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Leisure - 29/07/2019

La “Genesis” di Annalaura di Luggo per la Biennale di Venezia

Fino al 24 novembre presso il Padiglione Repubblica Dominicana sui temi "Natura e la Biodiversità".

Annalaura di Luggo con l’opera “Genesis” partecipa alla 58. Biennale di Venezia presso il  Padiglione Repubblica Dominicana sui temi “Natura e la Biodiversità”

 

L’opera è visibile fino al 24 novembre 2019 presso Palazzo Albrizzi-Capello a Cannaregio, Venezia,

L’artista napoletana partecioa alla 58. Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia, nel Padiglione della Repubblica Dominicana, che ha già partecipato, in modo onorevole, a varie edizioni della Biennale di Venezia, ma per la prima volta ha l’opportunità di mostrare la propria espressione contemporanea attraverso un gruppo di artisti affermati e riconosciuti. Le opere esposte riflettono su un tema peculiarmente “caribeño”, nonché su un’importante questione di attualità: la “Natura e la Biodiversità”, linea guida del Padiglione latino. Tra queste, vi sono quelle realizzate da alcuni artisti che, pur non essendo nati nella Repubblica Dominicana, hanno sviluppato tematiche affini al tema dominante del Padiglione.

 

In questo contesto di grande attualità tra Natura e Biodiversità, Annalaura di Luggo presenta “Genesis”, un’opera che nasce dal confronto, dal desiderio di superare i confini, di tracciare un percorso che si esalta nel colore. Si tratta di una geometria astrale che appartiene alla materia dei sogni, che viene dal passato lontano per proiettarsi nel futuro. Un tracciato di biodiversità inteso come differenza, come scoperta e pertanto come emozione di fronte alla vita. Come scrive Francesco Gallo Mazzeo nel catalogo che accompagna la partecipazione dell’artista, “l’opera è somma di piccoli gesti, uno dopo l’altro, che tolgono da un fantasma e aggiungono un corpo, togliendo e mettendo, in modo che la luce possa magnificare se stessa facendo radiare l’invisibile, reso visibile. La Natura è bellissima metafora, è cubo, icosaedro, tetraedro, ottaedro, è polimorfa, per l’aedo e il cantore, per il pastore soterio e nomade, per l’augure che fonda città, ma è porta aperta a bufere, intemperanze, a scorribande e nequizie: dobbiamo per questo ascoltarla, accarezzarla, essa che è natura madre, “adottarla”, farla nostra figlia, crescere insieme”. All’opera si accompagna il video d’arte “Narratur” che svela il percorso realizzativo dell’opera.

 

Il Padiglione, insieme a quelli di Grenada, Guatemala, ha già suscitato notevole interesse per l’attesa delle proposte, come ha dimostrato l’accoglienza riservata per il convegno di presentazione tenutosi a Palazzo Venezia a Roma.



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