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Leisure - 11/06/2018

Ecco perché Senigallia è la città della fotografia

Ora c'è la mostra di Doisneau. Ma ci sono state le esperienze del Gruppo Misa e Aristide Salvalai. Una tradizione unica in Italia.

La presenza di un gruppo storico di fotografi e della Tipografia Marchigiana in città ha reso Senigallia una città votata alla fotografia nel Novecento.

Non Roma, non Milano, ma questa cittadina in provincia di Ancona è stata ed è tuttora la sede di importanti percorsi identitari e progettuali della fotografia. Tanto che la Regione Marche ha iniziato a promuovere la location come “città della fotografia”.

Oggi c’è la mostra a palazzo del Duca,  “Robert Doisneau: le Temps Retrouvé”, dedicata al celebre fotografo francese, pioniere della fotografia di strada e del reportage. Ma nel recente passato c’è stato molto di più.

Giuseppe Cavalli nel secondo dopoguerra a Senigallia fondò il Gruppo Misa, che raccoglieva alcuni tra i più influenti fotografi dell’epoca come Adriano Malfagia, Silvio Pellegrini, Bice de’ Nobili, Mario Giacomelli, Riccardo Gambelli. Da ogni parte d’Italia arrivavano i colleghi Vincenzo Balocchi, Paolo Bocci, Piergiorgio Branzi e Lisa Ricasoli da Firenze, Bruno Bulzacchi da Vicenza, Luciano Ferri da Alessandria, Francesco Giovannini e Giulio Parmiani da Bologna, Giuseppe Moder e Bruno Simoncelli da Pescara.

Qui in tempi recenti è stato catalaogato il corpus produttivo del maestro Mario Giacomelli, su progetto congiunto Regione Marche-Comune, attraverso la storica struttura della Mediateca delle Marche, nel 2003. Negli spazi del Palazzo Del Duca e della Rocca Roveresca, sono stati ospitati i grandi maestri contemporanei Nino Migliori, Ara Guler, Leo Matiz, Contemporaneamente le Istituzioni cittadine hanno promosso progetti inediti, solo due esempi ”Graffiature i paesaggi di Tullio Pericoli e Mario Giacomelli” e più recentemente “La Realtà Ingannata opere di Ferroni-Giacomelli-Salvalai” .

Ci sono ancora oggi molti laboratori organizzati in collaborazione con i fotografi delle varie associazioni locali e nazionali. E i centri di turismo locali hanno organizzato percorsi che toccano le location dove la fotografia è nata, è stata discussa, è stata teorizzata.



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