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Leisure - 10/10/2017

I costumi del Teatro alla Scala sono degli incantesimi

In quattro sale di Palazzo Reale a Milano, 80 anni di storia del costume e dell'artigianalità del teatro più famoso del mondo.

Il costume di scena è uno dei componenti della magia del teatro, ancora di più se si tratta del Teatro alla Scala, il gioiello dell’opera e della classica che Milano custodisce e valorizza. Incantesimi – I costumi del Teatro alla Scala dagli anni Trenta a oggi è il titolo della suggestiva mostra a Palazzo Reale che raccoglie 24 straordinari costumi, esposti nelle sale degli Arazzi di Palazzo Reale, selezionati e restaurati tra i numerosi abiti di scena custoditi nei magazzini del Teatro alla Scala. La mostra, curata da Vittoria Crespi Morbio (storica della scenografia teatrale ed esperta dei rapporti tra arti figurative e teatro musicale), e il restauro sono promossi dall’Associazione Amici della Scala che celebra i 40 anni di attività, proseguendo nell’impegno di valorizzazione del patrimonio storico scaligero.incantesimi teatro alla scala the way magazine (1)

Ci siamo persi nell’ammirare i dettagli che gli artigiani nell’ultimo secolo hanno realizzato per adornare attori, comparse, cori e cantanti lirici. Anche se invisibili dai palchi, queste minuzie sono degli autentici capolavori che hanno accarezzato i corpi di Maria Callas, Renata Tebaldi, Carla Fracci o Rudolf Nureyef, autentiche leggende del balletto e della lirica.

L’Italia ha anche un’ulteriore particolarità nel panorama mondiale: il Regietheater tedesco, la facoltà di rimaneggiare l’opera a seconda del volere del regista, si è affermato molto tardi rispetto alle altre nazioni. E quindi anche i costumi di scena riflettono queste scelte, con stili non univoci ma a volte sintesi di varie influenze fantasiose che anche dagli anni 90 ad oggi hanno creato dei veri caleidoscopi estetici che qui si possono ammirare da vicino.

I costumi esposti si devono alle firme più celebri nella storia del teatro. Caramba, mago della Scala negli anni di Toscanini; Franco Zeffirelli, uomo di spettacolo tout court; Anna Anni, attenta e poetica indagatrice delle epoche storiche; i premi Oscar Piero Tosi, Gabriella Pescucci e Franca Squarciapino; Pier Luigi Pizzi, artefice di fasti barocchi; Gianni Versace, con le sue creazioni per Robert Wilson, sono solo alcuni dei nomi che in teatro hanno goduto della libertà di osare, sperimentando forme e materie nuove che solo la realtà immaginifica del palcoscenico rende possibili.

In quattro sezioni tematiche la mostra celebra la storia e l’identità del Teatro, dagli anni Trenta fino ai nostri giorni. Ogni costume rimanda alla creazione di storici spettacoli per la regia di Visconti, Strehler, Ronconi, Wilson, Carsen e molti altri. Ad indossarli, divi quali Callas, Tebaldi, Fracci, Nureyev.

La mostra offre una passeggiata nella storia del costume attraverso l’evoluzione del gusto e dello stile, tagli, tessuti e creatività dei più grandi costumisti e il lavoro delle maestranze scaligere.

Incantesimi - I costumi del Teatro alla Scala dagli anni Trenta a oggi è la mostra a Palazzo Reale a Milano. Fino al 28 gennaio 2018.

Incantesimi – I costumi del Teatro alla Scala dagli anni Trenta a oggi è la mostra a Palazzo Reale a Milano. Fino al 28 gennaio 2018.

Magnifico e imponente l’allestimento firmato da Anusc Castiglioni,  Luca Scarzella, Massimo Zanelli, che evoca un palcoscenico di teatro che si estende per 4 sale, con la sfilata dei costumi illuminati come se abitassero la scena. Sullo sfondo le immagini dei grandi interpreti, in un gioco raffinato di proiezioni.

Il restauro e la valorizzazione di gran parte dei costumi esposti sono stati affidati all’“Atelier Brancato”.

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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