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Leisure

Leisure - 04/12/2017

Ecco perché la street art ci salverà dal grigio di città

Il talk dal vivo OI DIALOGOI di The Way Magazine torna il 12 gennaio 2018 alla Rovereto House di Milano con Emilio Isgrò.

La street art è un patrimonio collettivo territoriale che va tutelato, perché essa stessa tutela noi. Questo il cuore del dibattito che si è tenuto la settimana scorsa alla Rovereto House & Lab di Milano, per il tezo appuntamento di Oi Dialogoi, il momento di incontro tra artisti e pubblico organizzato da The Way Magazine nello spazio polifunzionale di NoLo, nord di Loreto, il quartiere dei creativi.

Questa volta si sono confrontate le esperienze di due street artist molto popolari, Pao e Pablo Pinxit, che a vario titolo hanno lavorato a progetti che da NoLo sono diventati famosi grazie ai social media in tutto il territorio nazionale. Ma, come ha sottolineato il curatore Christian Gangitano, sono valsi anche da esempio per altre realtà metropolitane che a NoLo ora guardano come esempio virtuoso di sede per arte urbana inclusiva. Gangitano ha detto: “Non si va sui muri che sono disegnati e quindi l’arte sui muri è anche un modo per prevenire fenomeni di degrado. Come abbiamo fatto all’anfiteatro Martesana il naviglio riconosciuto come parco orizzontale tra i più importanti della Lombardia, che vuol dire che si sviluppa in lungo. Sui panettoni a terra decorati tempo fa da Pao abbiamo concentrato l’operazione Save The Penguin, finanziata tra pubblico e privato, che ha rinvigorito i colori appassiti e coinvolto anche i ragazzi che frequentano il parco giochi lì vicino. Abbiamo così dimostrato la capacità dell’arte semplice e aperta di poter dialogare con i giovani”.

Pablo Pinxit, coetaneo di Keith Haring, ha vissuto a Berlino la divulgazione della pop art e della street art. Quando è tornato in Italia ha trovato invece il fiore come icona del suo lavoro, come si evince dal murales che ha realizzato come opera site specific lungo i muri vicino gli orti di via Padova. “Si pensa al luogo in cui si va, non si porta un’idea autoreferenziale, ma un’attenzione al territorio e alle persone che lo abitano“, dice l’artista. Tant’è vero che prima di realizzare opera sui muri di arte pubblica, si realizza un rendering da sottoporre alle autorità: “In questo caso il rendering non solo è piaciuto, ma è stato superato in bellezza dall’opera finale che ha un risultato sorprendente“, dice Gangitano che ha coordinato l’operazione.

Allo street art talk organizzato da The Way Magazine, il momento delle domande dal pubblico. Da sinistra il curatore Christian Gangitano di Atelier Spazio Expo, Christian D'Antonio di The Way Magazine, gli artisti Pao e Pablo Pinxit.

Allo street art talk organizzato da The Way Magazine, il momento delle domande dal pubblico. Da sinistra il curatore Christian Gangitano direttore artistico di Comunicarearte – Atelier Spazio XPO, Christian D’Antonio di The Way Magazine, gli artisti Pao e Pablo Pinxit.

Il sud America fin dai tempi del surrealismo del Novecento di Roberto Sebastian Matta aveva intercettato la strada come luogo d’eccezione. “Ho cominciato con inchiostri e spruzzini – dice Pablo – sempre legato all’idea dell’arte urbana politica che c’è in latinamerica, con centinaia di metri dipinti con grafie perfette, cose che in passato non erano permesse ma tollerate”.

L’incontro Street Art Talk è stato anche un modo per analizzare progetti che stanno facendo epoca. Come l’intervento di Pao alla stazione Garibaldi di Milano con l’installazione dedicata a Mary Poppins, un’opera anamorfosi che fa “volare” sui tetti di Londrai passanti con un effetto 3D realizzato solo con bidimensionalità, senza digitale. La collaborazione fra WEC – World Entertainment Company, produttore di “Mary Poppins il musical” e Pao nasce nell’ottica di proporre una forma alternativa di promozione dell’evento teatrale del 2018, la prima produzione italiana del musical originariamente prodotto da Disney Theatrical Productions e Cameron Mackintosh.

Pablo Pinxit ha invece illustrato il murales sul Neapolitan Power e Pino Daniele realizzato sui muri di Oliveto Citra in Campania. Presto, la sua arte adornerà invece il deposito-rimessa dell’Atm ai confini di NoLo, a nord di via Padova. E sempre per la via più multietnica della città, Gangitano ha proiettato in anteprima le immagini di come potrebbe cambiare il tunnel che divide il percorso della strada, attualmente abbandonato. “Potrebbe diventare la prima galleria d’arte italiana sotto il tracciato ferroviario”, ha detto il curatore.

Prossimo appuntamento del ciclo Oi Dialogoi con Emilio Isgrò, uno dei più famosi artisti contemporanei nel mondo, noto per il linguaggio artistico della “cancellatura”.

Oi Dialogoi di The Way Magazine torna il 12 gennaio 2018 alla Rovereto House & Lab di via Rovereto 10, Milano. Ingresso libero.

Foto della gallery: Alberto Dello Iacono per The Way Magazine.

Francesco D'Agostino
Figlio degli anni 90, spinta digital-social di The Way, si è fatto le ossa nel patinato mondo di To Be Magazine. Per scoprire che il dandy elegant che stava impersonando necessitava di una vetrina all’altezza anche sul web. Senza cercare altrove, se l’è creata da solo. Mette passione solo in quello che gli interessa veramente. Al resto nemmeno ci pensa. Grafica, biz obsession e una giusta dose di involontaria leadership lo proiettano sempre al minuto dopo.
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