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Leisure - 18/03/2019

Marco Carta, complice di se stesso in “Io ti riconosco”

Io ti riconosco è il nuovo singolo che preannuncia un disco intero e un tour. Il cantante sardo è pronto ad abbracciare, con verità, il suo pubblico.

“Solo noi contro l’universo, io ti riconosco”, grida Marco Carta dal profondo dell’animo libero che ha finalmente conquistato. Il brano nuovo è “Io ti riconosco”, scritto da Stefano PavianiGianluca Florulli e Giovanni Pastorino, è uscito su etichetta The Saifam Group, il nuovo corso del cantante sardo a 10 anni esatti dal giorno in cui trionfò al Festival di Sanremo con il brano La forza mia.

Con un bel cantato, una produzione fresca che strizza l’occhio a sonorità da Coldplay ma molto energetiche, Carta fa il salto di qualità con una canzone che racconta molto di sé. “È partita dall’idea che 10 anni fa avrei tanto voluto vedere cosa sarebbe successo nella mia vita, sono stato sempre molto curioso. Ora lo so, la domanda principale e la risposta definitiva se Marco del passato avrebbe mai riconosciuto il Marco di oggi? Credo di sì”.

Il testo è anche un dovere, quello che ci ripromettiamo ogni giorno per saper discernere le cose belle che ci passano accanto: “Riconoscere l’importanza e l’unicità di una persona dai suoi piccoli gesti peculiari è una forma di affetto e di amore vera e profonda. Siamo sempre alla ricerca di una ricetta definitiva, per capire se la persona che abbiamo a fianco è quella giusta. Basterebbe chiedersi se riusciamo a riconoscerla come unica nei gesti e nelle abitudini di ogni giorno. “Io ti riconosco è questo”: un inno alla necessità delle cose semplici come prova dell’unicità delle persone”.

Marco Carta nato a Cagliari nel 1985, persi i genitori molto giovane, cresce assieme al fratello con i nonni materni, coltivando con ambizione ancora maggiore il suo sogno di diventare cantante. Nel 2008 vince Amici con il 75% delle preferenze. Il 2009 è l’anno del debutto al Festival di Sanremo, che vince con la canzone La forza mia. Quella di cui vi parliamo è la seconda uscita dopo l’ultimo album dell’artista, nel 2017, il suo sesto disco Tieniti Forte.

Come intendi questo ritorno sulle scene?

Maturazione è la parola giusta. Io ti riconosco si riferisce anche alla persona, al riconoscersi in quello che si è realmente, quello che sono riuscito a fare e dire dopo anni. Il fatto di aver aperto il pubblico alle mie preferenze, mi sento più leggero e responsabile, certo, ma il peggio l’ho superato.

Cioè?

Aver accettato di essere carico di responsabilità all’inizio della mia carriera è stato molto duro. Le cose toste mi sono capitate quando ero molto piccolo. Per me non è cambiato granché, mi sento sempre molto coinvolto nella musica.

Ora tutti sanno che sei gay. L’hai deciso tu con i tuoi tempi e i tuoi modi. Cambia qualcosa?

Me lo sono chiesto spesso anche io ed è arrivata subito la risposta: sì è cambiato perché rivelarlo è stata una grossa botta di familiarità, il Marcolino di casa, ora la gente lo sente ancora di più vicino. Devo dire la verità, voglio dare coraggio a chi non ce l’ha e mi fa piacere essere in questa posizione.

Il tuo approccio al lavoro?

È sicuramente è cambiato, ora sono parte integrante della costruzione di una canzone, prima ero un cantante che passivamente, tra virgolette, lavorava al disco e con molto rispetto osservava il lavoro degli altri. Ora sono parte attiva della produzione, adesso io lavoro in ogni fase, non sono un musicista ma quando suoni non sono consoni o non nel mio gusto, partono i miei suggerimenti. Deriva dall’esperienza, puoi dire con più efficacia: qui ci vorrebbero dei plug in oppure qui vorrei piano o voce in risalto. Mi sento anche più creativo e completato come artista, prima ero un ragazzo molto giovane che voleva cantare e a volte avevo anche paura di dire la mia perché non volevo influenzare o minimizzare il lavoro di tanti professionisti che hanno lavorato con me.

Quello che ascolti nel tempo libero diventa poi influenza nella tua musica?

Non è detto. Ho fatto molta fatica a distaccarmi o meglio, non lasciarmi coinvolgere troppo dalla musica black perché mi ha influenzato molto in molti anni. Ora ascolto di tutto. stamattina ho fatto un giro con una playlist di Battiato e vado molto a giornate, riscoprendo così tanti repertori. Per me la musica è un regalo, quindi varia: passo da un rock profondo al pop leggero.

Questo singolo preannuncia un album intero?

Io ti riconosco è solamente una faccia di un disco con tanti aspetti. Ha principalmente due direzioni: la parte che avrà sonorità elettroniche che mi piace molto, che si rifà agli anni 80, che poi non sono vintage perché sono in voga ora e tornano rivisitati…e poi la parte modernissima. Ci sono anche canzoni con molta freschezza, molti suoni puliti e uptempo importanti. Apriamo con un’estate di fuoco, non dico che sarà dance ma si  potrà ballare.

Ora che sei più libero dalle cose non dette, i temi quali sono?

La ricerca vien da sé, la ricerca dei temi è più spontanea. Vero, in passato avevo paura di scegliere un tema per cui avrebbero potuto denigrarmi, ora faccio quello che mi pare, sono totalmente veritiero, sicuramente.

Ultimamente sei spesso in tv. Credi faccia bene alla tua carriera di musicista essere un vip televisivo?

Mi aggiunge qualcosa perché offro quella parte di me che piace alla gente. Essere in studio a raccontare, ridere, giocare con le parole, è questa una parte del mio essere che è molto apprezzata.

 

La prima data del nuovo tour di Marco Carta è fissata per il 13 aprile a Castelraimondo in provincia di Macerata. Il giro di concerti andrà avanti fino all’autunno.



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