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Leisure - 08/11/2018

Daniele Barsotti: “Ecco come tengo accesi i sogni e l’arte”

Il cantante ci parla della sua musica e di "Niente", il brano nato nell'orbita di Musicamia.

Daniele Barsotti è una voce emergente nel panorama pop itaiano. La sua popolarità televisiva è legata ad apparizioni sul network TV2000 e su alcune partecipazioni a concorsi canori. Festival di Solarolo (2002), le tappe di X Factor Ancona, Roma e Milano (2005 – 2008), la semifinale di Castrocaro a Napoli (2010) la finale di AreaSanremo (2016). Da quando è entrato nell’orbita di Musicamia, la realtà indie di nuovi cantanti, ha pubblicato il video e singolo di “Niente”.

Sappiamo che hai cominciato a cantare bambino nel coro della Parrocchia. Crescendo quale è stato il tuo rapporto con la musica? Cantavi anche sotto la doccia?

Il mio rapporto con la musica è sempre stato molto intimo, mi ha sempre aiutato a superare momenti difficili e mi ha accompagnato nei momenti belli. Lei, la musica, mi porta oltre il pianeta terra. Non sempre “canto” sotto la doccia; a volte mi fermo ad ascoltare il suono dell’acqua che canta al posto mio (sorride, n.d.r.)

Nel film dove si racconta la tua storia devi scegliere la colonna sonora, quali musiche accompagneranno i fotogrammi?

Mi affascinano i suoni della natura e quasi sicuramente sceglierei “Forest Garden” di Pachelbel o le note del pianoforte di Chopin con “Spring Waltz” e “River Flows in you” di Yiruma

 

Immagina di dover fare un volo low-cost con solo bagaglio a mano: cosa porti con te?

Biancheria intima, asciugamano, bagnoschiuma, spazzolino, dentifricio, filo interdentale, infradito, un jeans, una maglietta e una felpa (ride, n.d.r.) scherzo… porterei tutti i miei sogni, quelli che mi accompagnano ogni giorno per farli volare con me e sperare che avvicinandosi al cielo sia più facile realizzarli.

In che modo trovi la concentrazione per lavorare ai tuoi nuovi progetti?

Arriva da sola, all’improvviso, se la cerco non arriva. Può essere che la concentrazione arrivi in macchina mentre guido, in una sala di attesa, in un bagno; la solitudine genuina aiuta a trovare la concentrazione per dare l’input al progetto, ma per portare avanti il tutto occorre contare su di uno staff che parla la tua lingua: è essenziale.

C’è posto ancora nella tua vita per i sogni?

Certamente, mi rendono la vita più attiva, molti sogni si sono già realizzati e altri si realizzeranno…bisogna avere pazienza. Se si spengono i sogni, si spegne anche l’Arte.

 

Con la tua musica ti rivolgi ad un pubblico in particolare o non ti poni il problema?

No, non mi rivolgo a un pubblico in particolare. Spero che riesca ad emozionare tutti: donne, uomini, poveri, ricchi, dal bambino all’adulto, dal ragazzo all’anziano, dalle persone diversamente abili a chi ha problemi psichici; vorrei che la mia musica portasse positività e qualora ce ne fosse bisogno, fosse terapeutica.

 

 

 



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