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Leisure - 19/03/2018

Baustelle al nuovo disco. “Ma sono pezzi facili”

In un tempo di 12 mesi il gruppo toscano esce con un nuovo disco. Scritto durante il tour che nell’ultimo anno li ha portati in giro per l’Italia,

In un tempo di 12 mesi i Baustelle ci deliziano con ben due dischi. Per la prima volta nella storia della loro vita musicale i musicisti toscani si avventurano in un Volume 2, continuando a raccontare d’amore e di violenza.

Scritto durante il tour che nell’ultimo anno li ha portati in giro per l’Italia, “L’amore e la violenza vol.2 – Dodici nuovi pezzi facili” stringe l’inquadratura del suo predecessore portando in primo piano il racconto amoroso. Se quelle de L’amore e la violenza erano canzoni d’amore in tempi di guerra, storie di un’era bellicosa e senza scampo che spera l’amore, quelli di questo vol. 2 sono, per fare il verso a un film capolavoro con Jack Nicholson del 1970, 12 pezzi facili che esplorano in modo specifico il campo d’azione centrale dell’intera storia della musica leggera italiana: quello della pura love song.

L’amore e la violenza vol. 2 è allora anche una sfida degli autori con sé stessi nel cercare un modo proprio, originale e lontano dal canone, di dire l’amore abbracciando il pop, affrontando il terreno classico della canzone d’amore in modo personale pur giocando linguisticamente, musicalmente e idealmente con i suoi strumenti tradizionali.

Quello di queste dodici canzoni è un amore romantico nel senso primigenio del termine: amore che vuole essere vissuto e sceglie di esistere sapendo di consumarsi, amore che dura una notte o che, in una notte, all’improvviso, se ne va, amore che con violenza ci cambia e ci annulla che è poi lo stesso amore che ci esalta, ci fa desiderare e ci fa sperare.

L’amore e la violenza vol.2 è una raccolta di racconti a tema amoroso ambientati nel tempo della maturità: un mix di storie capaci di tratteggiare lo scenario interiore e quotidiano della vita sentimentale adulta nella contemporaneità.

Da Federico Fiumani a Harry Nilsson, dalle strutture pop beatlesiane a-la-Hello Goodbye fino alla classicità di Patty Pravo che pare dividere una session con i Blur: un altro capitolo, insomma, per cui vale la definizione di ‘oscenamente pop’ in cui dalla California si arriva al dancefloor della Bussola di Viareggio dei primi anni ’70.



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