Magazine - Fine Living People
Leisure

Leisure - 28/12/2018

I depositi di Capodimonte, tesori veri

Capolavori etnici, 1220 opere antiche, porcellane e arazzi. Nella innovativa mostra a Napoli tutti i dimenticati gioielli dell'arte da ammirare.

Universi chiusi, sotterranei polverosi, custodi impenetrabili pieni di tesori nascosti e ignorati, i depositi dei musei sono un mito associato, nell’immaginario collettivo. C’è da dire che il deposito di un museo moderno è il risultato di una selezione fatta dai direttori e dai curatori, che riflette lo stato della storia dell’arte in un dato periodo. A tutto questo il Museo di Capodimonte a Napoli vuol dare il suo contributo e far vedere come si può riportare la luce nei depositi.
La mostra Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere, (fino al 15 maggio 2019) organizzata dal museo insieme alla casa editrice Electa, ha fatto uscire dai 5 depositi di Capodimonte, identificati come Palazzotto, Deposito 131, Deposito 85, Farnesiano e GDS (Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, 1220 opere. Sono dipinti, sculture e oggetti, circa il 20% del totale delle opere contenute nei depositi di Capodimonte.
Il ciclo voluto dal management del museo napoletano sta organizzando anche una nuova esposizione,
C’era una volta Napoli. Storia di una grande bellezza (14 giugno 2019 – 15 Aprile 2020) che dimostrerà, con 1000 oggetti, che oltre ad essere ricerca storica, una mostra è anche uno spettacolo e la storia sempre una fiction.
Alla metà degli anni Novanta del Novecento, sono stati identificati ed esposti a Capodimonte una parte degli oggetti d’arte rari e preziosi di collezione farnese provenienti dalla “Galleria delle cose rare”, una sorta di camera delle meraviglie attigua alla Galleria Ducale di Parma. Le preziose suppellettili, giunte a Napoli con Elisabetta Farnese formarono la Wunderkammer (oggi in parte ricomposta) del “Real Museo Farnesiano di Capodimonte”, meta obbligata degli illustri viaggiatori del Grand Tour, tra cui Winckel
mann (1758), Fragonard (1761), il Marchese de Sade (1776), Canova (1780) e Goethe (1787) che lasciarono testimonianze scritte della loro visita. Nonostante la vastità dello spazio espositivo, 15.000 mq organizzati in 126 sale, anche il Museo di Capodimonte conserva parte della sua collezione in
5 grandi e medi depositi.

I piatti di pietra Serpentina.

Morte di Vittoria Colonna, museo di Capodimonte, Napoli.

STORIA DEI DEPOSITI – Nel secondo dopoguerra, con un decreto del maggio del 1949, venne sancita la definitiva destinazione della Reggia di Capodimonte a Museo e tre anni dopo si diede avvio al progetto di risistemazione ad opera del Soprintendente Bruno Molajoli (1949-1959), coadiuvato dall’architetto
Ezio De Felice. Ai depositi si è attinto per la sezione dell’ Ottocento privato, a cura di Serena Mormone
e Linda Martino, di oltre duecento opere d’arte tra dipinti, sculture, oggetti d’arredo, tessuti e tendaggi in grado di ricreare la dimensione intima di un appartamento privato di corte.
Un contributo fondamentale per la progressiva, e relativamente recente, rivalutazione della produzione artistica del XIX secolo, che andrebbe approfondita anche nell’aspetto della produzione artistica pubblica e istituzionale, sottolineando come l’Ottocento napoletano abbia occupato la scena internazionale a Parigi o in America.

APPUNTAMENTI Sabato 29, domenica 30 dicembre e lunedì 31 dicembre 2018 Imma Molino e Gianluca Puccio, storici dell’arte dei Servizi Educativi del Museo condurranno i visitatori alla scoperta della mostra Depositi di Capodimonte. Storie ancora da scrivere (21 dicembre 2018 – 15 maggio 2019), da poco inaugurata.

Allestita nelle sale del secondo piano del Museo, la mostra presenta al pubblico ben 1220 opere tra dipinti, sculture, arazzi, porcellane, armi e oggetti di arti decorative provenienti unicamente dai cinque depositi di Capodimonte (Palazzotto, Deposito 131, Deposito 85, Farnesiano e Gabinetto dei Disegni e delle Stampe) e rappresentanti circa il 20 per cento del totale delle opere in essi contenute, opere che raccontano il ruolo e la storia stessa del Museo tra scelte espositive imposte dai dettami del gusto, dalla natura delle sue collezioni o dallo stato conservativo delle opere.



Leisure - 21/11/2018

L’inafferrabile Banksy catturato in museo (ma lui dissente)

Visto 8 anni fa in una collettiva sulla street art al Superstudio, Banksy appariva abbastanza innoqu [...]

Leisure - 09/08/2018

“Africa Passions” in Portogallo arriva l’arte che dà speranza

L'Africa, una volta considerata distante e misteriosa, è ora un calice di speranza, diventando "il [...]

Society - 18/02/2019

Ai Laureus 2019 vincono Djokovic, Simone Biles, la Nazionale francese di calcio, Osaka e Woods

Il n. 1 del tennis Novak Djokovic, la ginnasta da record Simone Biles, la leggenda del golf Tiger Wo [...]

Top