell’impatto e della portata della nostra specie. La voce narrante è del premio oscar Alicia Vikander. Il film sarà distribuito in Italia a settembre da Fondazione Culturale Stensen e Valmyn.

. un percorso didattico interattivo, corredato da attività dedicate sia all’infanzia sia all’adolescenza con – MAST Dialogues on Anthropocene – ricco programma di eventi culturali, letture, tavole rotonde, proiezioni.



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