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Leisure - 09/03/2019

Giulia Mutti: “La mia musica per ricordarci delle cose belle”

Ha scelto donne positive e messaggi importanti per realizzare "Le Favorite". E i suoi video svelano le bellezze d'Italia.

Lo spunto per il titolo l’ha preso dal film “La Favorita“, una storia costruita attorno a tre figure femminili che ha corso per l’ultimo premio Oscar (Olivia Colman ha vinto come Migliore Attrice). Giulia Mutti, artista toscana di Pietrasanta, arrivata a 25 anni a concorrere per Sanremo Giovani quest’anno, esce questa settimana con un tributo in musica alle sue icone femminili, un EP dal titolo “Le Favorite” che contiene 4 cover e l’inedito “Acciaio”.

Ha grandi ambizioni Giulia per questo 2019, un anno che si preannuncia ricco di impegni, con singoli nuovi e date dal vivo e il sostegno forte della sua etichetta BMG, sintomo del valore potenziale che il suo progetto musicale suscita anche negli addetti ai lavori. La cantautrice sta anche facendo una consapevole opera di divulgazione di luoghi di bellezza italica. Il video di “Acciaio” è stato girato con un ensemble di archi presso Arkad, una fondazione senza fini di lucro, nata nel 2002 a Seravezza, in provincia di Lucca. Alto il valore simbolico anche di questa scelta, che fa onore a un’artista così giovane e già così sensibile alle istanze delle altre arti: ad Arkad si è creato un centro interculturale destinato a favorire i progetti artistici, aiutare gli scultori nella realizzazione di opere d’arte, promuovere e diffondere la cultura, in modo particolare le arti plastiche, e organizzare la formazione professionale e l’accoglienza degli artisti. Lo spazio della Fondazione è ospitato all’interno delle strutture dello Studio ARTCO, nella storica segheria di marmo adiacente al Palazzo Mediceo di Seravezza, situato fra le Alpi Apuane e la pianura della Versilia.

ALMENO TRE” brano che l’ha vista in concorso a Sanremo Giovani 2019, è accompagnato da un video girato a Genova, in un luogo molto suggestivo: I Musei di Strada Nuova, Palazzo Rosso. Sullo sfondo uno scenario maestoso e bellissimo come il senso di rivincita che la canzone vuole esprimere.

Il progetto de “LE FAVORITE” esce l’8 marzo, giornata in cui si celebrano le donne, spesso protagoniste delle canzoni di tutto il mondo.

La storia del film che mi ha colpito – ci racconta – è al femminile, gli uomini sono relegati a comparse. Molto difficile fare squadra tra donne, vero…ma ci sono donne che ci riescono. Ovviamente credo che la giornata dell’8 marzo potesse essere il momento migliore per me per fare un omaggio alla coerenza delle artiste che ho richiamato in musica. Sono figure che hanno mantenuto la loro credibilità nel tempo, in un modo diverso fra loro“.

Per alcuni versi l’EP non contiene scelte scontate. La prima traccia del progetto è uscita a febbraio quando in tempi record, l’artista ha creato una bellissima cover piano, quartetto d’archi e voce, omaggiando “Mi sento bene”, il brano di Arisa presentato al Festival di Sanremo. “Ha spiazzato anche me perché appena ascotlata, tra le donne che erano al Festival mi ha davvero colpito, e lancia anche un messaggio positivo una cosa a cui sono molto affezionata. La spaccatura tra lento e veloce è molto interessante, c’è una differenza a livello di tempo e di scrittura nello stesso brano, molto inusuale. Un buono stimolo”.

Dopo Arisa la seconda uscita è stata dedicata a Nada con “Senza un perché”. “Un’artista che mi piace tantissimo, come si esprime e come canta la sua vita”, dice Giulia che è accostata alla grande icona della musica italiana, non solo su una comunanza ‘geografica’. “Non so perché molti mi hanno detto che spesso la ricordo e la canzone che ho scelto non era una delle più conosciute ma è tornata alla ribalta dopo l’inclusione nella colonna sonora di ‘the Young Pope'”.

Poi, in ‘Le Favorite’ arriva Carmen Consoli con “Contessa Miseria”: cosa c’è della prima Consoli nella nuova Giulia Mutti? “Vorrei avere qualcosa che aveva lei quando è venuta fuori. Fu una ventata particolare di energia nuova, a livello di scrittura e canto ci vuole questa cifra stilistica che non va nella conformazione, che si distingue dagli altri”.

Se l’è scelte tutte ribelli non c’è che dire. “Ma anche belle per ricordarci che siamo circondati da cose e stimoli artistici pieni di bellezza in Italia”, precisa. Pensate alla Gianna Nannini di “Notti senza Cuore”. “Lei è stata molto coerente fin dai suoi esordi,  – dice Giulia – nel rock femminile italiano è emblematica. La scelta è stata dura, perché il repertorio è vasto. Fabrizio Barbacci il mio produttore all’epoca, nel 1998 aveva arrangiato questo pezzo e me l’ha fatto scoprire”.

Delle sue influenze musicali Giulia parla come se avesse avuto due vite: “Sono cresciuta ascoltando i grandi cantautori, Tenco, Dalla e Battisti e ho deciso di ascoltarli da sola. Poi ho ascoltato tanta musica a livello internazionale, meno legati ai testi e privilegiando come sviluppare la melodia. La prima cosa che ti ascolti è la melodia, Patti Smith, Bruce Springsteen e Beatles e Stones. Ora ci sono cose che mi piacciono anche contemporanee come Florence And The Machine, Alice Merton e Lady Gaga, tutti personaggi retti da un grande lavoro autoriale”.

Quando le chiediamo di descrivere se stessa, dopo aver descritto le sue influenze, ci dice: “Sono una a cui piace la semplicità ma anche la particolarità. Le scelte stilistiche sono sempre derivate da questo connubio, se mi dovessi raccontare direi semplice ma particolare”.

Il video di “Acciaio” vede Giulia Mutti al piano e gli archi che l’accompagnano ripresi nella fondazione Arkad a Savarezza, in provincia di Lucca.

A chiudere “LE FAVORITE” vol. 1° arriva un nuovo capitolo, “Acciaio”, un inedito della stessa artista.

“Acciaio è una presa di coscienza che ti arriva in faccia come uno schiaffo. Nasce da una situazione di insofferenza e si trasforma in coraggio. Coraggio di affrontare una realtà scomoda, perché ora ne hai la forza. Puoi ascoltare chi hai di fronte perché nessuno potrà mai più ferirti ora che hai imparato a perdonare te stessa”.

 



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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