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Leisure - 05/05/2017

Il mondo di Botero in Mostra a Roma

Incontro con l'artista che espone nell'eccezionale sede dalla Capitale.

È un imponente “Cavallo con briglie” di bronzo posto subito fuori dell’ingresso alla mostra a dare a visitatori e passanti la cifra dello stile boteriano, documentato da cinquanta capolavori nella prima retrospettiva italiana in programma a Roma, nel Complesso del Vittoriano dal 5 maggio al 27 agosto.

La nostra inviata Camilla Di Biagio posa con l'artista Fernando Botero.

La nostra inviata Camilla Di Biagio posa con l’artista Fernando Botero.

Roma festeggia così gli 85 anni dell’eclettico artista colombiano e i suoi oltre 50 anni di carriera, dalla prima opera esposta nel 1959 all’ultimo lavoro realizzato nel 2016, con opere raccolte in tutto il mondo sia scultoree che pittoriche.

I fortunati presenti all’inaugurazione hanno avuto il privilegio di vedere un entusiasta Botero accettare di buon grado di fare selfie con giornalisti e visitatori di fronte ai suoi quadri più famosi, dai pingui cardinali alle sensualissime formose donne, bambini, uomini. Non si è sottratto neanche al più spontaneo interrogativo che nasce di fronte ai suoi dipinti: perché corpi così opulenti? “Credo molto nel volume, in questa sensualità che nella pittura suscita piacere allo sguardo. Un quadro è un ritmo di volumi colorati dove l’immagine assume il ruolo di pretesto” ha dichiarato il Maestro.

La Mostra, curata da Rudy Chiappini con Botero stesso, organizzata e co-prodotta dal Gruppo Arthemisia e MondoMostreSkira, si snoda in un percorso articolato in 8 sezioni: all’ingresso le sculture, la seconda sezione è dedicata all’omaggio di Botero agli antichi maestri, con tele ispirate a Velázquez, Piero della Francesca, Rubens, Raffaello, in cui i capolavori originali vengono reinterpretati con spirito originale e autonomo.
Nella terza sezione una festa di colori, nature morte, mele, arance, bottiglie, tavoli e caraffe con un raffinato equilibrio che ricorda le composizioni di Francisco de Zurbará o di Paul Cézanne.

“Quando dipingo una mela o un’arancia, so che si potrà riconoscere che è mia e che sono io che l’ho dipinta, perché quello che io cerco è dare a ogni elemento dipinto, anche al più semplice, una personalità che viene da una convinzione profonda”.

Anche i personaggi della quarta sezione dedicata alla religione sono sempre privi di stati d’animo riconoscibili, non provano né gioia, né dolore. Botero non esprime alcun giudizio, nei suoi dipinti scompare la dimensione morale e psicologica: il popolo, in tutta la sua varietà, semplicemente vive la propria quotidianità, assurgendo a protagonista di situazioni atipiche nella loro apparente ovvietà. Per Botero dipingere è una necessità interiore, ma anche un’esplorazione continua verso il quadro ideale che non si raggiunge mai.

Fernado Botero durante tutta la conferenza non si è sottratto alle foto dei giornalisti.

Fernado Botero durante tutta la conferenza non si è sottratto alle foto dei giornalisti.

Nei dipinti legati al potere, che caratterizzano la quinta sezione dedicata alla politica, Botero descrivere militari, ministri, presidenti e ambasciatori con un tono distaccato. Dipinge una parata di divise sfarzose, abiti eleganti e personaggi ritratti in un mondo fiabesco.

La sesta sezione è dedicata alla vita latino-americana, spiega Botero stesso, “Si ritrova nella mia pittura un mondo che ho conosciuto quando ero molto giovane, nella mia terra. È una specie di nostalgia e io ne ho fatto l’aspetto centrale del mio lavoro. Ho vissuto quindici anni a New York e molti anni in Europa, ma questo non ha cambiato nulla nella mia disposizione, nella mia natura e nel mio spirito latino-americano. La comunione con il mio Paese è totale”.

Continuando il percorso, la settima e penultima sezione è dedicata ai nudi, le forme devono conquistare armonicamente gli spazi in un clima favolistico che richiama i sogni dell’infanzia.

Chiude la mostra l’ottava sezione dedicata al circo, di cui Botero è innamorato, affascinato dai personaggi, dal movimento, dalla vita e dai colori. La concretizzazione delle sue fantasie e del suo mondo onirico.

Come sottolinea Rudy Chiappini, nel ricchissimo catalogo accompagna che il visitatore durante tutto il percorso espositivo, “Botero ha avuto come stella polare la riconoscibilità e la coerenza, restando fedele a uno stile e a una pittura divenute inconfondibili ma che, se a prima vista a colpirci è l’inconfondibilità del suo stile, occorre immaginare che al di là della perfezione e dell’eleganza di un linguaggio sempre misurato si trova l’inquietudine di una vita trascorsa, la pienezza di una partecipazione sentimentale mai gridata, ma non per questo meno intensa”.

La Mostra è promossa dall’Assessorato alla crescita culturale di Roma, sotto l’egida dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, con il patrocinio della Regione Lazio.

Camilla Di Biagio
The Way Magazine ha un occhio sulla "grande bellezza" di Roma (e non solo) grazie a Camilla. Sempre attratta dal fashion world lo vive sin da giovanissima. Se tre è il numero perfetto, la perfezione nasce dal connubio moda, musica, spettacolo. Fashion designer, fashion stylist ed event planner, si dedica alla scoperta ed alla formazione di giovani creativi, preferendo il dietro le quinte alle luci della ribalta. Dopo una lunga stagione dedicata alla produzione e all'allestimento di sfilate (Milano Moda, Alta Roma) e alle mostre d'arte, ora affianca alla sua professione anche l'insegnamento allo Ied di Firenze.
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