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Leisure - 27/03/2017

La natura in fiore di Villa Taranto sul Lago Maggiore

La dimora storica in stile nord europeo su uno degli angoli più suggestivi del Nord Italia. Una giornata tra fioricultura e storia.

Sul Lago Maggiore la fioritura di primavera è una vera occasione di ammirazione della natura per un’escursione culturale nell’arte della fioricultura. Chi passa da Verbania sa che il giardino di Villa Taranto è nel suo massimo splendore in queste settimane. Per la sua particolare posizione (si trova nella parte nordorientale del promontorio della Castagnola sul lago) e l’irraggiamento favorevole, tra le frazioni cittadine di Pallanza e Intra, questo giardino è noto in tutto il mondo per le oltre ventimila essenze botaniche che coprono un’area di circa 160000 metri quadri in 7 km di viali. Alcune classifiche sul web lo indicano come il giardino più bello del mondo.

La guida all'entrata del parco vi dice esattamente quali piante sono in fioritura

La guida all’entrata del parco vi dice esattamente quali piante sono in fioritura

LA STORIA – Fondatore dei giardini botanici di Villa Taranto, e figura chiave per la sua storia, è il capitano scozzese Neil Boyd Watson McEacharn, militare britannico, grande appassionato e conoscitore della botanica che era stato in Italia a inizio Novecento da bambino. McEacharn ritornò in Italia con il preciso intento di mettersi alla ricerca di terreni adatti alla realizzazione e preparazione di un vasto giardino e nel 1930, dopo aver fatto pubblicare sul Times un’inserzione al fine di trovare un’idonea locazione, trovò questa proprietà sul promontorio della Castagnola, chiamata La Crocetta, residenza estiva di Rosamund Marke Wood, dama di palazzo della regina Elena e moglie del conte di Sant’Elia, cerimoniere di Vittorio Emanuele III. La Crocetta, ora sede della predettura e non aperta al pubblico, fu costruita nel 1880 dal conte d’Orsetti, in stile da architettura nordica, come se ne trovano in Normandia. Fu realizzata nel 1870 dall’architetto svizzero Augusto Guidini già autore di Villa Scagliola, degli interventi su Palazzo Bolongaro (già villa Rosmini a Stresa) e di Villa Della Casa a Baveno (realizzata per l’Imprenditore svizzero Nicola Della Casa).

Valora architettonico da ammirare per la sede della prefettura di Verbania.

Valora architettonico da ammirare per la sede della prefettura di Verbania.

McEacharn la trasformò in 9 anni (dal 1931 al 1940), e la ribattezzò Villa Taranto, in onore del suo antenato Étienne Macdonald, nominato duca di Taranto da Napoleone. Nel 1939 il capitano, costretto a lasciare l’Italia allo scoppio della seconda guerra mondiale per l’Australia, donò la proprietà allo Stato a condizione che rimanesse privata. Affidò il bene prezioso all’amico e amministratore avvocato Cappelletto e quando tornò a Pallanza, su richiesta di amici e autorità, aprì i cancelli al pubblico. Questo luogo è sempre stato un incontro naturale di personalità da tutto il mondo. Il proprietario, diventato cittadino onorario di Verbania nel 1963, morì l’anno dopo e la villa continuò a essere visitabile, con il patrimonio di mille piante non autoctone e circa 20mila varietà e specie di particolare valenza botanica.

Il fenomeno dell'impollinazione dei bombi.

Il fenomeno dell’impollinazione dei bombi.

COSA SI VEDE – L’esposizione dell’erbario del Capitano Neil Mc Eacharn raccoglie 43 teche di flora spontanea della regione del Regno Unito classificate e nomenclate nel lontano 1929. Sono esposte nell’edificio di gusto eclettico dell’ex portineria dei Giardini Botanici, sono preziosi e delicati “quadri naturali”.

Il più delicato lavoro di cui si vedono oggi i frutti fu il ripopolamento botanico. Si reperirono semi e piante da ogni parte del mondo. Ad aprile ci sono muscari, violette, primule, papaveri, magnolie della Cina e Giappone, rare cotogne del Giappone, daphne, momone, ricche collezioni di camelie e rododendri, che attirano per la loro bellezza la maggioranza dei visitatori.

villa taranto lago maggiore the way magazine (15)

Giardini all’italiana e prati all’inglese nella Villa Taranto sul Lago Maggiore.

A maggio ci sono i tripudi di azalee, ippocastani dell’India, magnolie, eriche. A giugno si ammirano fior di loto, ninfee, l’albero sacro indiano melia azedarach, gigli, oleandri e migliaia di petunie. Spuntano anche arance e limoni, insoliti per il nord Italia ma non per i terreni vicino ai laghi. D’estate arrivano le gardenie, piante vivaci perenni, piante di caffè e cotone. Con l’avvicendarsi dell’autunno le meravigliose tinte autunnali ricoprono il giardino con arbusti di bacche colorate, camelie invernali e ortensie in 23 varietà diverse.

Dall’estate all’autunno il Labirinto delle Dahlie affascina ed incanta i visitatori con lo spettacolo di oltre 1700 piante in fioritura. Tra le 350 varietà spiccano le decorative a fiore grande, le pompons, i cui capolini sferici a nido d’ape non raggiungono i 5 mm di diametro e l’appariscente emery paul dall’intenso colore rosso granata. La Dicksonia Antarctica, un’elegante pianta della grande famiglia delle felci e in particolare al gruppo delle “felci arboree” per il caratteristico “tronco”, è originaria delle foreste umide dell’Australia ed è presente nel parco con oltre 30 esemplari.

La Davidia Involucrata, originaria della Cina, è stata portata qui nel 1938 dall’infante di Spagna Don Jaime nel “Prato delle Personalità”. Oggi ha assunto delle dimensioni ed un portamento talmente caratteristico da costituire motivo d’interesse anche in assenza delle curiose e appariscenti infiorescenze. Comunemente si chiama “albero dei fazzoletti” o “albero delle colombe” per la sua coreografica fioritura.

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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