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Leisure - 08/11/2017

Lucake va in tv: “Il mio mondo dei dolci spiegato col sorriso”

Ha soli 22 anni, 60mila follower e un programma chiamato Il Folletto delle Torte. Incontro con la nuova stella della pasticceria.

A guardare le sue foto, inventiva, bravura e autenticità non gli mancano. Lucake, giovane pasticciere lecchese di 22 anni, tre anni fa ha deciso di mettere online la sua passione per i dolci e grazie al suo sorriso e alla sua bravura, le persone hanno iniziato a cercarlo. È stato sempre disponibile per i suoi “seguaci” per consigli, opinioni, contatto umano insomma. In poco tempo, sono diventati un esercito di affezionati dei suoi dolci (circa 60mila su Instagram) che rispondono quotidianamente all’hashtag del giovane creativo: #ricettelucake. Ora che Lucake, al secolo Luca Perego, ha anche un programma quotidiano su Alice Tv (Il Folletto delle Torte, alle 18 dal lunedì al venerdì) lo abbiamo raggiunto per farci raccontare la sua ascesa e nuova popolarità.

lucake the way magazine (1)

Luca, quali sono le doti per un bravo pasticciere?

Passione per il proprio lavoro, determinazione e tenacia perché il pasticciere deve sapere che andrà a lavorare in giorni festivi, durante le festività, e il più delle volte non ci sono orari comodi. A volte quando ci si rende conto che si deve lavorare quando gli altri si divertono scatta la tentazione dell’abbandono.

Il tuo successo è partito dai social e ti ha portato in tv. Traiettoria consapevole?

Tutt’altro. Io volevo condividere la mia passione per i dolci e a 17 anni ho aperto un blog. All’epoca lavoravo per un catering e l’ho fatto per 5 anni. Mi sono specializzato anche nella fotografia delle pietanze, il che ha aiutato molto a presentare la mia attività in maniera appetibile. Il passaggio ai social è avvenuto perché avevo bisogno del riscontro del pubblico, le reazioni sono immediate, vedi se quello che hai fatto piace, la gente ti contatta e c’è confronto. Non pensavo affatto alla tv, non avevo questa ambizione. Il pubblico dei social è la cosa più preziosa che ho.lucake the way magazine (5)

Ora però questa esposizione sta diventando un lavoro…

Ed è bellissimo perché l’ho vissuta passo passo senza l’ansia di dover arrivare a un obiettivo. I miei post sono incentrati su quello che faccio e su me stesso, mi butto volentieri in questo mondo di condivisione. Ora mi ritrovo al centro del mio mestiere, mi accorgo che quello che sto facendo è la strada giusta. Non mi sento in competizione con gli altri chef, non mi sento in gara con nessuno, resto nella mia semplicità. Voglio che la gente mi segua perché veda la mia passione e voglia di condivisione.

Quanto hai lavorato al programma di Alice?

Ho iniziato a lavorarci un mese e mezzo prima, lavoravo a casa mia in contemporanea alla redazione di Alice nei loro uffici. Ho dovuto scegliere ricette, tempi televisivi, l’adattamento ai tempi, perché ogni puntata dura mezz’ora, le dosi da preparare. Ho mandato proposte per concentrarmi su quelle che sarebbero state scelte.

Gli imprevisti come li hai affrontati?

Mancava una settimana a registrare e mi hanno fatto cambiare alcune ricette e negli ultimi giorni di preparazione ho dovuto ricalcolare la lista di utensili e gli ingredienti. Registravamo in trasferta, quando fai un dolce in tv ti servono il quadruplo delle dosi perché le fasi vanno preparate. Calcolare quante volte dovevo fare le preparazioni per un unico dolce è stata una bella prova.

lucake the way magazine (3)

Avete registrato tutto insieme?

Le 25 puntate sono state girate in 4 giorni e mezzo ed era la prima esperienza da protagonista in tv. Ho affrontato orari lunghi ma con l’altra protagonista del programma, Angelica, c’è stato subito feeling. Vorrei anche ricordare il lavoro di altre 12 persone che non si vedono in tv, ma che sono state davvero la mia famiglia per tutto il tempo che sono stato nella location, alle porte di Roma, a lavorare.

C’è anche un risvolto umano, bello, immagino, dietro questa esperienza.

Tu pensa,  sono partito senza conoscere nessuno e non sapevo cosa trovavo, ma si è creato legame bello, la sera cenavamo tutti assieme, mentre il pranzo era un panino al sacco. Mi sono portato un famigliare che mi ha aiutato come supporto perché era un passo importante ed era bello avere un caro vicino.

lucake the way magazine (4)

La cosa che ti ha spaventato di più?

Appena sono arrivato i riflettori forti non mi facevano nemmeno tenere aperti gli occhi! E la vista di quelle cinque telecamere…non sapevo quale dover guardare. Dopo la prima puntata ho capito il meccanismo e mi sono concentrato su come dire cose assieme in maniera corretta, sperando di parlare e operare sempre a favor di camera.

Hai lanciato l’hashtag #ricettelucake. A che serve?

Si dice spesso che il mondo virtuale non avvicina le persone, invece con questo sistema chi riproduce le mie ricette posta le foto e i commenti e io so cosa imparano seguendomi e come lo mettono in pratica. Ovviamente serve anche a me, io imparo costantemente ogni giorno, non mi sento affatto arrivato, sono giovane, accolgo consigli. Da un lato condivido quello che so, dall’altro ascolto suggerimenti.

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Ti serve anche per quello che stai raccontando in tv?

Certo, perché sono perfezionista e mi piace dare tutti i dettagli della procedura per arrivare al dolce perfetto. Sai quante volte mi chiedono della temperatura dell’acqua o del forno o delle dimensioni degli stampi? Tutte informazioni utili che cerco di memorizzare e dare quando registro per la tv. Il mio metodo è: dare una risposta prima che sorga il dubbio nello spettatore, o comunque prima che ci si scoraggi e si dica che la ricetta è troppo difficile.

Credi che sia un po’ il limite dei programmi di cucina?

Li ho visti da attento spettatore anche prima di farli, ovviamente. Ho sempre notato quanta cura ci sta dietro e cercavo sempre i dettagli, anche se li guardavo comodamente senza stress dal divano. Però ora capisco ancora di più le difficoltà, il fatto di dover tenere l’attenzione alta durante la narrazione televisiva, guardare in camera, spiegare, ricordarsi l’ordine di utilizzo di utensili e ingredienti.lucake the way magazine (9)

Il successo della trasmissione ti ha dato maggior fiducia in te stesso?

Sono appena arrivato a quel mezzo e riconosco che mi offre un’esposizione che prima non avevo, anche se il contatto con chi mi segue continua a darmelo il mondo dei social media. Non ho voglia di apparire ma solo passione nel coinvolgere le persone e questo si sposa col mio essere comunicativo. Ora le persone che lavorano con me in tv e gli spettatori mi dicono che riesco ad arrivare al pubblico, forse perché faccio cose semplici spiegate senza saccenza.

Ti stai riguardando?

Non mi piace rivedermi in televisione, ma lo sto facendo per poter migliorare e capire dove ci sono margini di miglioramento.. se dovessi fare qualcosa in futuro lo vorrei fare al meglio.

Il tuo obiettivo?

Proporre sempre qualcosa che gli altri siano invogliati a fare. Seguire le ricette altrui non è sempre invogliante perché sembrano difficili o strane. Il mio stile è essere esaustivo, fare dolci che tutti possano riprodurre senza complicazioni, in casa, con accorgimenti carini e basi classiche che diano buoni risultati. Non mi sono montato la testa sono uguale al giorno in cui ho aperto la pagina tre anni fa, nonostante le grandi opportunità che ho avuto. La chiave del mio successo è stata mantenere la disponibilità all’ascolto e al suggerimento per tutti, dal primo all’ultimo che mi contatta.

lucake the way magazine (11)

Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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