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Leisure

Leisure - 25/01/2018

Emma: “Sono felice perché in musica faccio di testa mia”

La cantante ha presentato a Milano il suo nuovo disco Essere Qui. "Sono pazza, vado contro il mercato perché amo la musica".

Libera e senza regole proprio come dice nel primo singolo L’Isola, che ha destabilizzato molto del suo pubblico (pur totalizzando ancora 2,3 milioni di views). La nuova Emma si muove tra quello che è stato l’electro-pop del lancio e un disco dove canta diversamente, ma rientra nei suoi territori più canonici. Si chiama “ESSERE QUI”, il sesto album di inediti della cantante pugliese, prodotto insieme a Luca Mattioni e in uscita su etichetta Universal Music.

Ce ne ha fatto assaggiare dei pezzi anche dal vivo e l’intensità e la maestria dei musicisti che ha scelto la valorizzano, non c’è dubbio. Uno su cui puntare è sicuramente il pezzo “Le ragazze come me”, che arriva al punto giusto (la star ha 33 anni) per diventare l’inno generazionale pensato e non sbarazzino.

Da sempre riconosciuta come emblema del nuovo pop italiano al femminile che si ribella ai generi (ha portato blues e funk al suo pubblico televisivo), ora Emma ha il bisogno di farci sapere che il disco nuovo l’ha partorito in tutto: “Sono molto pignola in studio, mi offro completamente alla causa e mi piace molto il fatto che i musicisti mi abbiano trattata alla loro stregua. Siamo tutti innamorati della musica”.

E tutte le scelte, dice, le ha prese in libertà: “Devo riconoscere che i miei discografici e produttori mi hanno concesso tutta la libertà e mi supportano. Sono molto felice delle scelte che ho preso e rifarei tutto fin qui!”.

EMMA_DSCF1987_foto di Kat Irlin

Tra l’ultimo disco e questo c’è stata in mezzo tanta tv fatta a protagonista nelle sfide di Amici. E non sembra procurarle rimpianti: “Questa distinzione tra musica e tv c’è solo in Italia. Voglio fare tutto quello che sento e non mi voglio limitare, tutte le epserienze mi hanno portato a fare quello che sono oggi”.

A oltre due anni di distanza dall’ultimo album di inediti “Adesso”, Emma torna più evoluta, matura e consapevole in undici tracce che definisce “unite dal fil rouge della passione per la musica. Me l’ha detto per prima mia madre che mi ha generata, anche se non è una discografica: questa volta canti diversamente. E aveva ragione”.

Emma-Cover-FINAL-ESSERE QUI

Talmente diversa che Emma ha confessato di aver fatto del mutamento un mantra della lavorazione dell’album: “L’ho cambiato tante volte, di alcuni brani il produttore mi ha fatto pure 25 versioni. Una dimostrazione di amore, ma io ci tengo molto a raggiungere gli obiettivi”.

“Effetto domino” è un altro passaggio del disco che verrà sicuramente evidenziato nelle scelte future: “Il sesso raccontato al massimo della sua accezione positiva e con un filo di ironia. Se a volte complica le relazioni, molto spesso invece le rende migliori”.

 

Il disco è stato suonato da grandi musicisti come Paul Turner, Enrico “Ninja” Matta, Lorenzo Poli, Luca Mattioni, Adriano Viterbini e Andrea Rigonat e mixato e registrato presso le Officine Meccaniche di Milano da Matt Howe. Inoltre autori di notevole personalità come Davide Petrella, Davide Simonetta, Gianni Pollex e Federica Abbate hanno per la prima volta lavorato insieme ad Emma, oltre alla squadrea dei fedelissimi (Giuliano Sangiorgi e Giovanni Caccamo per primi).

EMMA_DSCF1998_foto di Kat Irlin

CAMBIAMENTO – “Adesso è come se avessi imparato a respirare, mi sono presa il mio respiro. Non ho fatto un disco per dimostrare, ma per mostrare. Le cose bisogna farle con tempi e conoscenza giusta. La gavetta di un certo livello l’ho fatta, anche se non mi sento arrivata. In studio voglio fare musica con presa diretta e musicisti reali. Io questo mestiere comunque continuo a farlo per andare sul palco, è lì che mi piace essere e mi sento a mio agio”.

EMMA_DSCF1989_foto di Kat Irlin

NUOVI PEZZI – “Ogni traccia mi rappresenta, c’è una parte di me, non riesco a dissociarmi da quello che canto, anche solo per una parola deve esserci una rappresentazione di me quando scelgo le canzoni. I musicisti che hanno suonato con me l’hanno fatto in libertà. Perché, un bassista funk non può suonare in un disco pop? Tra di noi non abbiamo i paletti che ci mettono all’esterno. Fra di noi ci si annusa e poi arrivano le cose naturalmente. Non avendo mai chiuso me stessa in un genere, ho avuto molta stima. Paul Turner alla chitarra ha sentito i provini e la mia voce e ha partecipato con grande piacere”.

Fotoservizio di Kat Irlin.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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