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Leisure - 01/02/2019

Ludovic Baron fotografa gli Dei degli stadi

Ispirato alla mitologia greca, il calendario dei rugbisti francesi per il 2019 è impreziosito dalle foto artistiche dei campioni semi-nudi.

Quando l’avevamo scoperto esattamente un anno fa, Ludovic Baron era famoso in Francia per le sue esposizioni nei musei. Ora una grande operazione di impatto estetico ed emotivo lo ha messo sull’agenda dei media internazionali: è stato lui il fotografo della mitica, 19esima edizione del calendario Dieux Du Stade, un’istituzione in Francia (e nel mondo).

Per i giocatori di rugby fotografati è un ritorno alle origini perché nella versione 2019 del calendario sono ritratti davvero come gli dei dello stadio. Gli atleti hanno posato per l’obiettivo dell’artista-fotografo di fama mondiale noto per la sua arte della messa in scena e l’approccio cinematografico alla fotografia.

In copertina il giocatore del club della capitale, Clemente Daguin come Eros (Dio dell’Amore), Djibril Camara come Priapo, Thomas Combezou, Giovan Battista Venditti come Zeus e Atlas, Jean-Pascal Barraque come Morpheus e Ade, Xavier Mignot come Eracle.

Ecco l’intervista a Ludovic Baron, con il testo integrale in francese a seguire.

Ade, dio dei morti interpretato da un giocatore di Rugby per il calendario Dieux Du Stade di Ludovic Baron.

Atlante sorregge il mondo: foto di Ludovic Baron dal calendario Dieux Du Stade 2019.

Ercole, visto da Ludovic Baron per il calendario Dieux Du Stade 2019.

La copertina del calendario “Dieux Du Stade 2019” con foto scattate da Ludovic Baron.

 

1 – Quando sei stato contattato per il progetto Gods e chi ti ha scelto?

Io in realtà ho un amico attore Jeremie Duvall, che ha fatto un film per il cinema sul rugby. Lui mi ha presentato un suo amico che lavorava da Stade Français Paris rugby, un club francese di rugby, Carolina Boquet. Quando Caroline ha scoperto il mio universo, le sembrava ovvio che qualcosa doveva essere fatto insieme, così mi ha presentato ai produttori del calendario e tutto è nato molto velocemente.

2 – Eri un fan del calendario? Qual è stato il tuo approccio per la pubblicazione?

Ho trovato il supporto eccezionale e originale. Qualche anno fa ho fotografato Max Guazzini, il creatore del calendario. Gli ho detto che aveva avuto un’idea geniale. Così essendo responsabile dell’edizione di quest’anno è stato anche per me un grande orgoglio rispetto all’uomo carismatico che è.

3 – I protagonisti sono già famosi e famosi per i loro corpi. Cosa hai aggiunto?

La mia visione, la mia creatività e soprattutto un tema: la mitologia greca. Chi meglio dei rugbymen può interpretare questi dei? Sono bello, forti, feroci sul campo … Il concetto del calendario per 19 anni è stato di sublimare i corpi di atleti nudi. Per fortuna, c’è anche la coincidenza del tema, nel senso che anche gli dei greci in arte sono rappresentati nudi, una magia!

4 – Le immagini sono incredibili: come hai fatto a trasformare questi uomini possenti in angeli?

Grazie molte. Ho un approccio molto cinematografico. Emerge già nelle cose che ho fatto in precedenza (pubblicate su The Way Magazine qui, ndr) e potete vederlo nelle mie creazioni sul tema dell’Opera o di Venezia. Quando scatto le foto, faccio un viaggio per fotografare molti elementi, costruisco set e costumi personalizzati, metto in scena i miei modelli come attori e metto musiche da film come sottofondo. È una vera messa in scena e tutto è pensato per immergerli nel loro ruolo.

5 – Hai avuto un’immagine o un mondo di riferimento specifico nella tua mente per questi giocatori di rugby?

Ho studiato molto sulla mitologia greca per conoscere la storia degli dei che stavo per mettere in scena. Non avevo riferimenti precisi, ma ho potuto apprezzare molte statue spettacolari che mi hanno guidato nelle mie scelte.

6 – Pensi che la moda e l’arte siano abbastanza vicine al mondo dello sport oggi?

No, ho la sensazione che sia abbastanza raro per gli sportivi giocare un ruolo nell’arte o nella moda. Ed è per questo che era tanto più interessante per me inserirli in questo contesto.

7 – Qualcosa che vuoi aggiungere al pubblico per scoprire il tuo lavoro con questi dei dello stadio?

Invito il pubblico a scoprire le mie 26 nuove immagini nella “Dei dello stadio nel 2019” , il calendario è disponibile ovunque, anche su Amazo. Per scoprire il mio completo universo il mio sito web è LudovicBaron.fr

 

Zeus, dal calendario Dieux Du Stade 2019, foto di Ludovic Baron.

TESTO INTEGRALE IN FRANCESE

1 – Quand avez-vous été contacté pour le projet Dieux et qui vous a choisi? 

En réalité j’ai un ami acteur Jeremie Duvall, qui a tourné un film sur le Rugby pour le cinéma qui m’a présenté une amie à lui qui travaillait au Stade Français, Caroline Boquet. Lorsque que Caroline a découvert mon univers, il lui paraissait évident qu’il fallait faire quelque chose ensemble, elle m’a donc présenté les producteurs du calendrier et tout est allé très vite.

 

2 – étiez-vous un fan du calendrier / livre avant et quel était votre sentiment pour la publication?  

Je trouvais le support génial et original. Il y a quelques années j’ai photographié Max Guazzini, le créateur du calendrier. Je lui avais justement dit qu’il a eu une idée de génie. Alors reprendre la création cette année, c’était aussi pour moi une très grande fierté vis à vis de l’homme charismatique qu’il est.

 

3 – Les protagonistes sont déjà célèbres et réputés pour leurs corps, qu’avez-vous ajouté? 

Ma vision, ma créativité et surtout un thème : la mythologie Grecque. Qui mieux que les rugbymen peuvent interpréter ces Dieux ? Ils sont beaux, forts, féroces sur le terrain… Le concept du calendrier depuis 19 ans est de sublimer ces corps de sportifs nus… Par chance, là aussi le thème colle ! Les Dieux grecques dans l’art sont représentés eux aussi nus ! Wow ! Magique !! ahah

 

 

 4 – Les images sont incroyables: quel était le secret pour leur faire sentir comme des anges? 

Merci beaucoup ! J’ai une approche très cinématographique. On pouvais déjà le voir dans mes créations sur le thème de l’Opéra ou de Venise par exemple. Lorsque je suis en shooting photos, je pars en voyage pour photographier de nombreux éléments, je fais construire des décors et des costumes sur mesure, je mets en scène mes modèles comme des acteurs et je mets des musiques de films à fond ahah.

C’est une vraie mise en scène et tout est réuni pour les plonger dans leur rôle.

 

5 – Aviez-vous une image ou un monde de référence spécifique dans votre esprit pour ces joueurs de rugby?  

Je me suis beaucoup documenté sur la mythologie Grecque pour être au connaitre l’histoire des dieux que j’allais mettre en scène. Je n’ai pas eu de références précises, mais j’ai pu apprécier de nombreuses statues spectaculaires qui m’ont orienté dans mes choix.

 

6 – Pensez-vous que la mode et l’art sont suffisamment proches du monde du sport aujourd’hui?  

Non, j’ai la sensation qu’il est assez rare que les sportifs se prêtent au jeu d’interpréter un rôle dans l’art ou la mode. C’était d’autant plus intéressant pour moi de les y insérer.

 

7 – Tout ce que vous voulez ajouter au public pour découvrir votre travail avec ces dieux des stades?

J’invite le public a découvrir mes 26 images inédites dans le calendrier “Dieux du stade 2019” qui est disponible partout, même sur Amazon 🙂 Pour découvrir mon univers complet rdv sur mon site : LudovicBaron.fr



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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