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Leisure - 09/02/2019

Il Festival di Sanremo ha il primo vincitore: Motta con Nada

La serata dei duetti ha incoronato il re degli indie e la madre di tutti gli "alternativi", così come deciso dalla giuria di qualità.

Dall’attesa di sintonizzarsi all’evento televisivo più atteso dell’anno, siamo già arrivati alla quarta serata del Festival. Ascolti di sera in sera sempre leggermente in calo, confermano che la kermesse targata Paolo Bonolis resta imbattuta.
I cantanti nella puntata in cui si esibiscono in duetto, sembrano tutti più rilassati. L’unione fa la forza, si sa, e due ugole invece di una, portano maggiore potenza. In più, vale sempre il detto dei nostri padri latini ‘repetita iuvant’, in quanto tutti i brani riascoltati, o sono più belli o meno brutti: in ogni caso migliori.
Ligabue apre i super ospiti con i suoi 29 anni di carriera, e lui che cantava che “da incendiari ci ritroviamo pompieri”, oggi patisce l’età, da belloccio che era, anche se alla pompa sostituisce una mega chitarra, scendendo la celeberrima scala del teatro.
E poi, mi si permetta, che “Dio è morto” la deve cantare solo Guccini!
Per i duetti, si comincia a ragionare con i Negrita, e la forza convincente di Enrico Ruggeri, il tutto amalgamato dalla magica tromba di Roy Paci.
Simpatica la gag della chitarra, dI Claudio Baglioni e Virginia Raffaele, che conferma che la scelta dello scorso anno di farle fare il suo mestiere, è vincente più che adattarla a presentatrice.
Arisa sposa la sua splendida vocalità con quella della star internazionale Tony Hadley.
A seguire arriva con Gué Pequeno, Mahmood che è bravissimo e la sua “Soldi” a parte il bel testo, è la canzone più orecchiabile.
Il trio Einar Biondo Sergio Sylvestre, amici di “Amici” fa ragionare che al televoto, alla faccia delle chiacchiere da salotto, i cantanti giovani sbaraglieranno le vecchie glorie a colpi di migliaia e di migliaia di followers su Instagram, che si tramutano in voti, a dispetto di canzoni più o meno efficaci.
Ultimo con la forza di Fabrizio Moro vola: a me piacerebbe vincesse, visto che la sua canzone “I tuoi particolari” è favolosa!
Bravissimo Anastasio, già vincitore di X Factor, con Claudio Bisio in un suggestivo ruolo padre/figlio.
Poi che dire, il fascinoso Nek, con cui tutte saremmo pronte, parafrasando il titolo della sua canzone, “Mi farò trovare pronto”, piace supportato dalla voce recitata di Neri Marcorè.
Chiude Achille Lauro con Morgan: gli si muove l’accusa che la sua “Rolls Royce” sia un inno all’Ecstacy. Baglioni fa quel che deve fare in queste situazioni, e lo difende. Ma mi chiedo se i giovani, già così a rischio in un mondo difficile, abbiano bisogno di incitamenti di questo tipo.

Fabrizio Moro, vincitore della scorsa edizione di Sanremo, ha emozionato il pubblico ieri sera sul palco del teatro Ariston duettando con Ultimo.
Il cantante ha indossato, per l’occasione, un outfit composto da giacca Lubiam 1911 Cerimonia , t-shirt e scarpe Freddy e jeans Rifle.

Motta con Nada, che si rivede con piacere, con “Dov’è l’Italia” vince come miglior duetto, votato dalla Giuria d’Onore e il premio gli viene consegnato dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. Tuttavia la felicità è mischiata ai fischi del pubblico in platea, in assoluto disaccordo, a cui aggiungo i miei.

La scrittora augura che ci sia per tutti una canzone sanremese che diventi canzone del cuore.

Foto d’apertura: Briga e Patty Pravo sul palco dell’Ariston, Festival di Sanremo 2019 (foto ufficio Stampa Rai-AGI)



Cinzia Alibrandi
Autrice messinese ma milanese di adozione, laureata in Lettere presso l'università "La Sapienza" e diplomata all'"Accademia di arti drammatiche" di Roma. Ha un passato di attrice, specialmente teatrale, con qualche incursione nel cinema. Oggi insegna italiano e storia al liceo artistico milanese "Boccioni", dove ha ideato, ha organizzato e ha curato i "giovedì letterari", aperti sul territorio, per la biblioteca intervistando autori italiani di spicco nel panorama nazionale. È tre volte edita con 'Anna e i suoi miracoli' - Armando Siciliano editore, 'Petali di Marta' - Ensemble e con 'Torna a casa lettera' - Ensemble, Collana Pongo (di cui è direttrice editoriale). Ha girato in Italia e all'estero (Dublino e Londra) con degli happening legati al lancio dei suoi libri, stabilendo un ponte culturale con noti stilisti (Chiara Boni, Maria Grazia Severi, Martino Midali, Cettina Bucca, Gerardo Orlando) ed orafi raffinati (Stroili, Stellina Fabbri, Francois Larnè, Pippo Alvaro). I suoi romanzi hanno la prefazione prestigiosa di Andrea G. Pinketts; "Petali di Marta" si avvale della copertina a opera della fotografa di moda Agnes Spaak, sorella dell'attrice Catherine. 'Premio Sicilia'- sezione Letteratura - nel 2014 e Premio 'Orgoglio siciliano' 2015 - sezione letteratura. Ha ideato e ha curato per "Assodigitale"per un biennio una rubrica settimanale molto seguita, "tacco & stacco". Attualmente collabora con il settimanale ORA. Ha curato il romanzo di Dalila Di Lazzaro 'La vita è così' - Piemme/Mondadori. Scrive per il mensile “Lei Style”. Il suo ultimo romanzo è “Storie di amori e disamori-dalla A alla Z e ritorno”, casa editrice Giulio Perrone - Erudita.
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