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Leisure

Leisure - 04/03/2018

I Piccaia, arte di padre in figlio da ammirare al Maec

Alla galleria del centro di Milano due magnifici esponenti del Novecento italiano che fanno ancora arte. La fanno assieme. E nella stessa famiglia.

Un tributo a un padre e a un figlio che nell’arte sono uniti in questa unica esposizione. Si tratta di Matteo e Giorgio Piccaia esposti presso la Galleria Milan Art & Events Center nella mostra appena partita, I segni di Piccaia, mostra inserita nel palinsesto Novecento Italiano del Comune di Milano.

In esposizione dipinti e disegni del Maestro Matteo Piccaia, di cui si festeggiano i 95 anni, in dialogo con le opere del figlio Giorgio, che insieme tanto hanno contribuito ad arricchire il panorama artistico e culturale del ventesimo secolo.

Scriveva Carlo Munari: Nelle opere di Matteo Piccaia l’immagine si avvale di ampi tagli che sommuovono lo spazio in una varietà di soluzioni prospettiche che gli ritolgono peso e lo definiscono come sede idonea per accogliere i fantasmi della fantasia. A far vibrare l’immagine a livello emozionale, è la luce, è cioè quella luminosità diffusa che s’innerva nel tessuto cromatico e che ora si distende uniforme, ora si addensa in un iter mutevole nel rispetto delle esigenze del racconto visivo.”

E ancora Dino Buzzati negli anni’70: Matteo Piccaia può essere definito un neo-figurativo emblematico […] Piccaia ama la luce, i colori vivaci, le atmosfere gaie. È un pittore che ha una grande fertilità di immaginazione”.

Scrive di lui Claudio Bonvecchio Giorgio Piccaia è diretto, conciso, tagliente e a questo stile impronta, senza esitazione, il suo lavoro, la sua ricerca: ad un tempo semplice, profonda, raffinata. E porta sino al fondo la sua ispirazione. Va sino in fondo perché vuole misurarsi con ciò che è “al fondo”. Anzi, vuole misurarsi con i “fondamentali”. Come mostrano le forme quadrate e tonde, che rimandano al cielo (i tondi) e alla terra (i quadrati). Perché cielo e terra sono il palcoscenico, ancestrale, dove Piccaia incide o traccia l’essenza delle cose. Sono gli sfondi naturali, dove ogni rappresentato è un simbolo e il simbolo si innerva nel rappresentato. Le presenze, nelle sue opere, sono altamente stilizzate, sino al punto – estremo – di apparire strutture archetipiche del profondo.”

Giorgio Piccaia al Maec di Milano via Lupetta, 3 (foto: The Way Magazine)

Giorgio Piccaia al Maec di Milano via Lupetta, 3 (foto: The Way Magazine)

Completano la mostra riviste, libri, fotografie e documenti d’epoca.

Matteo Piccaia nasce nel 1923 a S. Donà di Piave. Lascia presto il Veneto per trasferirsi in Piemonte prima, e poi in Francia e in Svizzera, dove frequenta le scuole d’arte e poi gli ambienti artistici di avanguardia. È stato tra i fondatori della sede di Ginevra della Società di pittori, scultori e architetti svizzeri. Membro di numerose Accademie, ha partecipato a mostre collettive e personali in diverse città di Europa. Sue opere sono presenti in Musei italiani e svizzeri e in collezioni private sia europee sia americane. Di lui hanno scritto, tra gli altri, Dino Buzzati, Carlo Munari, Arnaldo Verri, Domenico Cara.

maec piccaio

Giorgio Piccaia (in foto d’apertura di Christian D’Antonio – The Way Magazine) nasce nel 1955 a Ginevra. Frequenta sin da piccolo con il padre Matteo l’ambiente artistico di Ginevra e di Milano. Studia architettura al Politecnico di Milano, è allievo di Corrado Levi.  A Milano realizza performance e happening. Fonda nel 1981 con amici poeti, attori, pittori e registi il giornale artistico Anastasia. Tra il 1975 e il 1982 studia in Polonia e in Italia con Jerzy Grotowski, grande drammaturgo del teatro contemporaneo. Oggi lavora tra Agrate Conturbia e Camaiore. Sue opere sono presenti in importanti collezioni private. Nel 2016 presenta a Milano, presso la Galleria MA-EC, Milan Art & Events Center la mostra personale Piccaia in Kaleido, che riscuote numerosi apprezzamenti da parte del pubblico e dei critici, con diverse uscite anche su riviste e siti web specializzati, tra cui Il Sole 24 Ore, Artribune e ArtsLife. Nel 2017 Roma e Ginevra e nel 2018 la Svezia hanno ospitato sue mostre.



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