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Leisure

Leisure - 15/11/2017

L’Alaska in foto, poesia di terre fredde con sentimento

Sulle tracce dell'esploratore Christopher McCandless, in America noto come Alexander Supertramp. L'avventura e la natura.

Mauro Turatti con le foto di Alaska – The Last Frontier vuole farci conoscere una terra fredda e insolita, come soggetto artistico, che però affascina.

Esposte allo Smooth di Milano (via Buonarroti, 15 fino al 12 gennaio), queste opere sono la sintesi paesaggistica di un viaggio alla ricerca di quell’ispirazione o sentimento che condusse l’esploratore Christopher McCandless a percorrerere ed infine morire nelle terre estreme dell’Alaska.

La sua storia (agli americani nota come storia di “Alexander Supertramp”) e la sua tragica morte nel “Magic Bus” ci ha insegnato ad agire come persone libere. Le istituzioni, i familiari, gli amici, persino gli sconosciuti, si aspettano qualcosa da noi. Nella maggior parte dei casi, però, non è quello che vogliamo.

Christopher McCandless era un ragazzo che aveva tutte le carte in regola per avere la vita “giusta” ma non era ciò che desiderava e ha trovato il coraggio di mollare tutto e fare le cose a modo suo, nonostante le difficoltà che sapeva avrebbe incontrato. Cambiò anche il suo nome in Alex Supertramp, perché riteneva che il nome fosse l’emblema di qualcosa che ci portiamo dietro per sempre pur non avendolo scelto.

“C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo.”

La seconda lezione che si può trarre dalla sua storia è che l’uomo deve porsi nei confronti della natura come semplice spettatore. Abbiamo il diritto di restare affascinati e senza fiato di fronte alle meraviglie naturali, ma abbiamo il dovere di rispettare sempre la natura. Christopher McCandless l’ha sfidata: è giunto in Alaska convinto di potersi nutrire cacciando con il suo fucile, ma alla fine ha catturato pochissimi animali e si è ritrovato costretto a mangiare bacche per sopravvivere, ingerendone alcune velenose che hanno contribuito alla sua morte.alaska foto

Nel settembre del 1992, pochi giorni prima di morire, quando aveva capito di essere stato sconfitto, scrisse all’interno del bus: Ho avuto una vita felice e ringrazio il Signore. Addio a tutti e che Dio vi benedica!”.

La sua consapevolezza è ciò che rimane. “C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso… Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un’esistenza non convenzionale…

Christopher McCandless

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