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Leisure - 21/07/2019

Cervino CineMountain, il festival del cinema più alto d’Europa

Il Cervino CineMountain, il festival del cinema di montagna più alto d’Europa, si prepara ad alzare il sipario sulla XXII edizione.

Annunciate le 68 pellicole selezionate, tra le quali 29 (24) anteprime, per 33 ore di proiezioni in quasi 10 giorni. Protagonista la montagna a 360 gradi ma anche tematiche sociali, ambientali e culturali. E poi gli ospiti e i top events quotidiani.

Dal 3 all’11 agosto, Cervinia e Valtournenche, ma anche Antey, Chamois e Torgnon, si trasformano in palcoscenico trasportandoci nei territori dell’avventura e dell’immaginazione.

 

 

TEMI – Le vette come metafora di difficoltà, di grandi ostacoli da affrontare, ma anche di sfide e limiti da superare, territori impervi che plasmano le vite e la cultura dei popoli che le abitano, e il cambiamento climatico che ne riduce gli spazi, ne cambia il profilo fino a rendere impossibile la sopravvivenza di uomini e animali. Queste altre storie sono le protagoniste delle 68 pellicole selezionate alla XXII edizione del Cervino CineMountain, il festival del cinema di montagna più alto d’Europa, in programma dal 3 all’11 agosto a Cervinia e Valtournenche. Tra le novità di quest’anno la formula itinerante, che porterà le proiezioni anche nelle vicine Antey, Chamois e Torgnon, sempre nella suggestiva cornice del Cervino.

Le pellicole selezionate sono suddivise in 4 categorie: i film vincitori dei festival del circuito dell’International Alliance for Mountain Film e che concorrono per il Grand Prix des Festivals – Conseil de la Vallée; il Concorso Internazionale, film italiani e stranieri che affrontano il tema della montagna nelle varie sfumature; la sezione CineMountain Kids, una selezione di cortometraggi d’animazione per i più giovani; i film Fuori Concorso.

 

In programma 10 giorni e 33 ore di proiezioni, con 24 anteprime – tra italiane, internazionali e mondiali – e gli eventi quotidiani, matinée e serate con grandi ospiti dell’alpinismo, della cultura, dello sport, del cinema: tra questi Piero Chiambretti, Beppe Gandolfo e tanti ex giocatori dell’epoca – Antonio Comi, Claudio Sala, Enrico Annoni, Pasquale Bruno – per raccontare il Grande Torino, Erri de Luca e Nives Meroi e le loro “montagne del silenzio”, gli alpinisti Hervé Barmasse, Fausto de Stefani e Luca Albrisi, che insieme al nivologo Michele Freppaz, e alla biologa marina Maria Sole Bianco analizzeranno cause e conseguenze del rapido cambiamento climatico. E ancora la Luna, protagonista della nuova immagine del Festival, sarà al centro della serata finale, uno spettacolo tra scienza e arte il divulgatore scientifico Andrea Bernagozzi e la sand art di Massimo Ottoni.

Non mancherà il grande alpinismo nei volti e nelle parole di Kurt Diemberger e di Tarcisio Bellò, sopravvissuto ad una valanga che lo ha travolto insieme ad altri 4 italiani, a 5300 metri di altezza, nel distretto di Ghizer, in Pakistan, lo scorso giugno.



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