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Leisure - 03/08/2017

Le Rocce – Incontro con il mecenate Antonio Presti: “Rinnoviamo la bellezza”

L'imprenditore del bello si confessa alla scrittora Cinzia Alibrandi. L'impresa di recupero, l'amore per l'arte, la passione per la bellezza universale.

Antonio Presti durante l'intervista con la scrittora Cinzia Alibrandi per The Way Magazine.

Antonio Presti durante l’intervista con la scrittora Cinzia Alibrandi per The Way Magazine.

La bandiera della bellezza del mecenate Antonio Presti finalmente svetta alta su Le Rocce di Taormina. Presti è celebrato nel mondo per il suo impegno e divulgazione dell’arte e ora regala con la riapertura de Le Rocce, nuova arte al popolo della bellezza.

Scrivere di Antonio Presti non è semplice perché occorre distanziare l’amicizia e raccontare una persona che mai è diventata personaggio, dato che le sue azioni e il suo credo sono mente e cuore mischiati assieme.
Quando implorava il ritorno della bellezza nel mondo, erano lontani anni luce film, mostre, sfilate: è stato il precursore assoluto di un’istanza che ha portato e porta avanti con il coraggio di sempre e con la forza, spesso solitaria, del vìolino solista. 
Mi trovo a incontrarlo alla sua ultima impresa, che è termine appropriato, visto che in Italia non è affare da poco realizzare in tempi brevi, qui giusto sei mesi, un restauro compiuto, operativo, gratis. Anzi, a spese proprie!
Allora Presti, firmati gli accordi con le maestranze, avvia il recupero ambientale e artistico delle ‘Rocce di Mazzarò’, 25 minuscole case ormai degradate a contenitori di rifiuti, diroccate e ingiuriate dal tempo e dall’insensatezza umana, che oggi  tornano a animarsi e a risplendere quali propulsori di vita e arte.
Perché la casa è il nostro abito, e Antonio ha dato ennesima prova di generosa e limpida propositività e con artisti, architetti, pittori, scultori, professionisti vari, ha rivestito di arte e bellezza queste macerie di pietre, trasformando i singhiozzi in sorrisi, perché era un delitto piangere e recriminare al cospetto di una delle baie più belle del mondo.

Chi è Antonio Presti?   

Sono un uomo prestato al mondo, che dona alla Sicilia contemporanea bellezza, etica, respiro. Ho vinto contro l’oscurantismo con il messaggio che chi profonde arte e bellezza vedrà restituito amore universale.
Come confronti la tua nuova creatura con la mitica “Fiumara d’arte” nella Valle dell’Alesa?
“Fiumara d’Arte” ha compiuto 40 anni ed é conosciuta nel mondo, è una creatura magica e adulta. “Le Rocce” sono un progetto appena inaugurato che dovrà consolidarsi nel tempo. Io sono come sempre in prima linea come finanziatore, perché il privato é importante, ma occorre sensibilizzare l’azione di altri investitori, e poi ben venga anche l’aiuto pubblico.
Il progetto di recupero de Le Rocce in Sicilia riparte con mostre fotografiche.

Il progetto di recupero de Le Rocce in Sicilia riparte con mostre fotografiche.

Come hai fatto a strappare al degrado dopo mezzo secolo “le Rocce” di Mazzarò?
Come hai visto all’inaugurazione del 27 luglio, ho firmato con la città metropolitana di Messina un comodato d’uso di 100 anni e in appena 6 mesi, sono riuscito con un prezioso team proveniente da diversi settori, a dare luce a un posto ormai ridotto a discarica.
Come hai ideato il programma di fruizione de Le Rocce?
I vari spazi saranno da settembre aggiudicabili con dieci bandi pubblici che riguardano il parcheggio, il cottage, l’area ricevimento, i servizi per la spiaggia di Mazzarò, la piscina, lo scoglio, l’Agorà, un percorso ipogeo, la piazza dell’Odeon, la Torre del pensiero e dell’ascolto. Spero che i giovani rispondano numerosi a tale opportunità. É prevista l’installazione di opere temporanee che ogni 3/4 anni verranno demolite e rigenerate in nuove. L’arte non è possesso e qui l’artista deve rinunciare alla forma eterna ma accettare l’ottica di rinnovare e fare rinnovare bellezza.
Qual è il tuo messaggio etico e culturale?
Eternizzare la bellezza con un riguardo alla gioventù. Ritengo che partendo dalle scuole elementari occorra vincere la dittatura dell’ignoranza. É in atto una strategia della paura per sottomettere i ragazzi che invito a non scappare all’estero: l’Italia ha bisogno del talento e l’istruzione va tutelata contro la calata dei barbari manipolatori di populismo. Il futuro non é buio, come vogliono far credere, ma é vivo e va soccorso con un ottimo antidoto: un libro in mano che trasformi il lettore in guerriero di luce.

La mostra alle Rocce si chiama Incantesimo. Perché?

Perché la mia resilienza artistica ha rotto la maledizione e creato l’incanto: accetto che solo la Dea della Bellezza mi metta le catene.
Antonio, e l’amore?
È curioso ma nessuno osa chiedere della mia sfera privata, immagino sia dovuto al fatto che da decenni la mia vita è pubblica e tesa al benessere di chi mi circonda. L’amore personale? Io sono il mecenate dell’amore universale!
Come immagini tutto quello che hai creato dopo di te?
Desideravo lasciare delle tracce, e il comodato d’uso per 100 anni de ‘Le rocce’ visto che di anni ne ho 60, é una consegna al futuro, che auguro sempre migliore del presente, e comunque girandomi indietro e attorno, rifletto che non ho vissuto invano.
L’INTERVISTA È TERMINATA E LA SCRITTORA AUGURA A OGNI LETTORE DI TRASFORMARSI, ANCHE PER UN ATTIMO, IN GUERRIERO DI LUCE. 
Cinzia Alibrandi
Autrice messinese ma milanese di adozione, laureata in Lettere presso l'università "La Sapienza" e diplomata all'"Accademia di arti drammatiche" di Roma. Ha un passato di attrice, specialmente teatrale, con qualche incursione nel cinema. Oggi insegna italiano e storia al liceo artistico milanese "Boccioni", dove ha ideato, organizza e cura i "giovedì letterari", aperti sul territorio, per la biblioteca intervistando autori italiani di spicco nel panorama nazionale. È tre volte edita con 'Anna e i suoi miracoli' - Armando Siciliano editore, 'Petali di Marta' - Ensemble e con 'Torna a casa lettera' - Ensemble, Collana Pongo (di cui è direttrice editoriale). Ha girato in Italia e all'estero (Dublino e Londra) con degli happening legati al lancio dei suoi libri, stabilendo un ponte culturale con noti stilisti (Chiara Boni, Maria Grazia Severi, Martino Midali, Cettina Bucca, Gerardo Orlando) ed orafi raffinati (Stroili, Stellina Fabbri, Francois Larnè, Pippo Alvaro). I suoi romanzi hanno la prefazione prestigiosa di Andrea G. Pinketts; "Petali di Marta" si avvale della copertina a opera della fotografa di moda Agnes Spaak, sorella dell'attrice Catherine. 'Premio Sicilia'- sezione Letteratura - nel 2014 e Premio 'Orgoglio siciliano' 2015 - sezione letteratura. Ha ideato e ha curato per "Assodigitale"per un biennio una rubrica settimanale molto seguita, "tacco & stacco". Attualmente collabora con il settimanale ORA. Ha curato il romanzo di Dalila Di Lazzaro 'La vita è così' - Piemme/Mondadori
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