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Leisure

Leisure - 22/10/2017

La prima volta del contemporaneo al Quirinale

A Roma nel palazzo del Presidente della Repubblica 22 artisti internazionali portano opere sulla città come luogo aperto. Ecco chi sono e cosa espongono fino al 17 dicembre.

Al Quirinale per la prima volta arrivano 22 artisti di fama internazionale contemporanei. E il Colle si apre all’arte di chi vive nelle città oggi e riflette con il suo messaggio sull’importanza delle metropoli come centri di aggregazione e di scami culturali. Si chiama Da io a noi. La città senza confini la mostra curata da Anna Mattirolo (prenotazione obbligatoria qui) l’esposizione nella Galleria di Alessandro VII e nelle sale contigue, con artisti residenti o spesso attivi nel nostro Paese.quirinale

Si vedono opere di Lara Almarcegui, Rosa Barba, Botto & Bruno, Maurizio Cattelan, Gianluca e Massimiliano De Serio, Jimmie Durham, Lara Favaretto, Flavio Favelli, Claire Fontaine, Alberto Garutti, Mona Hatoum, Alfredo Jaar, Francesco Jodice, Adrian Paci, Diego Perrone, Alessandro Piangiamore, Eugenio Tibaldi, Grazia Toderi, Vedovamazzei, Luca Vitone, Sislej Xhafa, Tobias Zielony che presentano la visione delle odierne metropoli – senza confini e senza centro – sottolineando le potenzialità che animano questi luoghi nella prospettiva contemporanea.

La ricerca artistica è frutto della collaborazione di un comitato scientifico, presieduto da Federica Galloni e composto da Vincenzo de Bellis, Carolina Italiano, Luca Molinari, Chiara Parisi, Andrea Segre, Esmeralda Valente.

quirinale inside

Il progetto muove dalla riflessione sul concetto di “periferico”, utilizzando i diversi linguaggi dell’arte contemporanea – pittura, scultura, fotografia, video, installazione – per restituire una dimensione poetica di una società in trasformazione, seguendo le tracce lasciate dall’uomo sul territorio, le forme di paesaggio che l’azione umana genera, gli oggetti che perdono la mera funzione pratica per acquisire il valore di testimonianza del percorso di un’esistenza, l’identità che quel nuovo ambiente, così generato, è in grado di trasmettere. Al centro della considerazione degli artisti è, infatti, un doppio sguardo che oscilla dalla condizione individuale a quella collettiva, restituendo un immaginario visibile attinto da storie e vissuti invisibili: narrazioni che si sviluppano nel contesto di periferie avvertite come luoghi senza confini, labirintici e in continuo mutamento nelle quali le persone tratteggiano il loro difficoltoso percorso di conquista di una propria, a volte trasformata, identità.



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