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Leisure - 24/01/2018

Mudimbi trai giovani di Sanremo 2018: “La prima responsabilità è la nostra felicità”

L'esordiente con il brano Il Mago ha tre anni di live alle spalle, una decisione forte sulla vita e tanti testi accattivanti. "La musica è imprevedibile".

“La gente guarda male se non sei pieno di guai, meglio dire sono vegano e sto anche in mano agli usurai”. Ci è bastata questa amara e ironica considerazione a farci appassionare a Mudimbi, classe 1986, rapper italo-congolese. Che a Sanremo 2018 porta il pezzo-positivo per eccellenza, Il Mago, che oltre questa strofa ne contiene tante dense di significato.

Michel, suo vero nome che dà il titolo anche all’album che arriverà il 9 febbraio, come suo amuleto, ha scelto Orietta Berti, che già negli anni ‘70 lanciava lo stesso messaggio con “Finchè la barca va”. Da San Benedetto del Tronto al palco più importante d’Italia, l’abbiamo intervistato prima della partenza per il vortice mediatico festivaliero.

Oggi fai uscire il singolo su 45 giri, ma sei un nostalgico?

Oggi fa figo essere artisti, tutti vogliono fare i cantanti, i grafici, i fotografi. Con la conseguenza che c’è troppo di tutto, mi ci metto anche io in mezzo ovviamente. Magari con un supporto diverso da quello che predomina in questo momento c’è più possibilità che la musica duri. A me sembra che quello che è uscito sei mesi fa sia già dimenticato.

Sanremo com’è vissuto da protagonista?

Lo vedo come un punto di partenza, sono consapevole dell’esposizione che mi darà, sto capendo che anche una parola giusta capita male torna indietro come un boomerang.

Per te è una ripartenza?

Ogni tanto riparto, in generale. Mi rifiuto di pensarmi come arrivato. Sono in tour da tre anni, ma il punto di partenza è quando mi sono licenziato dall’officina dove lavoravo e quando ho firmato con Warner. L’album è stato un nuovo punto di partenza, ad esempio. Ne ho tanti, e tanti ne arriveranno.

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Molti ti associano a Stromae, soprattutto dopo averti visto dal vivo.

Stromae è un grosso punto di riferimento anche se lui ha smesso con la musica nel 2015. Io lo venero, ci sono degli aspetti di me in lui, lo vedo come la versione ripulita di Mudimbi. Sono sempre aperto a riconsiderarmi.

Che significato ha la tua canzone, Il Mago?

Il significato è un promemoria che faccio a me stesso. Cerco il focus sulle cose belle senza considerare le sfighe del quotidiano. Potremmo sempre elencare le cose positive che ci sono capitate quando ci si chiede “come va?”. Non mi sono mai reputato un ragazzino a cui mancava qualcosa, anche se sono cresciuto solo con mia madre. E nella canzone ironizzo: non ci vuole una forza sovrannaturale per godersi le cose come sono.

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Nell’album c’è un brano diverso, Giostre. Ce ne parli?

Giostre è un passaggio intimo, un fondo di paura c’è stato perché ero iniziato a circolare come nome del nuovo rap che fa lime taglienti. Mentre questa è una canzone rilassata. L’ho scritto quando mi volevo licenziare, non volevo mettere la responsabilità in secondo piano rispetto alla felicità. Dobbiamo ostinarci a fare quello che fa star bene noi.

Come vedi la tua carriera adesso che ti avvicini alla grande occasione?

Andrea Bonomo ha scritto con me e mi auguro di collaborare per molto altro nella mia carriera con lui. Credo che la musica sia imprevedibile e il contorno possa portare ad amplificarne il successo o meno. Per disperazione a volte rido sopra alle cose che mi capitano, e mi piace questo approccio.

Parli anche molto di semplicità. Sei un eterno fanciullo?

Per questo disco, in una canzone chiamata Amemi, ho coinvolto gruppo di bambini di 9 anni su un coro che è davvero come me l’ero immaginato. La purezza. Ci sono cose che facciamo per consuetudine e per i paletti che ci hanno messo. Punto all’età dell’innocenza, dove puoi dire quello che senti perché viene dal cuore. A me interessa che il risultato finale sia il più spontaneo possibile. Anche se ogni rima ovviamente è calcolata.

mudimbi sanremo

Che scrittura hai adottato per questo pezzo al festival?

Non sarei stato capace di scrivere niente di diverso per Sanremo, non vengo da canzoni d’amore. Volevo risultare coerente, come lo è Mirkoeilcane.

Che è un tuo concorrente…

Con lui ho instaurato un bel rapporto, mi fa piacere sentirlo e la sua canzone mi ha lasciato di stucco, durante le prove sono rimasto a bocca aperta. Gli auguro tutto il meglio.

Dal vivo come ti immagini il tuo futuro?

Non sono particolarmente sobrio, scenicamente voglio fare impatto, l’energia deve arrivare su tutti i fronti. Non è un carnevale ma nemmeno carmina burana.



Christian D'Antonio
Figlio degli anni 70, colonna del newsfeed di The Way, nasce come giornalista economico, poi prestato alla musica e infine convertito al racconto del lifestyle dei giorni nostri. Ossessionato dal tempo e dall’essere in accordo con quello che vive, cerca il buono in tutto e curiosa ovunque per riportarlo. Meridionale italiano col Nord Europa nel cuore, vive il contrappunto geografico con serenità e ironia. Moda, arte e spettacoli tv anni 80 compongono il suo brunch preferito.
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