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Leisure

Leisure - 21/09/2018

Gabriele Zago, il suo Madagascar esposto a “Le trame dell’anima”

zèro carats | madagascar, 2018 è ispirato da un recente viaggio dell'artista in terra d'Africa. Suggestioni forti in mostra in Germania.

Il progetto zéro carats | madagascar, 2018 dell’artista Gabriele Zago (di cui vi avevamo già parlato qui prima che la stagione delle premiazioni lo incoronasse) sta facendo il giro del mondo mietendo sempre più consensi.
In queste immagini vi mostriamo foto della stampa digitale su alluminio specchio dorato posta su cavalletto in ferro (misure 40x30x180 cm) del nuovo allestimento dell’artista.  Ora è in mostra in Germania, per la prima volta, con “LE TRAME DELL’ANIMA / SOUL’S TEXTURES” che si tiene a Bad Hersfeld, fino al 5 novembre.
“Corpi acerbi si muovono con entusiasmo tra le acque dei fiumi, si tuffano e si immergono. Affannati ed esausti sono ormai privi di forza. Si illudono scambiando un bagliore intravisto sott’acqua per un tesoro, affondano le loro mani nella vana speranza di trovare ciò che potrebbe aiutarli ad affrontare un nuovo giorno. Si tuffano e si immergono un’altra volta e poi ancora fino a svuotarsi e a perdere colore
Un mondo pieno di suggestioni e leggerezze estetiche che comunque riesce a trasmettere, benché nell’essenzialità cromatica, un pathos e forte coinvolgimento.
“Questo progetto –  racconta Zago a The Way Magazine – trae origine da un mio recente viaggio in alcune zone remote del Madagascar, dove piccoli corsi d’acqua, ruscelli e pozze facevano da sfondo a sciami di donne e bambini immersi in acqua intenti a cercare ciò che gli avrebbe garantito una minima sussistenza: un piccolo frammento d’oro, un labile bagliore, una piccola speranza. Sono i cercatori d’oro costretti a vivere la loro intera esistenza sulle rive di sterili corsi di acqua e fango. La spensieratezza dell’infanzia non trova posto all’interno di questi piccoli corpi immersi, che lentamente si “svuotano” della loro essenza”.
Immagini di corpi “svuotati” di colore blu, simbolo di purezza e spiritualità per il popolo africano, si delineano compatte su uno superficie dorata e riflettente, simbolo di lusso ma anche scenario ineluttabile della loro intera giovinezza. La riflettanza dello sfondo ci costringe, specchiandoci, a fare inevitabilmente parte di questa realtà. Semplici spettatori o complici?
LA COLLETTIVA

Con il loro quotidiano operato, con l’esercizio ripetuto e mai concluso, agli artisti è dato il compito di lasciar fluire e propagare quel di più chiamato da molti Anima. Lo stesso di più che ha reso altro da sé della semplice argilla divenuta Uomo, che diverrà altro ancora nelle trame di quella tessitura precisata vita. Un continuo cammino che ci porta ad incontrare il nostro sentire. Un camminare che ci conduce dall’interno verso l’esterno del nostro corpo e viceversa, da quel buio che trascina con se il silenzio fino alla luce, senza escludere i passaggi chiaroscurali, i temporali ed i cieli tersi.

Una luce che non ha forma, che non ha colore, che, seppur trasparente, trasfonde di luminescenza il nostro Io.

Una luce rincorsa che molti chiamano conoscenza, Una luce privata che altri chiamano anima.

Un’anima che gli artisti dilatano nella materia trasformandola in opera autonoma affinché essa stessa possa proseguire, da sola, il suo cammino nella vita.

Giorno dopo giorno.

Quotidianamente l’artista trasferisce, varcando il confine della propria pelle, parti di se in un nuovo lavoro, attingendo alla propria visione della vita, al proprio vissuto al proprio dentro. Un impalpabile dentro racchiuso nel nero del corpo. Sentimenti tessuti in quell’arazzo chiamato anima.

Le tessiture dell’anima sono l’alfabeto della creatività artistica attraverso cui il genere umano semina, nutre e tramanda l’esperienza emozionale del suo viaggio esistenziale ben consapevole che al termine di un filo qualsiasi si possano incontrare i bordi del telaio, incontrare il confine, incontrare la fine.

Con la mostra LE TRAME DELL’ANIMA 

Studiodieci | no for profit | citygalleri | vc chiede ai suoi artisti di entrare nella propria anima segreta e di sradicare da essa, dalle sue trame, una storia da raccontare, un sottile pensiero da inserire nella materia.

Carla Crosio 

per StudioDieci | no for profit | citygallery | vc



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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