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Leisure - 15/12/2018

Apre M9, il museo senza oggetti tutto in digitale a Venezia

Il Novecento celebrato in un museo che è vanto per Venezia e l'Italia. La recente apertura e il progetto architettonico

M9, il grande Museo multimediale del ’900 al centro del nuovo distretto di rigenerazione urbana che affianca l’innovazione culturale e tecnologica al retail, all’intrattenimento e ai servizi, ha inaugurato a Venezia Mestre sabato 1 dicembre 2018.

Si tratta di un museo senza opere ma con servizi di interazione digitale che mirano a far scoprire il secolo cruciale per la storia del nostro Paese a un pubblico di ogni parte del mondo.
La cerimonia di apertura si è svolta al terzo piano del Museo con il benvenuto del Presidente della Fondazione di Venezia Giampietro Brunello, alla presenza del Presidente del Senato della Repubblica Maria Elisabetta Alberti Casellati, del Ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli, del Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, di Cristiano Corazzari, Assessore al territorio, cultura e sicurezza della Regione Veneto, e del Mons. Carlos Alberto De Pinho Moreira Azevedo, Delegato del Pontificio Consiglio della Cultura. Valerio Zingarelli, amministratore felegato Polymnia Venezia, e il direttore M9 Marco Biscione, ha detto:  “M9 è un museo speciale che cambierà continuamente, un luogo di vita, un abilitatore d’impresa, una città intelligente.Inaugurare un museo è come lanciare un sasso in uno stagno: le onde si propagano nel tempo. M9 sarà una realtà in continua trasformazione per rispondere e mantenere fede alla sua missione”.

STORIA – Nel 2010 Fondazione di Venezia lancia il concorso internazionale per la progettazione di M9 e chiede a sei prestigiosi studi europei di concepire un intervento sostenibile, affinché M9 possa diventare un caso esemplare.

Lo studio Sauerbruch Hutton, noto per la sostenibilità dei criteri progettuali, propone per M9 soluzioni strutturali e impiantistiche all’avanguardia per ridurre il fabbisogno energetico.
Grazie a queste scelte, all’idea di proporre un edificio dalla volumetria integrata con l’impianto urbano della città e all’intuizione di disegnare nuovi spazi pubblici e accessi per una piena permeabilità dell’area, lo studio berlinese vince il concorso, aggiudicandosi il progetto.

M9 sarà uno dei primi distretti italiani a ottenere la certificazione di sostenibilità ambientale ed energetica LEED Gold (Leadership in Energy and Environmental Design).

L’edificio principale è caratterizzato da una forma compatta e l’accostamento di superfici chiuse e vetrate ne esalta il colore, usato come strumento di modifica percettiva dello spazio.

Tutte le percorrenze, nell’area di M9, sono state concepite come un’unica superficie pavimentata in pietra trachite, permettendo così ai passanti e ai visitatori di muoversi in uno spazio privo di interruzioni.
La corte interna dell’ex convento cinquecentesco è dotata di una copertura che risponde alla nuova funzione pubblica e commerciale, trasformando lo spazio in un luogo di sosta e condivisione adatto anche a ospitare grandi eventi.



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