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Leisure

Leisure - 10/03/2019

Nerium Park: il Paradiso/Prigione del catalano Joseph Maria Mirò.

Visto in scena con Chiara Baffi e Alessandro Palladino, regia di Mario Gelardi, al Teatro Nuovo di Napoli.

Al Teatro Nuovo di Napoli è di scena Nerium Park, testo del catalano Joseph Maria Miró, pluripremiato autore di fama internazionale, nella traduzione di Angelo Savelli, con Chiara Baffi e Alessandro Pallladino per la regia di Mario Gelardi, prima produzione del Nuovo Teatro Sanità (repliche fino a dom. 10 marzo).

Spettacolo acclamato in tutto il mondo, da Buenos Aires ad Avignone, Nerium Park è la storia di una giovane coppia, Marta e Bruno, che acquistano – in piena crisi edilizia – un appartamento in un parco immerso tra gli oleandri (Nerium Oleander, appunto). Col passare dei mesi, però, i due si accorgono di essere gli unici abitanti del parco, nascosto all’ombra di quel fiore, che ora non sembra più così incantevole, ma quasi ossessivo. Lo spettacolo attraversa dodici mesi della loro vita, in cui i due non hanno modo di liberarsi di quella casa, cui più nessuno ambisce. E col passare del tempo, oltre alla casa, anche il loro rapporto sembra deteriorarsi… “Ho lavorato sull’attesa – spiega il regista Mario Gelardi – che la vita cambi, che la persona amata torni a casa, l’attesa di un lavoro e sull’attesa regina: quella di un figlio. Dodici mesi e dodici inizi, come quadri e spaccati di vita, in un ambiente che, da elegantemente essenziale, diventa freddo e ostile, man mano che i suoi abitanti perdono l’amore”.

NERIUM PARK – Chiara Baffi, Alessandro Palladino (ph Vincenzo Antonucci)

Spettacolo lineare e intrigante, quello di Mario Gelardi (cui si perdona qualche ingenuità registica), in cui – come in un gioco di specchi – il ménage familiare si incrina sulla perdita di lavoro di lui e sul lavoro di lei (addetta alle risorse umane di una ditta, costretta dalla crisi a licenziare).

I due bravi interpreti sanno restituire appieno la progressiva perdita di fiducia reciproca, alimentata ulteriormente dall’intrusione di un personaggio terzo (reale o immaginato da Bruno?) che si suppone essere un lavoratore licenziato da Marta. Uno spaccato di vita, insomma, di un’attualità stringente cui la giovane compagnia sa donare il gusto di un realismo e di una freschezza che il pubblico dimostra di apprezzare ampiamente.

Dopo il debutto fiorentino e le repliche napoletane, lo spettacolo sarà ripreso a Caserta (Teatro Civico 14, dal 16 al 17 marzo) e a Roma (Spazio Diamante, dal 21 al 24 marzo).

Testo a cura di Davide D’Antonio



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