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Leisure

Leisure - 12/12/2018

Gli uomini fragili di Franko B da Antonio Marras

Nella poetica dell'artista diventa centrale il corpo, come strumento per esplorare i temi dell'individualità, della politica, della resistenza, d

Franko B, nato a Milano nel 1960, si trasferisce a Londra nel 1979, e studia Belle Arti al Camberwell College of Arts dal 1986 al 1987, al Chelsea College of Art dal 1987 al 1990 e al Byam Shaw School of Art dal 1990 al 1991. Si integra sin da subito nella scena anarco-punk di Londra, esibendosi nei night club. Le sue opere sin dagli esordi suscitano interesse a livello internazionale, tanto da essere ospitate in numerose istituzioni in tutto il mondo, tra cui la Tate Modern, la Tate Britain, la Tate Liverpool, la ICA, il Palais des Beaux-Arts in Belgio, L’Ex Teresa a Città del Messico, il PAC di Milano, la RU ARTS di Mosca, e molte altre.

Da oggi è possibile ammirare un ciclo di sculture realizzate qualche anno fa, in esposizione presso Nonostante Marras, lo spazio dedicato all’arte a Milano di Antonio Marras, stilista sardo di fama mondiale.

Inaugura infatti mercoledì 12 dicembre 2018, alle ore 19.00, negli spazi di Nonostante Marras, la mostra di Franko B, Lost boys e altre storie, a cura di Francesca Alfano Miglietti, aperta al pubblico fino al 31 gennaio 2019.

In mostra Ragazzi perduti (2018), circa un centinaio di statuine in ceramica colorate di varie dimensioni e forme della serie Ongoing series of ceramic works, elaborati dall’artista, noto soprattutto per la sua attività di performer pioneristico.

“Attraverso le opere di Franko B, per mezzo dell’utilizzo della ceramica, si delinea il suo fare come un cacciatore di bellezza, della sua ribellione a colpi di bellezza,
Queste opere ci ricordano una frase di Deleuze e Guattari che in Millepiani scrivono che la scrittura è qualcosa che “non si può vedere senza toccarla con la mente, senza che la mente divenga un dito, sia pure attraverso l’occhio”. Dal testo critico di Francesca Alfano Miglietti.

Ancora una volta nella poetica dell’artista diventa centrale il corpo, come strumento per esplorare i temi dell’individualità, della politica, della resistenza, della sofferenza e soprattutto della vulnerabilità umana.

Come afferma la curatrice, “ognuna di queste piccole sculture di Franko è come un taglio del caos: un faccia a faccia che ci costringe a sentirci noi stessi fragili e custodi della fragilità di queste sue ultime sculture.”

La vita e il lavoro di Franko B si situano infatti tra isolamento e seduzione, benevolenza e confronto, sofferenza ed erotismo, punk e poesia, spaziando dal disegno all’illustrazione, dalla scultura al ricamo, all’atto performativo.

Le sue opere sono inoltre presenti in prestigiose istituzioni private e pubbliche, tra cui la collezione permanente della Tate Modern e del V&A Museum e la collezione permanente della città di Milano. Sul suo lavoro sono state pubblicate tre monografie, la più recente delle quali è I Still Love. Attualmente è professore di Scultura all’Accademia di Belle Arti di Torino. Franko B è conosciuto per le sue lunghe e provocatorie performance, in cui si concentra sulla vulnerabilità dell’uomo attraverso lo spargimento del proprio sangue. Attraverso questa tecnica, ha più volte risposto a questioni come l’oppressione, il dogmatismo, l’abuso e l’esibizione di sé stessi.

Mostra: FRANKO B, Lost boys e altre storie

A cura di: Francesca Alfano Miglietti

Sede: NONOSTANTE MARRAS, via Cola di Rienzo 8, 20144 Milano

Opening: 12 dicembre 2018, ore 19.00

Apertura al pubblico: 12 dicembre 2018 – 31 gennaio 2019

Ingresso: gratuito



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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